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Giampaolo: «Conti alla mano, serviva un ruolino da Champions»
Giampaolo: «Conti alla mano, serviva un ruolino da Champions»

Mister Giampaolo dopo Cremonese-Como 1-4: «Se resto? Bisogna metabolizzare il verdetto, faremo le valutazioni»

Al termine di Cremonese-Como 1-4, gara della trentottesima e ultima giornata del campionato di Serie A, in conferenza stampa allo Stadio Zini ha parlato il tecnico grigiorosso Marco Giampaolo. Ecco le parole rilasciate ai giornalisti presenti, tra cui CuoreGrigiorosso.com.

Domanda inequivocabile: il prossimo anno resta alla Cremonese?
«Bisogna rispettare i tempi. Dopo questo epilogo – e non questa sconfitta, che merita un discorso a parte – abbiamo bisogno di metabolizzare e recuperare la serenità necessaria per fare tutte le valutazioni del caso. Il club è forte e solido, lo sapete già, e può riorganizzarsi e ripartire per fare meglio in futuro. Dico solo che non è il momento, bisogna metabolizzare questo risultato finale negativo».

Il Genoa prende gol dopo 7 minuti e finisce così, il Como è molto forte e ti mette in crisi col palleggio. Il rimpianto per stasera qual è?
«Il Como è di un’altra categoria, di un altro livello, in assoluto. È sempre difficile impostare una partita col Como: se vai a prenderlo alto, vengono fuori benissimo dal pressing. Il portiere è straordinario. Se lo aspetti, portano tantissimi uomini nella tua metà campo e devi capire cosa fare. Sul piano tecnico-tattico sarebbe stato molto difficile, lo sapevo. Mi aspettavo determinasse i tempi della partita: il Como non è squadra italiana, è squadra che gioca e che ti ammazza sportivamente parlando. Per noi non era una partita ideale, ma l’abbiamo voluta giocare sperando di crearci delle possibilità. Alla luce dei fatti il match è stato proibitivo, poi se resti in dieci diventa difficilissimo. Ci siamo consegnati a loro. Il rigore mi è parso un po’ generoso, ma siamo ai dettagli della gara».

Come ha fatto questa squadra a fare 22 punti nell’andata e così pochi nel ritorno? E poi, non comunicando, si dà voce alle tante indiscrezioni variopinte. Si parlava di litigi dentro il gruppo. Lei che idea si è fatto?
«Conti alla mano, per salvarci avremmo dovuto fare 15 punti in 9 gare da quando siamo arrivati. Sono tantissimi. Oggi la classifica dice questo. Fare un percorso a ritroso non ha senso, non sarebbe bastato comunque. Serviva un ruolino di marcia da Champions. Per quella che è stata la mia gestione, non ci sono mai state discussioni nel gruppo. Ho avuto una squadra fin troppo ordinata. Quando non raggiungi l’obiettivo, non va cercata la spiegazione nei comportanti o nella condizione fisica. È fuorviante. La squadra probabilmente ha perso la fiducia in uno specifico momento del campionato, disperdendo quello che aveva accomulato nella prima parte. Cremonese per me non qualitativamente forte, ma quantitativamente forte. Non posso dire che i ragazzi abbiano buttato via allenamenti, sono sempre stati disciplinati. I ragazzi si sono comportanti, per quanto mi riguarda, molto bene».

Cos’ha detto alla squadra?
«Li ho ringraziati per quello che mi hanno dato, per la disponibilità che mi hanno dato. Nello sport si può vincere e si può perdere, ma è il modo a fare la differenza. Conta come reagisci alle difficoltà. Non conosco poi le situazioni contrattuali di ognuno, il futuro non lo conosco».

Cos’è successo nell’episodio dell’espulsione diretta di Grassi? Non sembrava una frase ingiuriosa.
«Probabilmente perché ha protestato, pensava che il rigore fosse un po’ gratuito. Bisogna capire il momento, ti stai giocando una partita che speri possa essere ancora utile per una serie di motivazioni. Andavano evitate le espulsioni successive. Capisco anche però il sangue che ribolle».

Guardandoci alle spalle, c’è un episodio di una partita in cui dice: «Avrei potuto fare quella scelta in quella partita»?
«Qualche punto lo vado a cercare da qualche parte, vero. Sono molto autocritico, sono molto responsabile. Mi assumo sempre le responsabilità, sono abituato a così. Il percorso introspettivo lo faccio di default. Forse avrei potuto fare un punto a Cagliari, vincere col Torino o pareggiare con la Lazio. Ma non sta scritto da nessuna parte che avresti vinto a Udine, a Parma. Penso a quanti punti sarebbero serviti in 9 gare e probabilmente sarebbero stati 15 o 16, un ruolino di marcia importante».


Fonte: dal nostro inviato allo Stadio Zini Andrea Ferrari
Ogni replica, anche se parziale, necessita della corretta fonte CUOREGRIGIOROSSO.COM

Andrea Ferrari

Caporedattore, Content Manager e Social Media Manager

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