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Cremonese, virus Entella
Cremonese, virus Entella

La Cremonese pareggia 0-0 contro la Virtus Entella: prestazione scialba, giustificata da Pecchia con un virus che ha decimato la squadra

Niente spari signori, riponete le armi nelle fondine. I giudizi e i pensieri scaturiti al fischio finale devono necessariamente essere rivisti. Sono tante le domande della vita a cui non ci sono risposte. Forse, per una volta, ne abbiamo una. Perché era davvero complicato dare una spiegazione a una prestazione così brutta da parte della Cremonese, lenta e compassata per tutti i novanta minuti. Ci ha pensato Pecchia nel post-partita, annunciando che mezza squadra era stata colpita da un virus. Ciò non toglie che certe scelte potevano essere diverse e alcuni giocatori potevano interpretare meglio la gara.

ASSENTI – Alla vigilia del match Pecchia perde due pedine importanti: in tempi diversi ma per lo stesso motivo, che voi già sapete ma che noi scopriremo solo in seguito, Luperto e Vandeputte non possono essere della partita. L’ex Cagliari è sostituito da Baschirotto, pienamente recuperato, e forma con Bianchetti la coppia di centrali davanti ad Agazzi. Vogliacco e Rocchetti sono confermati sulle fasce, Pezzella, rientrato dall’infortunio, inizia dalla panchina. In mezzo al campo tocca ancora alla coppia Gerli-Pontisso, “bomber” Collocolo parte di nuovo fuori. Tocca poi a Thorsby sostituire Vandeputte, Berti e Licina completano il tridente alle spalle dell’intoccabile Bonazzoli.

FLUID FOOTBALL – Senza il belga Pecchia decide di lasciare molta libertà ai suoi trequartisti. Mentre Licina calpesta quasi esclusivamente le zolle preferite (dove ci sono), ovvero vicino alla linea laterale, Thorsby e Berti si scambiano spesso di posizione, con il norvegese che parte centrale mentre l’ex Cesena largo a destra. I due interpretano i ruoli in maniera molto fluida, un’idea anche positiva e che nei primi minuti di partita sembra poter funzionare. Mentre Thorsby si lancia a ripetizione nello spazio Berti va incontro al compagno e gioca palla a terra. Tutto molto bello, ma il risultato è rivedibile perché la gamba non può essere brillante. Evidentemente, considerate le premesse, la gara poteva essere impostata in maniera diversa, magari utilizzando un modulo diverso e rinforzando il centrocampo.

PURE IL CALDO – Se al virus aggiungiamo un caldo fuori stagione e un terreno di gioco non nelle migliori condizioni, è evidente come le belle intenzioni restino tali e lo spettacolo in campo sia decisamente rivedibile. L’Entella comunque non ne approfitta. Già da metà primo tempo si vedono due squadre spaccate in campo, con tanti giocatori (non solo grigiorossi) incapaci di rientrare dietro la linea del pallone. Nella Cremonese manca tanto la spinta dei due terzini. Non ripeteremo per l’ennesima volta che Vogliacco è un centrale, Rocchetti avrebbe campo per prendere gli spazi liberati da Thorsby ma è in chiara difficoltà atletica essendo uno di quelli debilitati dal virus (verrà sostituito all’intervallo). Pecchia poi deve rinunciare presto a Pontisso, infortunatosi a una caviglia, e il rientrante Grassi priva la squadra di quell’esuberanza che l’ex Catanzaro garantisce.

VORREI MA NON POSSO – Il mister prova a sistemare le cose nell’intervallo. L’ingresso di Elia, schierato come terzino sinistro, dà vivacità su quella fascia dove la Cremo arriva finalmente al cross. Le gambe però sono molli, l’area non è riempita a dovere e gli errori tecnici davvero tanti. L’occasione buona arriva sui piedi di Bonazzoli, fin lì tra i pochi sufficienti. Il suo tiro finisce in tribuna, Pecchia si gira verso la panchina sconsolato con l’espressione di chi deve rimettere la password del wi-fi con il telecomando. Lo stesso mister, pur con tutte le attenuanti del caso, non è esente da colpe. Se la squadra era così in difficoltà dal punto di vista fisico e atletico per problematiche sanitarie, perché non si è pensato a un piano gara diverso?

BASCHIROTTO, RIENTRO (QUASI) PERFETTO – Consoliamoci con il primo clean sheet del campionato. Che, guarda caso, coincide con il rientro da titolare di Baschirotto. L’ex Lecce dimostra di essere pienamente recuperato, disputando una partita di alto livello. Gli si perdona l’erroraccio di inizio ripresa, ma solo perché Franzoni sotto porta è tutt’altro che letale (…). Anche Bianchetti disputa di una gara di assoluto livello: dopo un inizio complicato prende le misure e si rende protagonista di tanti interventi provvidenziali. Il capitano, uno di quelli debilitati dal virus, gioca una partita coraggiosa e si prende pure responsabilità che non ha, andando a impostare e ovviando alle mancanze di un centrocampo troppo timido. Solo Grassi prova ad abbassarsi per giocare, mentre Gerli non si fa mai trovare smarcato dall’uomo e costringe i centrali a ricorrere alla palla lunga.

SOSTA BENEDETTA – Il risultato finale di 0-0 non è mai sembrato così inevitabile, e a conti fatti non può essere considerato una cattiva notizia. I grigiorossi portano a casa un punto nonostante le difficoltà di giornata, Pecchia resta imbattuto e nella sosta può implementare certi concetti, affinare la condizione, recuperare tanti giocatori e sperare che tra un mese (quando la Cremo tornerà a giocare allo Zini) il manto sarà in condizioni migliori. Considerate tutte le attenuanti il bicchiere della Cremonese non può che essere mezzo pieno.

Nicola Guarneri

Direttore Responsabile

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