La Cremonese riparte da Pecchia e contro il Padova cerca subito nuove certezze: ecco come gioca la squadra di Calabro
Il prossimo ostacolo sulla strada della Cremonese si chiama Padova, squadra che durante l’estate ha cambiato parecchio e ha affidato la panchina ad Antonio Calabro. I veneti arrivano da una buona stagione, conclusa al decimo posto con 46 punti, centrando una salvezza relativamente tranquilla dopo il ritorno in Serie B. In estate la società ha però deciso di alzare ulteriormente l’asticella: il ds Mirabelli ha indicato apertamente la Serie A come obiettivo del progetto nel medio periodo, senza trasformarla necessariamente in un obbligo immediato. Il mercato è stato importante: sono arrivati, tra gli altri, Lovato, Dellavalle, Carissoni, Cocchi, Zuelli, Pompetti, Zanimacchia, Moro e soprattutto Artistico, acquistato dalla Lazio con un investimento considerevole. Una rosa profondamente rinforzata e costruita per interpretare il 3-5-2 di Calabro, sistema che nelle prime uscite è già apparso piuttosto riconoscibile.
ATTACCO DELL’AREA – Una delle caratteristiche più evidenti del Padova è la capacità di portare molti giocatori dentro l’area avversaria. Quando l’azione si sviluppa lateralmente, infatti, non sono soltanto le due punte ad l’area: si inseriscono anche le mezzali e, soprattutto, il quinto sul lato opposto rispetto a quello da cui parte il cross. L’azione del vantaggio contro il Verona ne è un esempio quasi perfetto: Cocchi ha ricevuto sulla sinistra e messo il pallone in mezzo, mentre dalla parte opposta Carissoni ha attaccato l’area arrivando fino davanti alla porta. La rete è stata poi ufficialmente assegnata come autogol di Edmundsson, ma la dinamica racconta bene uno dei principi offensivi della squadra di Calabro. Anche l’aggressività delle mezzali rappresenta un elemento da tenere sotto controllo: Fusi e Pompetti cercano con grande continuità l’inserimento negli ultimi metri. Il risultato è un Padova che, quando riesce a stabilizzarsi nella metà campo avversaria, può arrivare ad avere cinque giocatori contemporaneamente dentro l’area. Un’occupazione offensiva importante, che costringerà i centrocampisti della Cremonese a prestare grande attenzione agli inserimenti da dietro.
COSTRUZIONE A QUATTRO – Il 3-5-2 cambia invece volto quando il Padova comincia l’azione dal basso. Dellavalle, braccetto destro della difesa a tre, tende ad aprirsi molto, mentre sul lato opposto Cocchi, quinto di sinistra, si abbassa, formando di fatto una prima linea di costruzione a quattro insieme a Lovato e Pastina. Una serie di movimenti che libera contemporaneamente altre zone del campo: Carissoni può alzarsi molto sulla destra, mentre Caprari rimane libero di muoversi tra le linee e su tutto il fronte offensivo. Sul lato sinistro è invece Fusi a poter attaccare lo spazio liberato dall’abbassamento di Cocchi e dai movimenti della seconda punta ex Monza. Le heatmap degli esterni e dei braccetti aiutano a mostrare questa particolare asimmetria nella costruzione biancoscudata.

Fonte heatmap: Sofascore

Fonte heatmap: Sofascore

Fonte heatmap: Sofascore

Fonte heatmap: Sofascore
LA POSIZIONE DI CAPRARI – Uno dei principali pericoli della fase offensiva biancoscudata è rappresentato da Gianluca Caprari. Nel 3-5-2 di Calabro non interpreta il ruolo di seconda punta in maniera statica, ma dispone di grande libertà: viene incontro, si abbassa e soprattutto cerca continuamente di ricevere tra il centrocampo e la difesa avversaria, andando a occupare gli spazi liberi. La sua heatmap evidenzia proprio questa tendenza a muoversi in zone molto diverse del fronte offensivo, rendendo i suoi movimenti difficili da leggere. Il compagno di reparto ha invece generalmente il compito di garantire maggiore profondità e protezione palla. Nelle prime due giornate sono stati Luca Moro e Mattia Bortolussi a svolgere questo ruolo, mentre più avanti Calabro potrà contare anche su Gabriele Artistico, attaccante capace sia di ricevere spalle alle porta che di attaccare la profondità, ma ancora alle prese con il recupero dall’infortunio.

