La Cremonese è di nuovo in Serie A e tra La Spezia e Cremona è scoppiata una festa che accomuna tutti: è stato qualcosa di unico
Ci siamo messi in macchina per La Spezia, ci siamo guardati e abbiamo detto: «Ma se per caso finisce come l’anno scorso? Chi regge un’altra delusione del genere? Chi regge il fatto che ci possano festeggiare ancora una volta davanti agli occhi?». Un viaggio a ripensare al match di giovedì dello Zini, quando fra Cremonese e Spezia è uscito fuori un pareggio senza acuti. Solo due occasioni grigiorosse in una partita, si diceva, che in casa andava assolutamente vinta. La squadra è apparsa un po’ stanca e provata, forse anche dall’appendicite improvvisa occorsa a Ravanelli; meglio lo Spezia, per reattività, attenzione e determinazione. Andavano studiate contromosse efficaci in vista del ritorno e Stroppa le ha trovate.
PREPARTITA – Arrivati al Picco, già l’ambiente ci sembra diverso rispetto al 2 giugno 2024: a Venezia era un inferno, sarà stato anche per la conformazione dello stadio. In laguna è tutto piccolo, è tutto molto vicino e le postazioni della stampa sono praticamente in mezzo al pubblico. Nel “nuovo” Picco la stampa ha un piano tutto per sé, in piccionaia, ed è stato molto meglio così. Anche perché se fino allo 0-2 siamo riusciti a rimanere sobri e professionali al 100%, dal terzo gol è stato impossibile trattenersi, per poi soffrire molto alle due reti dello Spezia. Dalle 18.30 alle 20.30, e quindi al fischio d’inizio, il tempo è volato: tra chiacchiere con i colleghi, dirette social, un caffè. Abbiamo respirato l’aria della Spezia: il pubblico ha cominciato a farsi sentire ferocemente alla lettura delle formazioni.
PRIMO TEMPO – C’era un solo modo per rovinare i piani dello Spezia: segnare per primi e magari entro la prima mezz’ora di partita. Così è successo: De Luca, da attaccante vero, riceve la perla di uno strepitoso Vazquez e in scivolata beffa Gori al 25′. Il Settore Ospiti esplode, la finale di ritorno è stappata e il Picco di colpo è ammutolito. Rimarrà in quelle condizioni per molto tempo, anche perché al 31′ De Luca colpisce anche una traversa. L’unica occasione spezzina è di Aurelio, ma Fulignati si fa trovare pronto. A quel punto è la squadra di D’Angelo che deve trovare soluzioni per scardinare una difesa attentissima e inedita con Barbieri, Folino e Ceccherini. L’intervallo è surreale, non vola una mosca: i tifosi dello Spezia avvertono che il sogno può svanire proprio nel match più importante, oltretutto in casa.
SECONDO TEMPO – La qualità del palleggio della Cremo è di altissimo livello, ricorda proprio le partite migliori dei grigiorossi: anche se sbilanciata in avanti, Collocolo compie recuperi straordinari e sembra non faticare. Vandeputte, Johnsen, Castagnetti, Vazquez e De Luca scambiano palloni di continuo e lo Spezia sembra capirci davvero poco. La ripresa è sulla stessa falsa riga del primo tempo e arriva anche il 2-0 sotto il Settore Ospiti con il calcio piazzato, quell’arma che invece per tutta la stagione ha caratterizzato lo Spezia. Angolo da destra, Collocolo spizza e davanti a Gori Vazquez tocca quel che basta per insaccare il raddoppio. È festa grande, anche perché da lì in poi si aprono numerosi spazi e da una giocata da prestigiatore di Johnsen nasce il tris: Azzi s’invola a sinistra, calcia in porta, Gori respinge e De Luca sigla la doppietta da due passi. Tutti pensano sia ormai fatta, mancano dieci minuti più recupero, cosa può succedere ancora? Mai dare per morto lo Spezia: in due minuti segna con Pio Esposito e Vignali, lo stadio riprende vita e per tutti noi sarà una sofferenza unica. Fondamentale sono stati gli episodi dell’espulsione di Vignali e dell’ultimo doppio cambio di Stroppa: quelle interruzioni hanno ostacolato l’inerzia del match, che pendeva pesantemente per gli aquilotti.
FESTA GRANDE – Il recupero è infinito, da cinque diventa sei, poi sette, otto e nove. Nasti fa in tempo a prendersi un’espulsione indolore, almeno passa ancora un po’ di tempo. Poi il fischio finale liberatorio che fa piangere di gioia tutta Cremona: finisce 2-3, è impresa grigiorossa e giocheremo in Serie A nella stagione 2025-26. Parte la festa grande davanti al Settore Ospiti (1.500 tifosi in estasi), ci abbracciamo anche in tribuna stampa. Lacrime che riportano ai tanti sacrfici fatti, negli anni, per arrivare a un traguardo del genere, ricordandoci che saremmo al fianco della Cremonese anche se fosse in Promozione. Abbiamo finito le pubblicazioni del caso, abbiamo recuperato un po’ di materiale della festa dagli spalti e abbiamo incontrato alcuni protagonisti: Nasti, Fulignati, Valoti, Bianchetti e altri ancora. Quindi le conferenze stampa volanti con Stroppa, Ceccherini e D’Angelo (commosso, è la seconda finale playoff persa in pochi anni e ancora contro Stroppa).
IL CALCIO È UNICO – Quindi i primi video da Cremona: c’è chi gira in trattore per le vie del centro con i fumogeni in mano, giusto per catalizzare l’attenzione in vista del rientro della squadra dalla Spezia. Tutti non vediamo l’ora di tornare a casa nostra, nella nostra città: intorno a mezzanotte parte il pullman della Cremo, noi un filo più tardi, per poi superarlo però all’altezza di Pontremoli sulla Cisa. Un viaggio di ritorno all’opposto rispetto all’andata: traspare gioia, c’è entusiasmo e voglia di condividere la bella notizia con tutti gli affetti più cari. Sì, perché gioie così sono fondamentali per le vite di tutti noi che abbiamo la passione del calcio. È molto più di un gioco: il calcio ti regala momenti indelebili, indimenticabili e unici, indipendentemente che siano sconfitte o vittorie. Comunichiamo a tutti i nostri lettori che il pullman sarà a Cremona intorno alle 2, che poi è l’orario in cui noi stessi entriamo in Piazza del Duomo. Che bello rivederci in momenti così!
CHE NOTTE – Questa volta niente pullman in Piazza del Comune: posteggia in Piazza Stradivari e tutti i protagonisti, con staff tecnico, proprietà e una selezione di elementi della stampa locale (indovinate quali) salgono immediatamente nelle principali sale del Comune dove è pronto un ricco rinfresco. E come nella notte del 6 maggio 2022, a turno, i grigiorossi si affacciano dai finestroni e cominciano a cantare tutti i cori della Cremo, tra cui quello che invita a rivederci presto all’Olimpico perché saremo in Serie A. Quel susseguirsi di cori, fumogeni e fuochi d’artificio prosegue per alcune ore e vorremmo altre 150mila notti del genere. Un’unica fede, quella grigiorossa, che accomuna così tante persone. È stata un’altra stagione lunga e logorante, ma alla fine tutti ci siamo ampiamente meritati di ritrovarci stanotte lì, per abbracciarci e per commuoverci. Siamo nuovamente tra i “grandissimi” del calcio e non vediamo l’ora di buttarci a capofitto sulla prossima stagione. Per nuove emozioni.
