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Giacchetta: «Cremo competitiva, un pizzico di ambizione c’è»
Giacchetta: «Cremo competitiva, un pizzico di ambizione c’è»

Il ds della Cremonese Giacchetta analizza il mercato: «Data forza all’idea tecnica, ora pensiamo solamente al campo. Obiettivo? Meno sofferenza»

Diciotto giocatori in entrata, cinque cessioni, dieci giocatori in prestito e una rosa da trenta elementi. È questo il bilancio di fine mercato della Cremonese, che attraverso il lavoro di Ariedo Braida e Simone Giacchetta ha cambiato volto per la Serie B 2021-22. Questa mattina, in occasione della conferenza stampa di Meroni, il direttore sportivo grigiorosso ha analizzato la sessione di calciomercato appena conclusa: «Il nostro obiettivo era dare forza all’idea tecnica dell’allenatore e dare credibilità alla Cremonese come club in questo campionato. Vogliamo fare meglio rispetto agli anni precedenti, vivere meno sofferenze. Volevamo fare una squadra frizzante e fresca aiutata dalla base creatasi negli ultimi anni riprendendo il lavoro di mister Pecchia (che ha parlato al termine della conferenza, ndr)».


Fonte: dal nostro inviato al Centro Arvedi Lorenzo Coelli.
Ogni replica anche se parziale, necessita della fonte WWW.CUOREGRIGIOROSSO.COM


ROSA FOLTA – L’ex Albinoleffe prosegue: «Il mercato tutto sommato può essere dichiarato soddisfacente, fermo restando che si può sempre fare meglio. Siamo stati in grado di fare uscite in un mercato ingessato come quello di oggi, oggi è difficile far uscire giocatori più che comprarli». La rosa grigiorossa è composta da 30 elementi: «Sento dire che siamo tanti, però possiamo giustificarlo con un campionato con tante partite e di conseguenza l’utilizzo di tanti calciatori a cui si aggiunge una maggiore competitività tra compagni. La presenza di tanti calciatori serve anche per mettere in discussione le gerarchie di partenza. Di questi 30 diversi sono giovani e ci va bene così. Anche le altre società hanno tanti giocatori in rosa e diversi fuori lista, noi da questo punto di vista siamo stati fortunati. Spiace per Alfonso che starà fuori per un po’, per il resto ad oggi il mercato è positivo».

I PLAYOFF – La Cremonese si è rinforzata, ma anche le concorrenti per le zone nobili della classifica non si sono risparmiate… «Ai primi 8 posti puntano tante altre società, magari anche noi… Il mercato di B è stato molto movimentato rispetto alla Serie A e alcune società hanno speso veramente – Spiega Giacchetta -. Pisa, Brescia Monza, Ternana e il Frosinone, che in sordina ha allestito una squadra di livello. C’è la costante Cittadella, poi Parma, Lecce e Benevento… Entrare nei playoff è difficile quanto centrare una salvezza serena, è presto per parlare. Non si sa se serviranno pochi punti per vincere o tanti per salvarsi. La squadra competitiva serviva, noi l’abbiamo fatta con tanti giovani e innesti di esperienza come Di Carmine. Senza benzina il motore non va forte, il calcio del mister è dispendioso e l’abbiamo già notato in queste prime due partite. Nella B te la giochi fino alla fine con tutti, al di là del Cosenza che ha dovuto fare un mercato in rincorsa e ha allestito una squadra con 14-15 giocatori di categoria. Bisogna dimostrare di essere più bravi sapendo soffrire e allenandosi meglio. Il campionato è duro, la Cremonese un pizzico di ambizione ce l’ha ed è fare meglio dello scorso anno».

