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C’è solo un capitano
C’è solo un capitano

Brighenti lascia la Cremonese dopo 5 stagioni e mezzo: 77 gol, simbolo di una squadra e di una intera piazza. Grazie, capitano, per tutti i momenti condivisi insieme

«C’è solo un capitano», un coro che i tifosi solitamente si riservano di intonare nei confronti del giocatore che ha fatto la storia del club di riferimento, fino a diventarne l’uomo simbolo in campo e fuori, da cui prendere spunto. I tifosi della Juventus lo cantavano per Del Piero, quelli del Milan per Maldini, gli interisti per Zanetti, e così via. Nel calcio di oggi, si sa, i giocatori-bandiera sono sempre meno, si cambia maglia spesso, e succede anche quando diventi l’idolo di alcune piazze per alcuni episodi in particolare. Non è il caso di Andrea Brighenti, Cremona e la Cremonese. La sua avventura sotto il Torrazzo è durata infatti cinque stagioni intere più qualche mese della sesta, dopo essersi tolto una serie infinita di soddisfazioni con la nostra maglia indosso, fra cui il raggiungimento della Serie B e l’onore di aver raggiunto il secondo posto nella speciale classifica dei migliori marcatori della storia del club (il primo appartiene ad un certo Emiliano Mondonico). Risultati straordinari che hanno entusiasmato un’intera città, felice per aver lasciato alle spalle i tanti anni bui della Lega Pro. Non ci sono dubbi: Brighenti è stato ed è tuttora il calciatore più rappresentativo dell’era Arvedi, più per l’attaccamento ai colori grigiorossi che per i tantissimi gol realizzati dal 2013 ad oggi. Grazie, capitano, per le grandi gioie condivise in questi anni, fino alla cessione al Monza di Berlusconi – in Serie C – divenuta ufficiale nelle scorse ore.

Brighenti collection: 2013

APPRODO – Sbarbato, 26enne, in compartecipazione con il Parma. E con alle spalle ben 20 gol messi a segno con la maglia del Renate nella stagione precedente, in Seconda Divisione. Così si presentò a Cremona Brighenti nell’estate del 2013, il secondo colpo di mercato per il reparto offensivo dopo Elvis Abbruscato, che tornava in terza serie a quasi 10 anni dall’ultima volta. Brighe arrivava alla corte di mister Vincenzo Torrente proprio per dare il cambio all’ex Torino, Lecce e Vicenza qualora ci fosse stata la necessità. Sostanzialmente niente più di un buon rincalzo. Ma già alla prima occasione si rivelò ben altro, a cominciare dalla giornata inaugurale: siamo a Busto Arsizio, è il minuto 55, la Cremo è sotto 1-0 per il gol dell’ex Serafini. Brighenti entra al posto del centrocampista Martina Rini, al 72’ partecipa all’azione per il colpo di testa vincente di Abbruscato e due minuti più tardi accoglie l’assist di Carlini e appoggia in rete il 2-1 che fa esplodere il Settore Ospiti dello Speroni. Nel 4-3-3 di Torrente Brighenti fatica a trovare il posto da titolare, ma è sempre il primo ricambio dalla panchina; l’imprevisto arriva dopo la 10° giornata, dopo l’1-0 di San Marino con gol proprio di Brighenti: lesione al ginocchio per Abbruscato, stagione finita per il pezzo pregiato del mercato estivo. La Cremo valuta l’ingaggio dell’ex Serie A Giacomo Cipriani, in prova per una settimana, ma la decisione finale (spoiler: azzeccata) è dare fiducia al ragazzo-bomber di Brenzone, comune veronese del Garda di nemmeno 3mila abitanti.

