Il nostro saluto a Jamie Vardy, leggenda del calcio che ha vestito per una stagione la maglia della Cremonese. It has been a pleasure!
È il minuto 88, il risultato dice 1-4 per il Como. C’è qualcuno che fa uno scatto in profondità, palla a Vandeputte che scarica per Barbieri, il cui tiro viene deviato. Un attacco velleitario, partito da qualcuno che non ha mollato fino alla fine, nonostante tutto. Quel qualcuno è Jamie Vardy. Oggi, 30 giugno 2026, è scaduto l’unico anno di contratto e lo stesso attaccante ex Leicester ha salutato Cremona e i suoi tifosi attraverso un post sui social.
Quando ad agosto si vocifera di un interessamento della Cremo per Vardy, in molti non ci credono. Perchè mai un campione come Vardy dovrebbe venire nella umile Cremona? Poi le voci si fanno sempre più insistenti, e quando l’ufficialità arriva e l’inglese atterra a Linate accolto da un gruppo di tifosi grigiorossi, il sogno diventa realtà. Il primo settembre la Cremonese annuncia la firma di Vardy, pubblicando una foto dell’attaccante inglese mentre firma il contratto di fianco a Giacchetta che sembra la classica fotografia creata con l’intelligenza artificiale. E invece è tutto vero.

L’inizio è in salita: un infortunio rimediato a Verona ne frena l’utilizzo, poi pian piano Vardy si prende la scena. Lotta, corre, suda e incita i compagni, con la grinta che lo ha contraddistinto per tutta la carriera e che gli ha permesso di arrivare a vincere la Premier League partendo dall’ottavo livello del calcio inglese. Iniziano ad arrivare anche i gol, con l’apice raggiunto con la doppietta a Bologna nella vittoria per 3-1 dell’1 dicembre.

Il campionato per la Cremo sembra in discesa, poi purtroppo qualcosa si inceppa. Anche Vardy attraversa un momento opaco, anche dovuto al fatto che gioca sempre senza mai rifiatare (complici infortuni di compagni di squadra e scelte di mercato discutibili che hanno ridotto l’organico a disposizione in attacco). E nonostante una ripresa nel finale di campionato (dopo aver superato un altro infortunio), l’unica stagione sotto l’ombra del Torrazzo di Jamie Vardy finisce con una retrocessione.
Ormai quello che è successo è successo. Cosa resta quindi di Jamie Vardy alla Cremonese?

Resta quello sguardo pieno di fuoco e cattiveria agonistica a 39 anni suonati. Restano gli applausi di incoraggiamento ai compagni. Resta quel «what a fucking goal» urlato a Vandeputte nell’effimera vittoria di Parma, quel «keep going» dopo il gol contro il Pisa. E quella rincorsa al minuto 88 sotto di 3 gol contro il Como.
Ma soprattutto, quel che resta è quella sensazione da sliding doors che ha contraddistinto questa annata: Cosa sarebbe potuta essere una Cremonese con un Jamie Vardy senza infortuni? Cosa sarebbe potuto succedere, se questa Cremonese avesse avuto un po’ più di qualità in fase di rifinitura? Cosa sarebbe potuto succedere con un Jamie Vardy sempre a pieno servizio? Non lo sapremo mai.
Ora è tempo dei saluti e, comunque sia andata, grazie Jamie, per aver deciso di sposare la causa grigiorossa, per aver regalato ad una piccola e umile piazza come quella di Cremona un po’ di “romanticismo inglese”. E grazie per non aver mollato fino alla fine.
It has been a pleasure!
