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È morto Gianluca Vialli
È morto Gianluca Vialli

A 58 anni ci lascia Gianluca Vialli, cremonese doc, cresciuto in grigiorosso per poi vincere tutto a livello europeo. Dal 2017 lottava contro il cancro

Una notizia che non avremmo mai voluto dare. Il campione cremonese Gianluca Vialli non ce l’ha fatta, è morto all’età di 58 anni. Dal 2017 combatteva contro un brutto male, che in un primo momento aveva sconfitto con grande forza e coraggio, come raccontato nel libro Goals, uscito nel 2018. Gli è stata fatale una forte ricaduta nei giorni scorsi, tanto che aveva annunciato di dover interrompere gli impegni con la Nazionale per affrontare la nuova delicata fase della malattia. Anche se – come era suo solito fare anche in campo – ha combattuto fino all’ultimo secondo

CUORE GRIGIOROSSO – Fra i campioni più superlativi del calcio italiano, Gianluca Vialli – nato a Cremona il 9 luglio 1964 in zona Po – dai campi del Cristo Re ha vissuto le prime esperienze calcistiche al Pizzighettone e poi alla Cremonese. L’esordio nei Pro è datato 1980-81, con i grigiorossi in Serie C1, ma rimarrà fino al 1984, anno della prima storica promozione in Serie A della Cremo con Mondonico in panchina. Poi la Sampdoria, con più di 220 presenze e la vittoria da protagonista dello Scudetto del 1991 col “gemello” Roberto Mancini, la Champions League alzata al cielo con la Juventus nel ’96 e tanti altri titoli con la maglia bianconera. Senza dimenticare l’epilogo al Chelsea in Premier e i 16 gol con la Nazionale italiana, con cui ha conquistato il bronzo ad Italia ’90.

LO STORICO EUROPEODal 2019 Vialli era stato scelto come capo-delegazione degli azzurri nei ranghi della Federcalcio, al fianco del collega e amico di sempre Roberto Mancini. È vero che nel marzo del 2022 è arrivata la delusione cocente della mancata qualificazione al Mondiale in Qatar, ma qualche mese prima ha regalato una gioia incommensurabile a tutti gli italiani per il successo a Euro 2020, disputato però nel 2021 causa pandemia. Un trofeo che nella bacheca azzurra mancava dal lontano 1968 (Vialli aveva appena 4 anni) Indimenticabili gli abbracci con tanto di copiose lacrime con Mancini sia dopo la vittoria con l’Austria ai supplementari che dopo i rigori della finale con l’Inghilterra a Wembley. 

Per Boškov, “papà” calcistico alla Samp, Gianluca Vialli era un attaccante completo, leader carismatico e dal carattere forte. Lo stesso con cui Luca ha affrontato la sfida più importante della sua vita, il cancro al pancreas: ha vinto all’andata, ma purtroppo nel match di ritorno è arrivata una sconfitta nei minuti di recupero.

Ciao Gianluca, orgoglio di Cremona e dell’Italia intera. 

Redazione

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