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Gazzetta – Piccolo: «Sogno la Serie A con la Cremo»
Gazzetta – Piccolo: «Sogno la Serie A con la Cremo»

L’attaccante della Cremonese Piccolo alla Gazzetta dello Sport: «Il Brescia non verrà a fare brutte figure. Da piccolo volevo fare l’archeologo»

Antonio Piccolo è stato uno dei trascinatori della Cremonese in questa stagione. Dopo un inizio di stagione molto complicato, l’attaccante classe ’88 si è ripreso alla grande e ha permesso ai grigiorossi di rincorrere sempre più le rivali fino a raggiungere la zona playoff con una cavalcata da urlo. Piccolo ha rilasciato un’intervista per la Gazzetta dello Sport parlando non solo dell’attessisimo derby di oggi, ma anche delle sue vecchie passioni e del suo futuro.

BRESCIA – Se la sfida tra Cremonese e Brescia ha un fascino particolare per tutti i tifosi grigiorossi, per Piccolo si tratta di una partita ancora più speciale, in quanto negli ultimi tre incroci con le rondinelle è sempre andato in gol. «A Brescia non mi vorranno molto bene – ha esordito il 31enne napoletano -, ma è una squadra che mi porta fortuna, spero che l’incantesimo possa continuare. Tanto possono consolarsi, vista la stagione che hanno fatto…». La A già conquistata dagli uomini di Corini può essere un vantaggio per i grigiorossi? «No, anche se hanno già festeggiato non verranno qui per fare brutte figure. La partita è molto sentita, sarà una battaglia».

ALLACCIATE LE CINTURE – Le ultime partite della Cremo l’hanno fatta volare, non solo in termini di entusiasmo ma anche di classifica. Secondo Piccolo la partita della svolta è stata quella vinta all’ultimo con il Benevento«Da allora la fiducia è cresciuta, abbiamo iniziato a giocare senza pressione e siamo riusciti a dare il nostro meglio. Se due mesi fa mi avessero detto che la Cremo poteva giocarsi i playoff avrei preso il mio interlocutore per pazzo. Il merito della risalita è anche della società e del Cavalier Arvedi che ci ha sostenuto nei momenti più bui». Nel corso della sua carriera, il 31enne non ha mai giocato in Serie A: «Avrò delle colpe o dei limiti tecnici ma non demordo. Sono maturato, sto bene fisicamente e spero di fare il grande salto con la Cremonese. Se raggiungessimo i playoff potrebbe succedere di tutto, ma non ho fretta. Per la A posso anche aspettare la prossima stagione…».

CURIOSITÀ – La carriera di Piccolo è stata spesso minata da infortuni che non gli hanno permesso di rendere come voleva: «A 18 anni mi son rotto il ginocchio e mi è caduto il mondo addosso, per fortuna la mia famiglia mi è rimasta vicino». Se la carriera da calciatore non fosse decollata, cosa avrebbe voluto fare l’ex Spezia? «Quando ero piccolo adoravo l’archeologia, magari mi sarei buttato lì. Mi sono diplomato in ragioneria, ma andare avanti a studiare era impossibile visti gli impegni che avevo da atleta»Spazio a qualche curiosità: «La squadra più forte contro cui ho giocato è il Lecce, hanno un’organizzazione invidiabile. Il giocatore migliore della B è Donnarumma, merita la Serie A. Messi o Ronaldo? Messi, un talento straordinario, un 10 come lo intendo io. È anche il mio numero di maglia preferito, alla Cremo ho il 7 perché era occupato ma l’anno prossimo me lo riprendo».

Così come ha fatto Rastelli ieri in conferenza stampa, anche Piccolo ha parlato del suo futuro in grigiorosso: «Sono un uomo del sud abituato a mangiare tardi a cui piacciono il sole e il mare, ma Cremona è una città a misura d’uomo. Per me, mia moglie Sara e mio figlio Santiago è perfetta, quando sarà il momento decideremo». Dove si vede il capocannoniere grigiorosso a fine carriera? «Spero di restare nel mondo del calcio, ma non ci ho ancora pensato. Non credo farò l’allenatore, si è troppo soli».

Lorenzo Coelli

Redattore e Social Media Manager

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