La Cremonese espugna Udine con un gol di Vardy e una grande prestazione. La vittoria del Lecce allo scadere non deve distrarre i grigiorossi dal loro cammino
Non poteva che terminare così, con il bue che dà del cornuto all’asino. Ma siccome pensiamo di essere superiori a un certo tipo di stampa lasciamo ad altre testate il compito di setacciare armadi in cerca di ex nascosti tra i cappotti invernali. Noi ci concentriamo sulla Cremonese: una squadra, finalmente, che interpreta la partita nel modo giusto, con l’atteggiamento di chi si deve salvare. Ci sono tutti gli ingredienti affinché questa possa essere ricordata come la stagione dei grandi rimpianti, ma non è questo il momento di pensarci. A novanta minuti dalla fine i grigiorossi non devono farsi distrarre, devono restare concentrati e credere nella rimonta.
CONFERME E CAMBIAMENTI – Il 3-0 della speranza rifilato al Pisa la scorsa settimana spinge mister Giampaolo a confermare quasi in toto la squadra. L’unico cambio è l’inserimento di Thorsby al posto di Vandeputte. La scelta non è casuale, perché per la prima volta il tecnico abruzzese schiera la sua Cremonese con il 3-5-2 da inizio gara. Dietro c’è il terzetto Terracciano-Bianchetti-Luperto, sulle fasce giocano il recuperato Pezzella e Barbieri, in mezzo Thorsby, Grassi e Maleh, davanti Bonazzoli e Vardy, titolare nonostante i pochi allenamenti svolti in settimana. Dall’altra parte Runjaic sostituisce l’infortunato Zaniolo con Buksa che là davanti fa coppia con Davis.
FINALMENTE CATTIVI – L’inizio grigiorosso è finalmente quello di una squadra che non ha più appelli. La Cremonese inizia cattiva, il pressing è alto ed è quello che serve contro una squadra come l’Udinese, decisa a giocare per vincere ma inevitabilmente appagata dalla posizione in classifica. Giampaolo sa che è in questi minuti che si può decidere la gara (spoiler: così sarà). Bonazzoli scippa una prima palla e crea un pericolo, subito dopo è Grassi a indovinare il corridoio giusto e intercettare il passaggio pigro di Kabasele. Bonazzoli carica il mancino, Okoye respinge come può, Vardy segna un gol gourmet, un piatto destro che prende in controtempo portiere e difensore. La Cremo continua a macinare gioco per tutto il primo tempo, colleziona corner e diverse occasioni senza tuttavia trovare la rete del raddoppio. E mentre il Var cancella – giustamente – un rigore assegnato all’Udinese, l’orecchio punta verso Reggio Emilia dove Sassuolo e Lecce fanno come il gatto col topo.
SOFFERENZA E TRE PUNTI – Nella ripresa le energie vengono inevitabilmente meno dopo una prima frazione di alto livello. L’Udinese attacca con voglia, i grigiorossi si difendono con ordine. Il 3-5-2 scelto da Giampaolo è una scelta estremamente coraggiosa, che va contro l’adagio “squadra che vince non si cambia”. Il nuovo modulo permette a Grassi di fare quello che sa fare meglio, ovvero piazzarsi in mezzo al campo e sporcare le linee di passaggio. Non è un caso che l’Udinese, nonostante il predominio territoriale, riesca a calciare verso la porta di Audero solo in pieno recupero (gran parata del numero 1 grigiorosso sul tiro a giro di Solet). Maleh da mezzala ha più libertà di movimenti in zona offensiva e le sue incursioni nel mezzo spazio diventano un’arma a cui gli avversari faticano a trovare contromisure. Thorsby dà fisicità, contro una squadra che ha muscoli e centimetri. Giampaolo azzecca anche i cambi: fuori gli spenti Barbieri e Bonazzoli, dentro il vivace Okereke e il veloce Floriani Mussolini. I tre punti sono più che meritati e non possono essere “sporcati” dalla vittoria in extremis del Lecce.
CONCENTRATI SU NOI STESSI – Ora la Cremonese non si deve fare distrarre da quanto successo a Reggio Emilia. I grigiorossi dovevano vincere a Udine e hanno fatto il proprio dovere. Ora c’è da vincere un’altra gara, ancora più complicata, contro un Como ancora in lotta per un posto in Champions. E mentre la orecchie saranno orientate verso Lecce, la testa dovrà restare concentrata sullo Zini. Già questa si preannuncia essere la stagione dei grandi rimpianti, immaginate quanto lo sarebbe se i nostri avversari non riuscissero a fare i tre punti e noi non sfruttassimo l’occasione. Ci sarà tempo per i processi, ci sarà tempo per le analisi e per le critiche. Ma non ora. Questo è il momento di concentrarci solo su noi stessi, sulla Cremo e sui nostri colori. C’è da inseguire un sogno che fino a due settimane fa sembra sfuggito definitivamente.