Brighenti collection: 2014

CAPITANO – Il primo anno con la maglia grigiorossa termina per Brighenti con 13 gol segnati in 29 presenze, più un’altra rete nelle 3 partite giocate di playoff con Dionigi in panchina (subentrato a Torrente a marzo). Il sogno di raggiungere la Serie B all’esordio con la Cremo svanisce, ma è già nel cuore di una piazza che ha saputo conoscere e poi apprezzare le sue doti di bomber d’area di rigore. Tecnicamente non eccelle, però davanti alla porta raramente fallisce l’appuntamento con il gol. Una prima punta vera, al posto giusto nel momento giusto in caso di palle vaganti in area avversaria. Solo con il passare del tempo si scoprirà anche bravo in appoggio, con il lavoro “sporco” a servizio del compagno che con lui forma il tandem d’attacco. Nell’estate del 2014 si rinnova la compartecipazione con il Parma e il presidente della Cremonese Gigi Simoni, in occasione della conferenza di presentazione della campagna abbonamenti e delle nuove divise ufficiali, annuncia che Brighenti sarà il capitano della squadra dal campionato di Lega Pro successivo. Le motivazioni? I gol, lo spirito combattivo, l’umiltà. La parola d’ordine è ripartire, l’obiettivo resta l’approdo in Serie B. Brighe, insieme al centrocampista Jadid, è il più esperto della Cremo di Montorfano, costruita infatti con tanti giovani provenienti dalle giovanili e basata sull’attaccamento ai colori. A novembre Giampaolo è il nuovo allenatore, la situazione in classifica migliora ma i playoff sono troppo lontani. Brighenti migliora il dato personale: 16 gol tra campionato e Coppa Italia, una garanzia per la categoria.

Brighenti collection: gol al Tuttocuoio

CONTINUITÀ – Nel 2015-16 Brighenti fa registrare il record di gol in una sola stagione con la maglia della Cremonese, infatti è il campionato dove trova maggiore continuità, sia per quanto riguarda le presenze, sia per la distribuzione delle reti messe a segno. Non salta nemmeno un match di Lega Pro (34 su 34) e realizza 17 gol (fra cui 2 doppiette a Lumezzane e FeralpiSalò). In estate il suo cartellino era divenuto ufficialmente di proprietà grigiorossa, in seguito al fallimento del Parma. Nella prima parte, con Pea in panchina, dominano i pareggi, che sono più mezze sconfitte: se non lo sono diventate, è merito proprio dell’attaccante veronese, che con zampate decisive ha tolto le castagne dal fuoco contro Bassano Virtus (andata e ritorno), Mantova, Sudtirol e Giana Erminio. È in quelle situazioni che lo abbiamo apprezzato di più per le capacità di finalizzazione, in coppia con Forte, Magnaghi o Maiorino. Sulla panchina della Cremo arriva Rossitto da gennaio e il copione non cambia: Brighenti sorprende per la media-gol, ma le sconfitte esterne di Lumezzane e Padova sono decisive per il mancato accesso ai playoff promozione. L’allenatore friulano non viene riconfermato, anche se dati alla mano lo meriterebbe, e Brighenti piace sempre più in Serie B.

Brighenti collection: punizione all'Alessandria

DAL POSSIBILE ADDIO… – Stop alle scommesse, vere o apparenti. Per il 2016-17 la società grigiorossa sceglie Tesser come allenatore, navigato ed esperto di promozioni. In estate il futuro di Brighenti sembra scritto: Giampaolo addirittura lo aveva voluto in A all’Empoli nella stagione precedente come sostituto in attacco a completamento dell’organico, ora lo stesso attaccante, dopo la terza stagione in grigiorosso in cui ha vinto la classifica cannonieri, apre all’addio, rilasciando dichiarazioni assai esplicite («Sono stati 3 anni bellissimi e ringrazio tutta Cremona, se ci fosse opportunità di misurarmi con la categoria superiore lo farei volentieri, ho 28 anni e sarebbe l’ultima occasione»). Il giorno del raduno, 13 luglio, l’unico tesserato a non poter rilasciare dichiarazioni è proprio il capitano, sui cui è forte l’interessamento della Virtus Entella; per prendere il suo posto il nome più caldo è quello di Pablo Gonzalez, pupillo di Tesser per essere stato fra i protagonisti della scalata del Novara dalla Lega Pro alla Serie A qualche anno prima. Le trattative non decollano, e nel frattempo Brighenti segna – tanto per cambiare – in Coppa Italia nel 4-3 alla Fermata a fine luglio, così come la settimana successiva nel 2-1 a Cittadella; cresce il feeling con Scappini e Stanco, arrivati dal mercato, e Tesser scopre di non poter fare a meno del capitano, che di conseguenza decide di restare per conquistare la B con la maglia che ama più al mondo.

