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Nicola: «Sarà dura, ma contro certe squadre il tifo fa tanto»
Nicola: «Sarà dura, ma contro certe squadre il tifo fa tanto»

La conferenza stampa pre Cremonese-Atalanta di mister Nicola: «Servirà fare ancora meglio. Il prossimo passo è la continuità di prestazioni»

Poco il tempo di elaborare l’incoraggiante pareggio interno contro l’Udinese. I grigiorossi torneranno in campo domani, sabato 25 ottobre alle 20:45, sempre allo Zini, per Cremonese-Atalanta. I bergamaschi vengono tra i due pareggi 0-0 contro Lazio e Slavia Praga in Champions League. Come di consueto, mister Nicola ha parlato in conferenza stampa alla vigilia del match. Di seguito, le sue parole al completo.

Soddisfatto del pareggio contro l’Udinese, che sarebbe stata vittoria ai punti?
«Quando vedi in campo ciò su cui lavori sei sempre soddisfatto. L’obiettivo è giocare così per più partite possibili. L’Atalanta è un’altra partita dove bisogna cercare di fare ancora meglio: più velocità, meno frenesia. Sono una squadra consolidata ormai da anni e hanno mantenuto una sorta di continuità con Juric, mister che apprezzo e stimo moltissimo. Per noi sarà tostissima, visti anche gli altri impegni ravvicinati. Avremo bisogno di interpretare posizioni diverse con giocatori diversi».

L’Atalanta non perde, ma fa fatica a segnare. Cosa ne pensa delle parole di Tudor, invece?
«Dopo 5 partite non si può dare un dato per assoluto. Intanto non stanno perdendo, quindi sono competitivi e sono in linea con gli obiettivi che perseguono. Su Tudor ho letto qualcosa ma non mi interessa molto. Credo intendesse semplicemente che potevano avere qualche punto in più. Non mi presto a questi giochini».

Ha in mente qualche rotazione considerando l’infrasettimanale o non fa calcoli?
«Noi le rotazioni le facciamo sempre. Un cambio è già una rotazione. Io cerco di tenere sull’attenti più giocatori possibili. Così possono dare tutto ciò che hanno con il tempo che hanno a disposizione. Ovviamente poi qualcosa dovremo fare».

A centrocampo i ranghi sono un po’ ridotti. Sarmiento?
«Io cerco di dare minuti a tutti. I giocatori che scelgo sono contestualizzati ai compagni con cui giocano e all’avversario che si ha davanti. L’equilibrio è importante, non bisogna puntare solo su alcune caratteristiche. Io credo che chi entra e determina sia fondamentale».

Vardy ha dato segnali, sia in fase offensiva che difensiva.
«Certo, siamo tutti d’accordo sul fatto che abbia dimostrato ciò che il suo nome si porta dietro. Ha portato su la squadra, dialogato con i compagni, creato occasioni. Ha fatto numeri importanti. Dobbiamo cercare, con lui, di gestire i carichi distribuendo il minutaggio. Credo sicuramente che potrà essere utile domani. Davanti ci sono altri che hanno bisogno di ritrovare brillantezza e ciò avviene solo giocando».

L’Atalanta ha grandi davanti, ma lascia qualcosa dietro. Come si sfrutta questo difetto?
«Ognuno pensa a produrre il proprio gioco. Anche contro grandi squadre bisogna essere convinti di crearsi le proprio chance. L’Atalanta ha ormai la possibilità di ruotare tanti giocatori in settimana senza perdere quasi nulla. Contro certe realtà, molto lo fanno i tifosi sugli spalti. Noi dobbiamo metterci nella testa che tutto è fattibile».

Il campo difficilmente ti ha smentito quest’anno.
«Non sono un veggente. Io vedo gli avversari che affrontiamo e cerco di fare delle analisi sulla base del nostro momento di crescita. L’obiettivo iniziale era rendersi conto se potevamo competere. Abbiamo capito che se lavoriamo da squadra e ci muoviamo come blocco compatto, possiamo farlo. Andava fatto un passo in avanti nella produzione di gioco e nella creazione di occasioni. Il tutto rispettando le qualità degli avversari e facendo attenzione agli spazi che si possono lasciare dietro. Quando vedo uno scatto di 30 metri o un recupero in extremis e sento il pubblico animarsi, mi rende orgoglioso».

L’Atalanta non avrà i propri tifosi al seguito. In porta è confermato Silvestri?
«A me importa dei nostri tifosi. Anche noi abbiamo giocato senza di loro un paio di gare. La bella notizia, invece, è che Audero è recuperato. Domani faremo le ultime valutazioni, ma ci sarà. Vedremo se potrà riprendere il suo posto».

L’Atalanta presserà alto, ma voi cercherete di tenere il pallone.
«Questo lo dici tu. Io buchi in difesa dell’Atalanta non ne vedo. Se subisce gol è merito degli avversari. Se superi una prima pressione, si creano spazi, ma vale anche per noi. Noi portiamo avanti una somma di strategie. Non possiamo stare 95′ né in un’area né nell’altra. Una squadra brava sa fare più cose. Dove l’Atalanta sarà più brava di noi, cercheremo di adattarci di conseguenza».

Lunedì nel post partita ha detto che Grassi non poteva essere della partita. Ha avuto problemi fisici? Come sta adesso?
«Sì, ha avuto un problema fisico. Io spero di averlo quanto prima, magari la prossima settimana. Genoa o quella dopo non lo so. Spero di vederlo allenarsi con il gruppo. Abbiamo avuto altre problematiche, ma io sono sempre curioso di sperimentare. Alle volte nella difficoltà riesci a trovare nuove risorse. È gratificante».

Credi che l’Atalanta dipenda troppo da Krstovic?
«Non ti so dire. Io vedo che è stato recuperato Scamacca. Se l’attaccante sbaglia dei gol, ma si crea occasioni, è solo questione di tempo. Hanno tanti giocatori offensivi, sono attrezzati per più impegni, è normale. Fermali sta a noi. Io guardo a come potremo esprimerci e come cresceremo grazie a questa gara».

Anche la Cremonese ha giocatori di qualità. Aiuteranno a fare un passo in più?
«Stanno già dando molto. Si tratta di averli tutti allineati dal punto di vista del minutaggio. L’importante è avere sempre la possibilità di incidere. Il nostro passo in più è la continuità. Pensare di competere con certe squadre ci fa uscire dai nostri parametri».

Vandeputte ha compiti più di difesivi e di regia rispetto allo scorso anno.
«Ha lo stesso compito di tutti gli altri: se non hai la palla devi difendere, a volte nello spazio a volte sull’uomo. Il suo obiettivo, ancora non completato, è di dimostrare di potersi adattare a questa categoria. Ha le qualità per poterlo fare».

Chiedi sempre a una delle due punte di abbassarsi, in questo momento è Bonazzoli quello a cui riesce meglio.
«Io chiedo alle punte di abbassarsi se serve, laddove di sono inserimenti dei centrocampisti avversari, per esempio. Le due punte devono occupare quegli spazi di smarcatura, se recuperi palle, e copertura preventiva. Se pressi a uomo, non si devono abbassare. Noi siamo legati come squadra, ogni interprete ha il suo compito».


Fonte: dal nostro inviato al Centro Arvedi Michele Iondini
Ogni replica, anche se parziale, necessita della corretta fonte CUOREGRIGIOROSSO.COM

Michele Iondini

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