La Lazio, prossima avversaria della Cremonese, nonostante l’ulteriore indebolimento a gennaio sta chiudendo la stagione con grande dignità
Un episodio in particolare nella tragedia del Titanic è sopravvissuto alla storia, consacrandosi a leggenda. Nonostante la collisione con l’iceberg, l’orchestra presente sul transatlantico continuò a suonare quasi fino all’inabissamento, per contenere il panico dei passeggeri. Nel tempo, il gesto si è caricato di valori simbolici, identificabili nello stato in cui versa attualmente la Lazio di Maurizio Sarri. Nonostante le varie problematiche emerse nel corso della stagione, il Comandante si è attenuto al suo dovere con grande spirito di appartenenza. A ridosso del suo insediamento, il blocco del mercato aveva stroncato il rinnovo della rosa. In seguito, la cessione di due pilastri come Castellanos e Guendouzi aveva indebolito sensibilmente l’organico. Contro ogni pronostico, la Lazio ora galleggia tra ottavo e nono posto, ma soprattutto ha raggiunto la finale di Coppa Italia. Non solo Sarri è rimasto, ma ha continuato a suonare lo spartito per placare i bollenti spiriti dei tifosi, mai così disillusi nei confronti di una proprietà incommentabile.
L’ANDATA – La gara d’andata disputata all’Olimpico si era conclusa con un buon 0-0 per i grigiorossi di Nicola, ai tempi a +9 sulla zona salvezza. In una partita non entusiasmante, solo un’occasione importante a testa: a inizio secondo tempo, Vardy si era divorato un gol di testa davanti a Provedel, su un pallone morbidissimo servito da Bonazzoli. A tempo scaduto e con Cancellieri lanciato a rete, Ceccherini aveva rimediato l’espulsione per fallo da ultimo uomo a meno di un metro dall’area di rigore. La chance per i biancocelesti era ghiotta, vista la capacità di Cataldi nei calci di punizione e la distanza dalla porta di Audero. Per fortuna dei grigiorossi, la sfera si era spenta poco più in alto della traversa, scongiurando la beffa.
GIOCATORI CHIAVE – Kenneth Taylor, arrivato dall’Ajax a gennaio per sostituire Guendouzi, si è calato fin da subito nella nuova realtà italiana. Finora, 3 gol e 2 assist per lui in 15 partite, in cui si è distinto per capacità di inserimento e tecnica (ma è in dubbio per Cremona). Il vero perno della squadra è Mario Gila, specie in un organico che fa della difesa il suo principale punto di forza. Il centrale spagnolo, in scadenza nel 2027 e nel mirino di varie big, si è messo in mostra per le sue doti fisiche, ma anche per rapidità e leadership. Una sorpresa di questi ultimi mesi è invece Edoardo Motta, richiamato dal prestito dalla Reggiana a gennaio. L’estremo difensore classe 2005 ha sfruttato l’infortunio di Provedel per mettersi in luce, grazie soprattutto ai quattro rigori neutralizzati in Coppa Italia contro l’Atalanta.
PROBABILI FORMAZIONI – Situazione infortuni da tenere sotto osservazione in casa Lazio, ma dovrebbero esserci tre rientri. Nel classico 4-3-3 di Sarri, davanti a Motta favorito Provstgaard insieme a Romagnoli, complice un Gila ancora non al 100%. Ballottaggio Pellegrini-Tavares sulla sinistra, mentre Marusic si gioca il posto di terzino destro con Lazzari. Basic e Dele Bashiru (se non recupererà Taylor) proteggeranno Patric in regia, esperimento già provato nel corso della stagione. Davanti, Isaksen e Maldini a supporto di Pedro, che giocherà da falso nove. Noslin è la mina vagante dell’attacco laziale, probabile però che entri a gara in corso. Assente Cancellieri, squalificato per somma di ammonizioni.
