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Mogoș a CGR: «Cremo, per te ho dato l’anima»
Mogoș a CGR: «Cremo, per te ho dato l’anima»

L’ex grigiorosso Vasile Mogoș a CuoreGrigiorosso: «L’addio? Da solo ho capito che non facevo più parte del progetto. A Verona sto bene»

Due anni, sessantasei presenze, sette gol, quattro assist e soprattutto tante emozioni regalate ai tifosi. Vasile Mogoș è uno dei giocatori più apprezzati a Cremona degli ultimi anni, nonostante abbia lasciato la città del Torrazzo la scorsa estate per approdare al ChievoVerona. Il terzino classe ’92 ha parlato in esclusiva alla redazione di CuoreGrigiorosso in vista di Chievo-Cremonese, gara valida per la 36ª giornata di Serie B in programma il 4 maggio alle ore 14. Ogni replica, anche parziale, necessita della corretta fonte CuoreGrigiorosso.com.


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ADDIO – Arrivato dall’Ascoli nel 2018, Mogoș ha lasciato la Cremonese quasi inaspettatamente il 24 settembre 2020: «È stata un po’ una sorpresa spiega il difensore rumeno -. Ho capito da solo che non avrei più fatto parte del progetto tecnico, senza che nessuno venisse a dirmelo. Considerato che per la Cremo ho sempre dato anima e cuore non mi sembrava giusto restare consapevole che non sarei più stato preso in considerazione». Vasile è un uomo-spogliatoio, e salutare i compagni non è stato semplice: «Mi è spiaciuto lasciare i ragazzi perché in ritiro avevamo legato molto e il gruppo per me è fondamentale. Ancora oggi li sento e li seguo, una parte di me è restata lì. Cerco sempre di seguire i risultati e le partite, so come lavorano e si meritano di fare bene».

CHIEVO – Ad una settimana dalla conclusione del calciomercato il 28enne di Vaslui si è trasferito a Verona, sponda Chievo: «Sono felice di questa scelta, per cui devo ringraziare sia mister Aglietti che la società. Mi hanno voluto fortemente e voglio ripagare la loro fiducia, poi Verona è una delle città più belle d’Italia e del mondo. Il nostro è un gruppo giovane e ottimo, lo scorso inverno abbiamo avuto un’ottima striscia positiva (imbattuti per 13 partite, ndr) perché il gruppo ci ha sempre creduto. Mister Aglietti sa usare sia la carota che il bastone, sa come si vincono i playoff e speriamo che si ripeta quest’anno. Adesso però pensiamo solo al recupero con l’Empoli».

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Vasile Mogos allo Zini con la maglia del Chievo. Foto Blanik, ScattiGrigiorossi

NUOVA CREMO – Con l’arrivo di mister Pecchia la Cremonese è cambiata completamente, e Mogoș se n’è accorto: «È una squadra molto “fastidiosa” e tutti ne parlano bene, il gioco è diverso da quello di prima e probabilmente esalta le qualità dei singoli. Sono contento per i ragazzi e che Ciofani si sia sbloccato, so quanto lavori per la squadra e sono venuto a sapere anche di alcune vicissitudini con cui ha avuto a che fare». Quella del prossimo 4 maggio sarà una sfida diversa da quella dell’andata, che sancì l’esonero di Bisoli: «In quella partita mi sembrava che la Cremo fosse molto in confusione, dal punto di vista mentale noi siamo stati migliori e abbiamo strappato i tre punti. Il 4 sarà una sfida dura, ma noi dobbiamo pensare una partita alla volta».

ROMANIA – Dopo aver conquistato la prima chiamata dalla Nazionale romena con la Cremo, grazie alle sue prestazioni in gialloblù Vasi rientra spesso tra i convocati del c.t. Radoi: «Ho lavorato e lavorerò tanto per essere sempre convocato, è veramente un orgoglio enorme poter rappresentare la propria patria. Se penso che dieci anni fa ero in Serie D e fantasticavo una cosa del genere… Già vedere la maglia con il mio nome e la toppa della qualificazione ai Mondiali mi dà stimoli e emozioni grandissime». Poche settimane fa Mogoș ha sfidato l’Armenia, capolista del girone J che comprende anche la Germania: «È stata un’emozione bellissima perché c’era il pubblico e quell’adrenalina mi mancava. Penso di parlare a nome di tutti i calciatori quando dico che i tifosi danno una spinta in più, non vedo l’ora che riaprano. L’ultima volta che ho visto la Curva piena è stato con la Cremo, e me la ricordo bene».

 
 
 
 
 
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ANEDDOTO – Quando sfida la Cremonese, il terzino destro lascia sempre il segno, in un modo o nell’altro: «Quando incontrai per la prima volta la Cremo allo Zini c’era Giampaolo in panchina e io giocavo nel Lumezzane, dopo pochi minuti di gioco mi feci male alla caviglia e fui costretto ad uscire. Quando tornai con la Reggiana volai giù dalle scalinate, con l’Ascoli tre anni fa entrai a partita in corso e per poco Renzetti non mi ruppe il naso. Quando nel 2018 il mio procuratore mi disse che, tra le altre, mi voleva la Cremo decisi di andare lì per sfatare il tabù (ride, ndr). Giocarci contro è un piacere, a Cremona ho lasciato tanto e quando posso ci torno volentieri». Visto che il vizio del gol ce l’ha (e noi lo sappiamo bene), la domanda è lecita: se il 4 maggio segni, esulti? «No».

La redazione ringrazia Vasile Mogoș e l’ufficio stampa del ChievoVerona per la concessione dell’intervista.


Di Lorenzo Coelli

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Lorenzo Coelli
Lorenzo Coelli

Redattore

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