La Cremonese resta imbattuta e muove ancora la classifica. Con tanti giocatori out per infortunio, tocca al Mudo illuminare lo Zini nello 0-0 contro il Parma
A più di 15 anni dalla sua uscita “The Constant” di Lost resta probabilmente la miglior puntata sci-fi della storia della TV. Considerando prescritto il rischio spoiler, vi lascio un’infarinatura generale sulla puntata: un continuo alternarsi tra passato e presente dello stato di coscienza di uno dei personaggi più caratteristici della serie, Desmond Hume, che per salvarsi e “riallinearsi” trova la sua costante. Come Desmond, in una giornata difficile e con tanti uomini fuori, la Cremonese non può che aggrapparsi alla sua di costante. In attesa di Vardy, Sarmiento, Payero e Moumbagna, è Franco Vazquez a illuminare lo Zini.
UN CAMBIO – Il Mudo è l’unico cambio rispetto alla gara poco brillante di Verona. Mister Davide Nicola ripropone la coppia sudamericana con Sanabria vista contro il Sassuolo e lascia in panchina Bonazzoli. Per il resto ci sono gli stessi visti in terra veneta. Davanti ad Audero c’è il solito trio Terracciano-Baschirotto-Bianchetti, in mezzo al campo Bondo è ancora una volta preferito a Grassi. Sulle fasce Zerbin e Pezzella, scelta quasi obbligata sulle mezzali dove sono non sono convocati Payero e Sarmiento: giocano ancora una volta Vandeputte e Collocolo. Prima convocazione stagionale per Barbieri, out per infortunio Vardy.
GAMBE DURE, MUSCOLI FRAGILI – Come a Verona la Cremonese sembra imballata, soprattutto a inizio gara. La corsa non è fluida e i grigiorossi faticano a reggere il ritmo del Parma, partito forte con le geometrie di Bernabé e le accelerazioni di Almqvist e del fischiatissimo ex Valeri. L’infortunio di Collocolo dopo un quarto d’ora complica i piani e toglie un prezioso alleato nella lotta fisica in mezzo al campo. Il palo colpito da Pellegrino con uno stacco imperioso fa presagire a un pomeriggio difficile e stona con il sole autunnale che rende gradevole tutto il contorno. Tranne il piatto principale, ovvero quello che succede in campo. Dopo lo spavento iniziale i grigiorossi prendono le misure e si aggrappano a Baschirotto, abile a disinnescare i tentativi dei parmensi. Se la fase difensiva si sistema, quella offensiva resta deficitaria. Non bastano le giocate del Mudo, perché i compagni sprecano. Emblematico quello succede nel recupero del primo tempo: un Vazquez cinestetico danza in mezzo a quattro avversari e trova un corridoio fantascientifico per Pezzella che crossa in curva ospiti. Sipario sulla prima frazione, e forse è meglio così.
VAZQUEZ ILLUMINA, LA PANCA AIUTA – La ripresa si apre con un’altra brutta sorpresa: anche Bianchetti va k.o. a causa di un contrasto con Pellegrino, al suo posto deve entrare Ceccherini. In una situazione che inizia ad essere di emergenza la costante della Cremonese si chiama Franco Vazquez. Quando si abbassano i ritmi (e le temperature) l’argentino sale in cattedra e domina in mezzo al campo, regalando giocate da fuoriclasse per novanta minuti. Come a Verona una bella mano arriva dalla panchina. Tra i subentranti quello che impatta nel modo migliore è Floriani Mussolini. L’esterno arrivato dalla Lazio porta grande corsa sulla destra e crea più di un grattacapo alla difesa del Parma, oltre a risolvere il problema dei cross di Valeri visto che l’ex grigiorosso è costretto a restare basso. Buono anche l’impatto di Johnsen che porta vivacità sulla trequarti e quello di Moumbagna – all’esordio in grigiorosso – che porta presenza in area di rigore (prima di lasciare la Cremo in dieci per l’ennesimo infortunio). Il finale è incoraggiante: quando le gambe si sbloccano la Cremo gira e pur senza centrare la porta (se non con una genialata del solito Vazquez) torna ad essere pericolosa. Il pareggio finale è fondamentalmente giusto e va più che bene. La Cremonese di Nicola resta imbattuta e sale a 8 punti dopo quattro giornate. Tre anni fa c’era voluto un girone intero: direi che possiamo accontentarci.
CAMPANELLO D’ALLARME – Pur con tutte le cautele del caso, una riflessione sugli infortunati va fatta. Ok qualche inciampo post preparazione, ok il contrattempo (…) di Vardy e il k.o. di Moumbagna, abituati ad un altro tipo di allenamento, ma quando iniziano a farsi male giocatori che si sono allenati tutta l’estate forse va presa qualche contromisura. Sabato a Como la Cremonese potrebbe dover affrontare un’altra partita complicata a livello numerico e rischia di avere pochi ricambi nei settori più dispendiosi, soprattutto in mezzo al campo dove si sono dovuti reinventare mezzali Bondo e Zerbin. Per fortuna – e per propria bravura – la Cremo affronterà le due trasferte prima della sosta con un gran bel bottino di punti. E con la solita certezza, o meglio, con la sua costante: Franco Vazquez.
