Mister Giampaolo dopo Cremonese-Lazio 1-2: «I ragazzi hanno speso tutte le energie mentali e fisiche, ora dobbiamo riordinare le idee»
Al termine di Cremonese-Lazio 1-2, posticipo della trentacinquesima giornata del campionato di Serie A 2025-2026, è intervenuto il tecnico grigiorosso Marco Giampaolo. Ecco le parole al completo rilasciate ai colleghi di Dazn e poi – più sotto – in conferenza stampa.
Eravate sopra all’intervallo, un risultato importante. Poi il gol preso da calcio d’angolo a favore e molta sfortuna. Come commenta?
«Mi focalizzo non su questi dettagli, ormai la partita è andata. Certo, ci sono stati errori tecnici, la squadra è partita un po’ contratta e ci sta tutto… il rammarico è aver perso un match che sa di folle. La palla era nostra, a Maleh è scivolata la palla e abbiamo preso gol. La sconfitta è folle, fa malissimo, ora bisogna riordinare le idee, ripristinare l’umore».
Fa più arrabbiare il primo o il secondo gol incassato?
«Sul primo gol Maleh aveva già il pallone, era in netto anticipo, era in possesso. Sono cose folli, era davanti all’avversario. Mi fanno arrabbiare i dettagli, subisci un gol che è una roba… Quando poi prendi gol devi cercare di vincere senza rischiare di perdere, eppure subisci una ripartenza a un minuto dalla fine e perdi la partita. È tutto folle, ma questa serata folle ormai te la porti a casa e devi lavorarci sopra, non ci puoi scappare. Dispiace tantissimo, i calciatori – anche se hanno commesso diversi errori tecnici – si sono spesi profondamente. Sono state spese tantissime energie fisiche e mentali».
Un pari sarebbe stato comunque importante.
«Non è tanto quello, dispiace proprio perderla all’ultimo minuto. Mi lascia un’amarezza e una delusione incredibile. La squadra aveva raschiato il fondo del barile, l’ho presa come batosta soprattutto per i ragazzi. La squadra è stata martoriata negli ultimi mesi dal punto di vista mentale, perché a gennaio era salva e a maggio è in zona retrocessione. Doveva finire in parità e si andava avanti, come comunque si va avanti adesso dopo la sconfitta».
Così in conferenza stampa.
Come ha fatto questa Cremonese a fare 22 punti all’andata e ora non se la gioca nemmeno con chi ha poco da dire?
«Non sono d’accordo con l’ultima considerazione, la Lazio aveva qualcosa da dire. Sulla prima parte, non saprei: io parlo della mia esperienza di sei partite fin qui, la sconfitta di oggi non ci stava, al netto degli errori commessi e della poca lucidità in certi frangenti. Al netto del carico di responsabilità. La squadra comunque viene da un periodo lungo di delusioni e difficoltà, con la classifica ribaltata. La sconfitta sicuramente fa male, perché i ragazzi sono usciti stremati dal campo; il 2-1 finale cambia proprio il parere sulla partita, e ci può anche stare. Dispiace soprattutto per la delusione patita dai miei calciatori. Il primo gol subito è stato folle, e abbiamo perso una gara folle all’ultimo minuto. Serve ora solo stare zitti e riordinare le idee, va ripristinato un minimo di morale per affrontare la prossima partita e le somme le tirerete voi, il club, la società, eccetera».
A questa squadra manca la percezione del pericolo? Non si possono prendere gol così.
«Al primo gol c’è un netto recupero di Maleh, che va davanti all’avversario, poi gli scappa la palla e Tavares gli sfila davanti e poi va a fare gol. Non è un errore clamoroso, serve proprio un’analisi: Maleh è davanti! Il secondo gol nasce da una ripartenza, ma non giustifico niente. Me la ciuccio, come si dice dalle mie parti».
Anche solo un pari sarebbe stato vitale. Come si è arrivati a quel 2-1?
«Difficile rispondere, possiamo anche dire che la squadra ha cercato di avere quel coraggio fino alla fine per cercare di vincerla e poi ha subito gol e l’ha persa. Ma se avessimo segnato, avremmo detto che la squadra ha creduto fino alla fine. Dove sta la verità? Non c’è, non esiste. Forse sta nel coraggio che bisogna sempre avere. A volte non ti premia, ma l’atteggiamento coraggioso va sempre salvaguardato, dal mio punto di vista. Il risultato lascia aperto un milione di considerazioni che premia chi ti critica e chi pone l’accento su questa situazione. In questa fase del campionato il risultato di oggi pesa, in altre no, avrei premiato il coraggio. A 20 giorni dalla fine ogni partita è quasi ultima spiaggia, non ci sono margini di errore, non c’è spazio, e lo sapevamo, ne sono consapevole».
Si preannuncia la peggior retrocessione della Cremonese dalla A alla B. Il Lecce ha fatto un ritiro al nord portando a casa 4 punti tra Verona e Pisa. Tornando indietro, prenderebbe in considerazione l’ipotesi del ritiro?
«Mai».
Di Sanabria cosa ne pensa?
«Giocatore forte che ha bisogno di fiducia, quando sbaglia a Cremona viene fischiato e riproverato, e ciò moralmente non lo aiuta. Per me ha qualità, ma comunque non va fatta la caccia ai singoli, il calcio non è “i singoli”. Il vostro giudizio ha un arco temporale diverso rispetto al mio: il mio è di 40 giorni, il vostro di undici mesi. Voi portate dietro situazioni che avete vissuto prima di me, io no, e lo giudico per ciò che ho visto in quaranta giorni. Ha qualità, sa giocare, è intelligente calcisticamente. Qualche responsabilità per il fatto di non essere entrato nel cuore della tifoseria ce l’avrà anche, ma io lo giudico per quello che ho visto fin qui».
C’è un problema della lampadina che si accende in questa squadra? Mancano giocatori dai piedi fini?
«Non mi sono mai soffermato a fare l’analisi individuale dei miei calciatori, non è quella la priorità per me. I calciatori sono i migliori che ho da qui alla fine, sono quelli con cui devo raggiungere l’obiettivo. Voglio il massimo da ognuno di loro. La programmazione non è argomento di attualità, io penso all’obiettivo di oggi».
