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La Volpe e l’uva
La Volpe e l’uva

Quell’ultimo pallone sfiorato da Volpe è l’istantanea della partita della Cremo: mai così vicini al gol, mai così lontani dal segnare

Un po’ ci abbiamo creduto tutti alla favola di Volpe: dopo una partita un po’ così, con qualche uscita a vuoto di troppo, il portierino della Cremo sull’ultimo angolo è arrivato a un soffio dal siglare il gol del pareggio con un tuffo di testa stile Superman, parallelo al terreno e a braccia larghe, come se stesse volando. Ma questo non è il mese anno biennio triennio della Cremo, e la favola si rivela per quello che è: un racconto di fantasia con una morale che non piace a nessuno.

BACK TO 3-5-2 – Come annunciato Bisoli torna al modulo che aveva fatto le fortune del Rastelli I. Non ci sono più Croce e Castrovilli, sulle mezzali abbiamo però due validi sostituti come Valzania e Gaetano che giocano davanti al rientrante Castagnetti. Dietro tocca a Terranova dirigere, con Bianchetti e Ravanelli ai lati. A sinistra c’è Crescenzi, a destra il gradito ritorno di Zortea che finalmente potrà sprigionare tutta la sua corsa senza essere frenato da compiti difensivi. Davanti insieme a Ciofani c’è Celar, che lo scorso anno a Salerno aveva segnato i suoi due primi (e finora unici) gol in grigiorosso.

SPRINT – Eppure la Cremo aveva iniziato nel modo migliore la trasferta di Salerno. Nemmeno il tempo di capire chi gioca dove e i grigiorossi sono già in vantaggio grazie alla solita sleppa di Valzania, bravo a tenere basso il pallone e a trovare l’angolino sulla sponda di Celar. L’inizio grigiorosso è travolgente, i padroni di casa tramortiti e lo sliding doors della partita arriva dopo due minuti: palla che rimbalza in area, portiere a terra e Gaetano che calcia alto il possibile pallone dello 0-2.

INTO THE GA(M)E – Il talento del Napoli è il vero ago della bilancia in questa Cremo: è l’unico in grado a inventarsi la giocata dal nulla. L’arretramento in mezzo al campo esalta le sue doti e limita i suoi difetti: Gaetano è “dentro” la partita, viene chiamato in causa e sollecitato di continuo, non può prendersi pause. Ma siccome anche la svogliatezza è un’arte, il numero 10 riesce comunque a peccare di leziosità: non quando deve imbeccare i compagni ma quando è lui stesso a dover concludere. Come se il gol fosse un orpello inutile all’interno della partita e il suo compito finisse nell’attimo in cui mette il compagno in condizione di segnare. A fine gara saranno almeno tre le occasioni non concretizzate che pesano tantissimo sull’esito del match.

CASTA SI GIRA – Se la manovra della Cremo funziona è anche per il ritorno di Castagnetti in cabina di regia. L’ex Empoli, che mancava dal primo minuto dall’esordio in campionato contro il Cittadella, offre un primo tempo di grande spessore in cui ha il coraggio di cercare giocate difficili. La Cremo trova le occasioni più pericolose quando riesce la doppia verticalizzazione: Casta per Gaetano, Gaetano per le punte o per la corsa dell’esterno. Il cartellino e un arbitraggio non proprio di qualità costringono Bisoli al cambio nell’intervallo: una scelta difficile, forse giusta, ma che certifica la necessità della Cremo di schierarlo titolare. Nella ripresa infatti, con Gustafson in mezzo al campo, la manovra dei grigiorossi si arena sulla trequarti a causa dei troppi passaggi in orizzontale dello svedese.

FASCE ROCK – Il gioco sulle fasce è spumeggiante: Crescenzi a sinistra ingaggia un duello medievale contro Casasola, interrotto solo dal brutto infortunio dell’esterno romano (che probabilmente dovrà restare ai box per un po’ di tempo). Dall’altra parte Zortea deve aver fatto rosicare Gasperini: nonostante non avesse ancora esordito dal primo minuto il buon Nadir fa su e giù come un treno. A volte forse esagera con R3, però il ragazzo è giovane e glielo si può perdonare. Il modulo esalta le sue caratteristiche, la Cremo deve ripartire dalle sue discese e dai suoi cross.

EPPUR SI PERDE – Tante belle parole, ma alla fine arriva l’ennesima sconfitta. Da dove iniziare? Per una volta, dalla difesa. Se Volpe non appare impeccabile sulla seconda rete, ancora meno lo è il piazzamento in fase difensiva. Il gol di Djuric arriva con otto giocatori grigiorossi in area contro tre soli avversari, eppure l’ex Cremo trova tempo e spazio per colpire di testa da dentro l’area piccola. Rivedibile anche la rete di Kupisz: l’esterno (forse il figlio illegittimo di Castori visto che se lo porta ovunque) salta in mezzo a Terranova e Ravanelli, due difensori che fanno del gioco aereo uno dei punti di forza. Bisoli ha detto che da queste situazioni si esce solo con il lavoro: su questi – e altri – aspetti avrà da lavorare molto in settimana.

E L’ATTACCO? – Appunto.

AUDACI CON LA REGIA – Dopo l’ennesima sconfitta e con una classifica sempre più deficitaria è difficile mantenere la calma ed analizzare la partita con la giusta obiettività. Non è tuttavia un errore dire che a Salerno la Cremo ha giocato la sua miglior partita della stagione: sono state create più palle gol negli ultimi 90’ che nelle prime sei giornate. Non è colpa di Bisoli se servono così tante occasioni per segnare: è ormai evidente che serve una grossa mano dal mercato invernale, con un reparto avanzato che va profondamente rifondato. Avanti con fiducia con il nuovo modulo e il vecchio mister. Bisoli merita almeno un’altra chance per dimostrare che il cambio di rotta è già stato avviato.

Nicola Guarneri

Direttore Responsabile

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