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La crème de la Cremo
La crème de la Cremo

Contro il Cosenza la Cremo mette in mostra i propri giocatori migliori: Mandorlini può guardare con fiducia al futuro.

Possono bastare tre giorni a cambiare idea su una squadra? Forse qualche giudizio sulla panchina è stato avventato. I cambi di Padova non hanno reso come nelle aspettative ma contro il Cosenza la Cremo ha vinto proprio grazie alla freschezza dei nuovi. D’altronde, come diceva il noto artista Ajeje Brazorf, solo gli imbecilli non cambiano idea.

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Turnover ragionato. Mandorlini ne cambia sei rispetto alla trasferta in Veneto: Claiton, Renzetti, Castagnetti, Arini, Strefezza e Brighenti siedono in panchina, al loro posto – rispettivamente – scendono in campo Kresic, Migliore, Greco, Croce, Carretta e Paulinho. È proprio questa la forza della Cremo, avere una panchina lunga e di qualità. Contro il Padova la cosa non era emersa, contro il Cosenza ovviamente sì, perché è nel secondo turno (quando le partite sono ravvicinate) che si vedono le qualità dei cambi. I calabresi sono partiti forte, i grigiorossi li hanno fatti sfogare e quando non ne avevano più hanno affondato il colpo. A fine partita i giocatori di Mandorlini avevano ancora energie (ma quanto ha corso Croce?), mentre gli avversari trotterellavano per il campo senza meta e senza stimoli.

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Mogos sugli scudi. Impossibile non parlare della partita del terzino rumeno, arrivato in estate dall’Ascoli tra i rimpianti dei tifosi, che accusavano la società per non esser riuscita a trattenere Almici. A Mogos sono bastate poche partite per entrare nel cuore dello Zini e nelle grazie di Mandorlini, che fa rifiatare tutti ma non lui. Sull’out destro è una vera e propria macchina: è un Range Rover, un 4×4 che appiattisce tutto quello che gli si para davanti. Un terzino con il vizio del gol, tanto che si ritrova capocannoniere della squadra con due centri in cinque partite. Dopo il colpo di testa di Palermo è arrivata la splendida cavalcata contro il Cosenza. Un coast to coast in cui Mogos ha fatto vedere tutto il repertorio della casa: recupero in fase difensiva, discesa palla al piede spalla-a-spalla con un avversario (Garritano, mica l’ultimo arrivato), colpo di tacco a liberarsi al tiro e sassata da fuori area che non lascia scampo al portiere.

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Fuoriserie. La partita contro il Cosenza ha anche segnato il ritorno di Paulinho dal primo minuto dopo otto mesi. Se Mogos è il nostro fuoristrada, Paulinho è la nostra Ferrari: va gestita, ogni tanto va fatta controllare al meccanico, ma in quanto a carrozzeria e potenza non ha eguali. Il numero 10 grigiorosso ha sorpreso ancor prima del gol per l’esplosività dimostrata, segno che gli allenamenti fatti in estate sono stati mirati e studiati a tavolino. Quando stacca di testa, pur non essendo un marcantonio, sembra far sua la massima di Rat-Man: fletto i muscoli e sono nel vuoto. Come il supereroe di Leo Ortolani (andato in pensione esattamente un anno fa, pensate un po’) Paulinho batte la forza di gravità non per qualche superpotere, ma grazie a una caparbietà fuori dal normale, una perseveranza che ha convinto la società a puntare ancora su di lui. Mentre gli altri giocavano con il pallone, lui faceva su e giù dai gradoni, con l’obiettivo ben chiaro in testa. Tornare in campo, a fare gol. A fare il Paulinho.

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Ultima tra le prime. Nove punti in cinque partite, un bottino mica male. Ora la Cremo è quarta, ultima tra le squadre a non aver ancora perso: davanti ci sono solo Verona, Pescara e Benevento. In attesa di scontri più probanti contro le cosiddette big, godiamoci il momento. Domenica si va ad Ascoli. Contro i bianconeri (guidati dall’ex Cavion) è fondamentale fare punti per dare continuità a una classifica che migliora di giornata in giornata. La squadra sta bene, i giocatori sono in fiducia, ai box rimane solo Piccolo (e probabilmente Migliore, infortunatosi proprio contro il Cosenza). Il ferro va battuto finché è caldo perché i momenti difficili arriveranno e vanno messi punti in cascina. E soprattutto perché quando si inizia a vincere subentrano energie nuove, una spirale positiva che può portare stabilmente nelle zone alte della classifica. Si prenda esempio dalla caparbietà di Paulinho e dalla forza dirompente di Mogos, la crème de la crème di questa squadra. Dai Cremo, fletti i muscoli e sei nel vuoto.

Nicola Guarneri

Direttore Responsabile

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