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Piacere, capitan Baschirotto
Piacere, capitan Baschirotto

In Cremonese-Atalanta, Federico Baschirotto ha indossato la fascia di capitano, a conferma delle sue qualità fuori dal campo

Contro l’Atalanta, nella serata dello Zini ha brillato la stella del Working Class Hero Jamie Vardy, ma in campo c’era un altro esempio di perseveranza e determinazione. Si tratta di Federico Baschirotto, che ha chiuso – per ora – il cerchio in grigiorosso indossando la fascia di capitano (date le assenze dal 1′ di Bianchetti e Vazquez). È solo l’ennesima conferma delle grandi doti da leader (oltre che da difensore) del centrale che, ricordiamo, ha un passato nel settore giovanile della Cremo.

AL LECCE – A ulteriore conferma delle qualità del classe ’96, ci sono le parole di mister Luca Gotti, che ha allenato Baschirotto ai tempi del Lecce nel 2024. In onda su Sky Sport, il tecnico di Andria ha descritto così il suo capitano: «Da allenatore ho sempre avuto l’abitudine di arrivare per primo al campo e andarmene per ultimo. Tuttavia a Lecce non riuscivo ad arrivare prima di Baschirotto né andare via dopo di lui. Per questo dico che è un esempio di come la perseveranza porti a raggiungere degli obiettivi che per tutti potevano essere insperati. Lui ci ha sempre creduto, anche quando faceva la panchina in Serie C. Dopo pochi anni si è ritrovato capitano in Serie A. È un leader indiscusso all’interno dello spogliatoio».

INASPETTATO – Lo stesso Baschirotto racconta, sulle pagine di Sportweek, il percorso che lo ha portato a prendersi la Cremonese a distanza di tanti anni: «Quando ho lasciato la Cremo, appena maggiorenne, per ripartire dai dilettanti, non mi sarei mai aspettato di tornare, figuriamoci da protagonista. Ogni volta che mi chiamavano ad allenarmi in prima squadra, sognavo di giocare allo Zini: eccomi qui!». Un ritorno favorito anche dal clima creatosi grazie al lavoro del mister e del suo staff: «Nicola e il suo staff, nei primi giorni di ritiro, ci hanno raccontato la loro storia personale. In poco tempo siamo diventati una famiglia, dove l’uomo viene prima del calciatore». Un’ulteriore motivazione è proprio la punta ex Leicester: «Le imprese di Vardy sono benzina per chi viene dal basso come me. Per me lui è un esempio di sacrificio e mentalità». Lo sguardo resta rivolto al futuro, sia per la salvezza con la Cremonese che in ottica azzurra: «Il mio sogno oggi è vestire la maglia della Nazionale. Due anni fa fui preconvocato, poi rimasi fuori. Da quel giorno è il mio desiderio più grande».

Michele Iondini

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