INNESTI – Il direttore sportivo ringrazia ancora il Cavaliere Arvedi: «Al di là delle frasi fatte dobbiamo davvero ringraziare la proprietà che ha messo le idee dell’allenatore al primo posto e ci ha permesso di spendere X cifre e prendere X calciatori. Bisogna ringraziare perché non è scontato, con le nostre scelte abbiamo pensato all’aspetto tecnico-tattico della squadra». Molti rinforzi sono ragazzi giovanissimi: «A livello di giovani la Cremonese ha fatto scelte importanti: ci sono quattro giocatori in Nazionale, Gaetano non è stato chiamato ma meriterebbe di essere visibile a questi livelli. Abbiamo tanti ’97 che stanno crescendo bene e possono rivelarsi importanti, abbiamo non più giovani che sono garanzie su cui far campare i nuovi. Quello che c’era da fare è stato fatto».

VIVAIO – Oltre a lavorare per rinforzare la prima squadra, Giacchetta si è premurato di mandare diversi giovani in prestito in C per assicurare alla Cremo un futuro roseo: «Una scelta che una società di calcio deve iniziare a fare, dando peso al lavoro del settore giovanile: pensare di aver sempre la possibilità di acquistare un certo calciatore non è per tutti, e i club di oggi non sono più nelle condizioni per farlo. Oggi le società falliscono dalla C alla A, il Covid ha ingigantito il problema e credo che serva valorizzare il settore giovanile. Noi abbiamo fatto un tentativo per avere fra uno/due anni ragazzi che siano componenti della rosa per evitare di spendere: fare patrimonio potrebbe essere il futuro della Cremonese».

LE TRATTATIVE – Il dirigente marchigiano ha poi rivelato quali sono state le trattative più complicate: «Quella di Di Carmine è stata sofferta, giustamente un giocatore che milita in Serie A prima di scendere ci pensa e vuole mettersi in discussione. Una volta che decide di scendere ci sono concorrenti forti e non è stato facile. Quello di Gaetano sembrava un ritorno imminente e invece è stato l’ultimo contratto depositato. C’erano esigenze del Napoli che aveva bisogno di un centrocampista, sembrava non fosse più disponibile invece il Napoli ha mantenuto questo impegno e ci ha lasciato Gaetano». Per Giacchetta le tante conferme dei protagonisti della stagione 2020-21 sono state importanti: «Siamo partiti da quello: dopo la conferma di Pecchia siamo andati alla ricerca delle basi della scorsa stagione. I ritorni di Valzania, Ravanelli e Gaetano sono state conferme importanti. Ciofani, Baez, Strizzolo sono risorse importanti».

QUALITÀ – All’interno della rosa grigiorossa sono tantissimi gli elementi di alto profilo dal punto di vista tecnico: «La squadra ha qualità, ma la qualità va sostenuta – le parole di Giacchetta -. Bisogna creare pilastri su cui poi fare un bell’arredamento. Da metà campo in avanti la qualità c’è, ma questo è uno sport di fatica e sudore. Vittorie e sconfitte dipendono da tanti aspetti». Le prime due giornate hanno cambiato il corso del mercato? «Di Carmine piaceva anche al Lecce, quella contro di loro è stata una partita importante. Spiace per Monza perchè la squadra è stata brava e perdere quando giochi bene dà fastidio». L’impronta di mister Pecchia però si vede: «L’idea del mister è chiara e riconoscibile, a volte dà la vittoria e a volte lascia solo la prestazione, come successo a Monza. Però lascia la consapevolezza che serve per allenarsi e preparare la gara successiva. Su queste idee vanno costruite tante cose, adesso il mercato è finito e si può pensare solo al campo. D’ora in poi grande concentrazione sul campionato e seguire quello che dice l’allenatore. Per essere di un certo livello servono mentalità e costanza che non dipendano dai risultati».


Fonte: dal nostro inviato al Centro Arvedi Lorenzo Coelli.
Ogni replica anche se parziale, necessita della fonte WWW.CUOREGRIGIOROSSO.COM

Lorenzo Coelli
Lorenzo Coelli

Redattore

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