Corre come un ragazzino, si diverte e gioca tutti i minuti anche dell’infrasettimanale: Vardy è fondamentale per la Cremonese
Non ha segnato come contro l’Atalanta, ma ha disputato un’altra prova intensa, di quantità e di personalità. Parliamo naturalmente di Jamie Vardy, che da quando è stato titolare per la prima volta (contro l’Udinese, dopo l’ultima sosta) non ha più mollato quella maglia. Nonostante i quasi 39 anni, Vardy in campo sembra un ragazzino: corre e lotta per tutti i 90 minuti più recupero, mettendo sempre in apprensione le difese avversarie. Lo si nota tanto, anche quando non ha palle gol giocabili, proprio come nella trasferta del Ferraris. Sotto il diluvio, l’attaccante inglese si è sentito a casa, forse anche per la conformazione del Ferraris stesso e per lo striscione “You’ll Never Work Alone” esposto da una delle due curve.
FAME – Ti chiediamo scusa, Jamie. Sia alla vigilia del match contro l’Atalanta che per la trasferta col Genoa non ti abbiamo inserito in formazione. Credevamo – sbagliando – che dopo quei problemi fisici delle prime settimane ci volesse più tempo per recuperare la piena condizione. Non è stato così: Vardy ha fatto tutti i minuti anche del turno infrasettimanale, con fame, grinta e cattiveria. E si è pure divertito, non c’è dubbio: sono le sue partite, quelle toste, in cui occorre grande intensità fino alla fine. Grazie alla sua costante pressione ha indotto gli avversari a sbagliare alcuni passaggi o certi rinvii verso la zona offensiva. Il pensiero di Nicola sembra chiarissimo: se Jamie sta bene, gioca lui più altri dieci. Anzi, giocano lui, Vandeputte e altri nove.
