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Poteva finire peggio, ma poteva andare molto meglio
Poteva finire peggio, ma poteva andare molto meglio

A volte basterebbe semplicemente sostenere che il risultato ottenuto non è un bel risultato. Per la Cremonese un’altra occasione persa

Ascoltando i protagonisti grigiorossi in sala stampa dopo il 2-2 della Cremonese ottenuto in rimonta contro il Cittadella, pare proprio che i tifosi debbano “accontentarsi” di questo pareggio, perché – per come si era messa – poteva andare molto peggio. Innegabile, è un ragionamento che non fa una grinza, ma è anche vero che poteva andare molto meglio. Il Cittadella ha avuto molti meriti per la partita di questo pomeriggio, ma questa Cremo poteva e doveva fare molto di più, specialmente dopo che sia Spezia che Catanzaro (ossia chi sta sopra e chi sta sotto) avevano perso le rispettive partite contro Brescia e Modena. Le motivazioni erano a tremila.

ANCORA UNA DELUSIONE – È assolutamente normale che i tifosi della Cremo avrebbero voluto molto di più. Dopo Palermo c’era molta fibrillazione, mentalmente l’obiettivo terzo posto era visto più vicino ed era davvero molto importante infilare, per la prima volta in stagione, la terza vittoria consecutiva. Questa squadra, però, ha fallito ancora un’occasione ghiotta: quando deve compiere il definitivo salto di qualità, in un modo o nell’altro si inceppa. Stroppa sottolinea da tempo le «prestazioni eccezionali», ma è anche nostro compito focalizzarsi su ciò che si poteva fare meglio: gli errori sui gol incassati sono evidenti, non è solo il “rimpallo sfavorevole”. Il primo è arrivato anche a difesa schierata. Sono disattenzioni che possono costare caro, così come – in attacco – il gol divorato da Azzi da pochi centimetri. Con così tante reti al passivo, diventa complicato raggiungere gli obiettivi. Non è è sempre possibile chiedere la rimonta, ci sono partite che vanno condotte in altro modo se l’obiettivo – come ribadito dal leader Castagnetti – è la Serie A dal miglior piazzamento playoff possibile.

LAVORO, LAVORO – Talvolta la via per avvicinare i tifosi non è quella della presunzione, ma dell’umiltà. Nel riconoscere che, nonostante prestazioni di buon livello, la Cremonese può e deve fare di più. E che nel percorso verso il terzo posto (obiettivo che riteniamo ancora realistico e raggiungibile) un mezzo passo falso con il Cittadella, allo Stadio Zini, non è un bel risultato. Dunque, anche se la squadra sta bene, qualcosa da sistemare c’è. I tifosi non hanno perso le speranze, anzi hanno ancora passione ed entusiasmo per il rush finale di questo campionato intricato e di difficile interpretazione, ma chiedono spiegazioni per le tante occasioni mancate. Non rimane che rimboccarsi le maniche e già al Città del Tricolore, il 4 aprile contro la Reggiana, dimostrare di «volere la Serie A».

Redazione

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