Brighenti collection: a Piacenza nel derby

…AL RAGGIUNGIMENTO DEL SOGNO – E per fortuna che Brighenti è rimasto alla Cremonese. Nel girone di andata segna addirittura 11 gol, i grigiorossi di Tesser vincono ben 12 partite su 19, ma l’Alessandria – che in estate si è aggiudicata Gonzalez – fa ancora meglio, restando fissa in vetta alla classifica del campionato. Dopo la sosta invernale la Cremo accusa un periodo di flessione, pareggiando all’ultimo con Pro Piacenza e Carrarese allo Zini e perdendo nel recupero a Gorgonzola con la Giana e ben 3-0 il derby a Piacenza. Sembra tutto finito, l’Alessandria vola a +10, crolla l’entusiasmo della piazza, che rivede i fantasmi delle ultime deludenti stagioni. Il ds Giammarioli tuona nella sala stampa del Garilli, confermando in comune accordo con gli altri vertici societari la posizione di Tesser e chiedendo un riscatto il lunedì successivo, allo Zini, nello scontro diretto con i grigi di Braglia. Il resto è storia, che tutti conosciamo alla perfezione: la Cremo vince 1-0 con punizione vincente del capitano, uomo simbolo della squadra, dando il là alla rimonta in classifica. Compresa quella, il campionato trionfale si concluse con 10 successi nelle ultime 13, con Brighe a segno contro le toscane Tuttocuoio, Pistoiese e Pontedera (16 gol totali in Lega Pro). Il 6 maggio 2017 la Cremo è in B per il 3-2 alla Racing Roma, Brighenti è il più cercato ed acclamato dai compagni, dai tifosi e dalla stampa per strappare sorrisi, selfie, dichiarazioni. Finalmente ce l’aveva fatta: esordirà nel campionato cadetto alla soglia dei 30 anni, e lo farà con la maglia della Cremonese. Brighenti collection: promozione in B

LE PRIME CRITICHE – Non ci mette molto Brighenti a segnare il primo gol in Serie B. È la terza giornata, la Cremo trionfa 4-1 a Vercelli e uno dei gol porta la firma del capitano, a segno poi anche nella gara successiva allo Zini nell’1-1 contro il Carpi. In attesa che Paulinho, colpo grosso del mercato estivo, entri in forma, Brighe fa la seconda punta a supporto del gigante belga Mokulu, giunto dall’Avellino. Gli altri gol del girone di andata sono a Foggia (3-2, ultimo successo esterno dei grigiorossi in ordine di tempo) e quello favoloso contro l’Empoli in casa (1-1, forse il più bel gesto atletico di Brighenti alla Cremo). Da lì, 16 dicembre, nessun’altra rete. E così diventa il capro espiatorio di una fetta di tifoseria, senza ricordarsi di quanto sia stato importante nelle stagioni precedenti, mettendoci più pezze risolutive a situazioni che stavano diventando particolarmente preoccupanti a livello di classifica in Serie C. Paulinho e Mokulu finiscono anzitempo la stagione per infortuni, Juanito Gomez – acquistato a dicembre dagli svincolati – si rivela inefficace ed incostante, Camará e Scamacca sono gli innesti di gennaio e non riescono ad integrarsi. Gli unici a combattere per tenere in piedi la baracca sono Brighenti e Scappini, eroi della promozione. La Cremo non vince per 18 partite di fila, Mandorlini subentra a Tesser, Brighe non segna ed è bersagliato dalle critiche di molti tifosi, eppure lotta e non molla di un centimetro. Raramente i compagni lo mettono nelle condizioni di segnare, il periodo è negativo per tutti. Pochi notano il lavoro esemplare svolto dal capitano a servizio della squadra. Brighenti subisce gli attacchi in silenzio, restando concentrato per salvare la sua Cremo, cosa che diventa aritmetica con il 5-1 casalingo al Venezia del 12 maggio.

