La Cremonese torna al Tardini dopo il successo dello scorso marzo: contro il Parma di Cuesta la Coppa diventa un’occasione per ripartire
Martedì 1° settembre la Cremonese affronterà il Parma al Tardini ai sedicesimi di finale di Coppa Italia. La squadra di Carlos Cuesta continua a seguire una strada ormai ben riconoscibile: investire sul talento e concedere ai giovani la possibilità di misurarsi immediatamente con la Serie A. Dopo il buon 13° posto della scorsa stagione, ottenuto attraverso un calcio spesso pragmatico e una squadra capace di adattarsi all’avversario, i ducali hanno proseguito sulla stessa filosofia. Il mercato ha portato giocatori come Daffara (2004), Diallo (2007), Lontani (2008) e Romero (2003), oltre a El Bilal Touré, sono stati riscattati inoltre Cremaschi, Nicolussi Caviglia e Carboni. In uscita spiccano invece soprattutto Pellegrino, Suzuki e Circati, passati rispettivamente a Fiorentina, Aston Villa e Benfica. Una linea verde che conferma la volontà del club di sviluppare giocatori di prospettiva senza rinunciare alla competitività immediata.
UN GIOCO DIVERSO – La partita di ieri contro la Juventus, persa 2-0, ha mostrato un Parma soprattutto attento a proteggere gli spazi e mantenere grande densità nella propria metà campo: i bianconeri hanno chiuso con 21 conclusioni contro 4 e 10 corner contro 2. La squadra di Cuesta ha mantenuto un blocco compatto, concedendo prevalentemente il possesso agli avversari e cercando poi di sfruttare le ripartenze. Contro la Cremonese, però, lo scenario dovrà essere completamente diverso. Il Parma partirà inevitabilmente favorito e sarà probabilmente chiamato ad avere maggiormente il pallino del gioco, dovendo costruire maggiormente viste le qualità superiori. Proprio questa una delle curiosità tattiche della sfida: capire se i ducali sapranno creare gioco, situazione che nelle prime partite di Serie A hanno avuto meno necessità di affrontare oppure se nonostante la categoria inferiore lasceranno alla Cremonese il pallino del gioco (cosa che Giampaolo vorrebbe vedere).
DOLCI RICORDI AL TARDINI – L’ultimo precedente al Tardini riporta alla mente uno dei pomeriggi più importanti della scorsa stagione per la Cremonese. Il 21 marzo 2026 i grigiorossi si imposero infatti 2-0 sul Parma, interrompendo una serie di quindici partite senza vittorie e regalando a Marco Giampaolo il successo all’esordio dopo il ritorno sulla panchina della Cremo. A decidere la partita furono le reti nella ripresa di Youssef Maleh e Jari Vandeputte: proprio il belga, servito da Jamie Vardy, trovò quel giorno il suo primo gol in Serie A. Una vittoria che riaccese momentaneamente le speranze salvezza. A pochi mesi di distanza, i grigiorossi torneranno quindi su un campo legato a uno dei ricordi più belli della passata stagione.
LE POSSIBILI SCELTE – In vista della sfida di Coppa Italia, Cuesta potrebbe cambiare diversi interpreti, sfruttando la profondità di una rosa particolarmente giovane. Il sistema dovrebbe comunque rimanere vicino al 4-4-2 visto contro la Juventus, con possibili opportunità per chi finora ha trovato meno spazio. Tra i pali Daffara potrebbe insidiare Corvi, mentre in difesa elementi come Ndiaye e Carboni rappresentano alternative a chi è partito titolare a Torino. Anche a centrocampo le possibilità non mancano, con Sørensen e Cremaschi pronti a trovare spazio, mentre davanti Cuesta può scegliere tra profili molto giovani e differenti come Romero, Diallo, Frigan ed Elphege, oltre a Touré e Lontani. Proprio le numerose rotazioni rendono quindi difficile, a qualche giorno dalla partita, individuare un undici realmente definito.
