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Cremonese, Vardy che roba
Cremonese, Vardy che roba

Una Cremonese con tante assenze mette in campo grinta e carattere: solo un tiro da fuori di Brescianini nega i tre punti alla squadra di Nicola

Difficile vedere il bicchiere mezzo vuoto. Eppure a cinque minuti dalla fine la Cremonese stava assaporando una serata da favola. Contro l’Atalanta stavano per arrivare tre punti grazie al primo gol in grigiorosso di Jamie Vardy, proprio sotto la Sud. E invece è arrivata la doccia fredda con quel tiro di Brescianini che si è infilato proprio dove Silvestri non poteva arrivare. Il bicchiere però resta mezzo pieno, perché una Cremo con un centrocampo rattoppato ha sfornato una prestazione che dà tante belle indicazioni per il futuro.

EMERGENZA – Per la seconda gara allo Zini in pochi giorni Nicola deve affrontare una mini-emergenza. Come preannunciato dalla lista convocati Oltre ai lungodegenti Collocolo e Moumbagna, la Cremonese deve fare a meno anche di Grassi, non ancora recuperato, Bondo e Pezzella, il primo assente per febbre e il secondo per una contusione. Audero torna disponibile ma va solo in panchina, in porta c’è ancora Silvestri. Dietro insieme ai soliti Terracciano e Baschirotto c’è l’esordio dal primo minuto di Faye dopo il buon ingresso di San Siro contro l’Inter. Davanti alla difesa Nicola si inventa Vandeputte regista, le mezzali sono Payero e Zerbin, spostato dalla fascia per sopperire agli infortuni del reparto. A sinistra nuova chance per Floriani Mussolini, a destra prima da titolare per Barbieri. Davanti, nonostante i 94 minuti contro l’Udinese, c’è ancora Jamie Vardy, ansioso di segnare il suo primo gol in maglia Cremonese. Insieme a lui Sanabria, vanno in panchina Vazquez e Bonazzoli.

SOLO LA CREMO – L’impatto dei grigiorossi sul match è deciso e spaventa l’Atalanta, a lungo costretta a difendersi. Si capisce fin da subito che la scommessa Vandeputte è vinta. Il belga gioca senza paura, si fa dare palla dalla difesa e imposta come un veterano, lui che fino a due anni fa giocava con i piedi sulla linea laterale. Zerbin e Payero mettono garra e gambe, la loro fisicità risulta fondamentale nella prima mezz’ora in cui i grigiorossi sradicano tanti palloni dai piedi dei centrocampisti atalantini e ripartono con pericolosità. Barbieri sulla destra è come la storia del calabrone che non dovrebbe volare ma non lo sa e vola lo stesso. Quest’anno è in Serie A, ma lui sembra non saperlo e gioca sugli stessi (altissimi) livelli dello scorso anno. Anche Faye non delude: come Rat-Man flette i muscoli ed è nel vuoto, con la palla tra i piedi non va mai in difficoltà. Chi non convince è Floriani Mussolini, timido in fase offensiva dove probabilmente si fida poco del piede debole, e poco sicuro dietro. L’altra nota stonata del primo tempo è forse l’accoppiata Sanabria-Vardy. Il paraguaiano poteva finalmente contare su una spalla con cui dividere il peso dell’attacco, invece i due hanno fatto fatica a trovarsi e spesso l’ex Toro è andato a chiudere le linee di passaggio per l’inglese. Insomma, c’è da lavorare sull’intesa.

JAMIE GOL – Già nel finale del primo tempo i bergamaschi alzano il baricentro e vanno a impensierire Silvestri. Nella ripresa la Cremonese si ripresenta con Sarmiento al posto di Sanabria. Un po’ per le energie spese nella prima frazione, un po’ per le tante assenze, la Cremo perde inevitabilmente campo. La buona notizia è che i grigiorossi non perdono però le distanze. Giocano compatti, lasciano pochi spazi e pungono in contropiede grazie alla capacità di Sarmiento di sprintare con lucidità. Terracciano chiude a ripetizione su Lookman, Barbieri continua nel suo show, Vandeputte si sporca le mani, Floriani Mussolini alza il livello. Soprattutto, quando il gioco diventa duro Vardy scende in campo. Con le squadre un po’ più lunghe e gli spazi da attaccare l’ex Leicester entra in partita e inizia a dare fastidio alla difesa dell’Atalanta. Dopo il gol annullato sull’assist di Payero la sensazione non è quella dell’occasione sprecata. Si sente nell’aria che il momento è arrivato, si vede da lontano che il buon Jamie fiuta l’odore della rete. Che infatti arriva poco dopo: quando Carnesecchi respinge il tiro di Zerbin la palla può andare in un’unica direzione, quella di Vardy. L’inglese da lì non sbaglierà nemmeno a 50 anni. Il primo gol sotto la Sud è poesia pura.

INSIEME VERSO L’OBIETTIVO – Juric butta in campo tutta l’argenteria e l’Atalanta si riversa in avanti. Baschirotto, fin lì impeccabile, dopo aver annullato l’ex compagno Krstovic va un po’ in difficoltà su Scamacca che trova diverse volte la conclusione. Dopo un miracolo di Silvestri sull’attaccante della Nazionale arriva la doccia fredda con la rete di Brescianini che dal limite dell’area trova l’angolino giusto. Il pareggio finale potrebbe anche sapere di beffa, visto che il ritorno dei tre punti era molto vicino. Considerate tuttavia tutte le incognite e le novità è difficile uscire dallo Zini con sensazioni negative. La Cremonese ha dimostrato ancora una volta di essere una squadra con un’identità precisa, fatta ad immagine e somiglianza del proprio allenatore. Nicola in poco tempo ha formato un gruppo di calciatori che rema in un’unica direzione, in cui il singolo lavora sempre per la squadra. Solo così si possono spiegare prestazioni come quella di ieri sera contro l’Atalanta. Con un’ala da regista, un esterno da mezzala, un esordiente in difesa e un giovane sulla fascia la Cremo ha quasi strappato i tre punti a un avversario che da anni arriva in zona Champions League. Ancora prima dei dettami tattici e delle indicazioni tecniche è l’unione d’intenti a portare i risultati. Bravi tutti, avanti così.

Nicola Guarneri

Direttore Responsabile

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