Fonte heatmap: Sofascore
PRESSING – Anche senza palla la squadra di Calabro presenta principi piuttosto chiari. Quando l’avversario prova a costruire dal basso, il Padova cerca di togliere tempo e spazio al possessore, indirizzando la giocata e provando a costringere gli avversari a ricevere spalle alla porta, per poi aggredirli immediatamente. Per la Cremonese sarà quindi fondamentale muovere velocemente il pallone e trovare l’uomo libero alle spalle della prima pressione, evitando ricezioni statiche che potrebbero facilitare l’aggressività dei biancoscudati. Quando invece è costretto ad abbassarsi, il Padova forma sostanzialmente una linea difensiva a cinque, con Carissoni e Cocchi che arretrano accanto ai tre centrali di difesa. Una soluzione che permette di proteggere bene l’ampiezza e, soprattutto, l’area di rigore.
I PUNTI DEBOLI – Lo stile di gioco del Padova può però generare alcune difficoltà che la Cremo dovrà essere brava a sfruttare. Davanti alla linea difensiva a cinque restano infatti solamente tre centrocampisti chiamati a coprire una porzione di campo molto ampia. Per questo motivo può aprirsi spazio al limite dell’area, situazione sulla quale la Cremonese potrebbe provare a fare male cercando maggiormente la conclusione dalla distanza. Anche la grande presenza offensiva del Padova porta inevitabilmente con sé qualche rischio. Quando quinti, mezzali e attaccanti riempiono contemporaneamente l’area, una respinta o un recupero palla possono lasciare molto spazio tra centrocampo e difesa. È probabilmente uno degli aspetti più interessanti in vista della partita dello Zini: la Cremonese di Pecchia vuole verticalizzare rapidamente e sfruttare le transizioni. Recuperare il pallone dopo un cross del Padova potrebbe quindi consentire ai grigiorossi di attaccare una squadra momentaneamente aperta, allungata e con diversi uomini sopra la linea della palla.
I CALCI PIAZZATI – Grande attenzione anche ai calci piazzati. Sui corner offensivi il Padova arriva a portare sette giocatori dentro l’area, lasciandone uno al limite. L’occupazione è studiata: un uomo disturba il portiere, uno presidia la zona del primo palo, mentre gran parte degli altri giocatori parte dalla zona del secondo per attaccare successivamente traiettorie e spazi differenti. Un fondamentale da non sottovalutare, soprattutto considerando le difficoltà mostrate dalla Cremonese di Giampaolo nella gestione dei piazzati nelle prime giornate. Sui corner contro, invece, l’atteggiamento è quasi opposto ma altrettanto estremo. Il Padova porta praticamente tutta la squadra nella propria area: un giocatore esce verso la bandierina per impedire o quantomeno controllare lo scambio corto, mentre otto uomini difendono a zona in maniera molto compatta nei pressi dell’area piccola e un altro presidia lo spazio tra il dischetto e il limite. Un’organizzazione simile viene riproposta sulle punizioni laterali, con otto giocatori schierati a zona davanti alla porta.
LE POSSIBILI SCELTE – Dopo l’1-1 contro il Verona, Calabro potrebbe confermare gran parte della squadra vista all’Euganeo. Davanti a Sorrentino dovrebbero quindi esserci Dellavalle, Lovato e Pastina, con Carissoni e Cocchi sulle corsie. In mezzo Pompetti, Zuelli e Fusi, mentre davanti Caprari dovrebbe muoversi attorno a Moro, con grande libertà di movimento. Artistico rappresenta il grande investimento dell’estate per l’attacco, ma il suo recupero dall’infortunio rende al momento improbabile un impiego dal primo minuto contro la Cremonese.
PADOVA (3-5-2): Sorrentino; Dellavalle, Lovato, Pastina; Carissoni, Pompetti, Zuelli, Fusi, Cocchi; Moro, Caprari. All. Calabro.