Brighenti Cremo Pescara

NUOVA OCCASIONE – La scorsa estate è stata tra le più turbolenti per Brighenti, apparso un po’ sfiduciato fin dal ritiro estivo di Storo sotto gli ordini di Mandorlini. Non ci si può rinchiudere in una sfera di vetro, le voci e i dubbi sul suo conto, inerenti alla sua (presunta) inadeguatezza alla categoria hanno raggiunto la testa del capitano, che nelle gerarchie del nuovo campionato doveva partire dietro a Montalto e il riconfermato Paulinho. Un solo posto per tre nel 4-3-3 (o 4-5-1) del tecnico ravennate. Vicenza, Novara e Juventus U23 sono state vicinissime all’acquisto di Brighenti, che dunque sarebbe tornato in Serie C, ma alla fine è restato per misurarsi di nuovo con la serie cadetta. Proprio come gli è successo l’anno precedente, complici gli sfortunati infortuni del reparto offensivo (Montalto fuori dalla prima giornata fino a dicembre, Paulinho ad intermittenza) Brighenti è titolare ed affronta come sempre gli impegni con dedizione, attaccamento e professionalità: segna con lo Spezia e alla prima di mister Rastelli contro il Livorno. Il cambio in panchina favorisce ulteriormente la sua situazione, poiché Rastelli preferisce giocare con due attaccanti di ruolo e per molto tempo ha avuto solo lui a disposizione. Gli stessi che riempivano Brighenti di epiteti poco carini nei mesi precedenti hanno proseguito sulla stessa linea, ma nel frattempo, dal guaio alla coscia che non gli ha permesso di giocare le ultime 5 gare del 2018, i grigiorossi incappano in un pareggio e 3 k.o di fila prima del 4-0 al Perugia, a dimostrazione che i problemi erano altri. 

È DAVVERO ADDIO – Le indiscrezioni di un addio a gennaio di Brighenti erano arrivate già nei primi giorni di ottobre, poco dopo l’acquisizione del Monza da parte di Berlusconi. Dispiace non aver potuto salutare l’eroe della Cremonese dell’ultima decade come avrebbe meritato, tra gli applausi scroscianti dell’intero Stadio Zini durante Cremonese-Perugia, ultima gara del 2018. La sua ultima, invece, risale al match contro il Crotone di Oddo vinto per 1-0 con gol di Boultam nel finale. Lascia Cremona con 77 gol complessivi in 197 presenze, considerando campionato di Lega Pro e playoff, Serie B, Coppa Italia, Coppa Italia di Lega Pro, Supercoppa di Lega Pro. Un addio dall’amaro in bocca, un altro protagonista della promozione del 2017 che – insieme a Marconi – abbandona la “vecchia guardia”, lo “zoccolo duro” dello spogliatoio (restano solo Ravaglia e Perrulli, le cui posizioni sono comunque in bilico). 

Brighenti collection: promozione in B

UOMO-CITTÀ – A prescindere da come verrà effettuato il mercato in entrata, rimpiazzare Brighenti sarà impresa più ardua che mai. Non era solo il punto di riferimento dello spogliatoio e sul campo, il calciatore che con la nostra fascia al braccio segnava gol a grappoli per salvare la Cremonese dal baratro prima e trascinarla in Serie B in un secondo momento. Brighenti, come detto in apertura, era il capitano a tutti gli effetti, quel tipo di personaggio del mondo del calcio (ne sono rimasti rari esempi) da cui prenderne spunto anche per le qualità umane. Servizievole, disponibile, cordiale e disciplinato, mai una parola fuori posto anche nei momenti di maggior tensione. Padre di famiglia esemplare, si faceva in quattro per partecipare come ospite o comunque presenziare agli eventi organizzati in città e in provincia da una piazza che, malgrado qualche fischio, ha imparato ad amarlo quasi al pari di una divinità. Troppo? Paragonare con personaggi del passato – i cosiddetti “pane e salame” -, risulta piuttosto semplice, ma nel calcio di oggi pochi vestono per anni la stessa maglia e diventano parte integrante della comunità di riferimento. Brighenti è entrato a Cremona in punta di piedi, ha dato tutto per farla sua, in campo e fuori. Ora è la sua casa e per sempre rimarrà tale, e non solo a livello metaforico: lo aspettiamo per un incarico a fine carriera.

Grazie ancora, o capitano, per aver fatto grande Cremona.


Di Andrea Ferrari

Andrea Ferrari
Andrea Ferrari

Caporedattore, Content Manager e Social Media Manager

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