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Cremonese, unisci et impera
Cremonese, unisci et impera

La Cremonese perde anche a Cagliari: la strada verso la salvezza si complica, dopo il gol i grigiorossi non riescono a reagire

Come a Lecce, così a Cagliari. In un altro momento decisivo della stagione la Cremonese fallisce contro una squadra che sta attraversando un momento complicato, e che in caso di sconfitta sarebbe piombata in piena zona retrocessione. Ancora una volta emergono tutti i limiti dei grigiorossi: tecnici, tattici, soprattutto mentali. La Serie A non perdona e chi è abituato a giocare in questa categoria (come i sardi, che negli ultimi 20 anni hanno fatto solo due campionati di B) ha inevitabilmente una marcia in più. L’unico modo per colmare il gap è con l’unità di intenti e con il lavoro di gruppo, vero tallone d’Achille di questa stagione. Divide et impera si diceva qualche secolo fa per controllare il popolo; unire e lavorare insieme è soluzione per raggiungere la salvezza.

CON FLORIANI – L’undici scelto per la trasferta di Cagliari presenta diverse differenze rispetto alla squadra che ha affrontato la gara contro il Bologna nel giorno di Pasqua. In difesa c’è il tanto atteso rientro di Baschirotto, che con Luperto, Terracciano e Pezzella va a formare un quartetto di assoluto rispetto. Con Thorsby out per infortunio e Maleh squalificato in mezzo al campo si rivede titolare Bondo. Ci sono poi le conferme di Grassi e Vandeputte e la sorpresa (fino a un certo punto) Floriani Mussolini, che prende il posto di uno Zerbin penalizzato dalle ultime due prove negative. Davanti con Bonazzoli gioca Okereke: Djuric e il recuperato Sanabria vanno in panchina.

INIZIO POSITIVO – Il primo tempo dei grigiorossi è anche buono. Da un lato la Cremonese beneficia dei cambi proposti da Giampaolo. Floriani Mussolini sulla destra è abile ad attaccare lo spazio e manda spesso in difficoltà il diretto avversario Obert. All’ex Lazio però manca sempre un pizzico di precisione per chiudere l’azione in maniera positiva. Okereke tiene impegnata la difesa cagliaritana, ha subito una buona occasione e si abbassa sulla trequarti per giocare con la squadra. Bonazzoli invece è marcato stretto: Pisacane ha imparato la lezione dell’andata e piazza il doppio uomo sul numero 90 della Cremonese che non riesce a creare gioco come al solito. Il rientro di Baschirotto dà solidità alla difesa, con Luperto chiude su tutti e Audero termina la prima frazione con la divisa ancora immacolata.

SENZA CORRETTIVI – Tra la fine del primo tempo e l’inizio della ripresa il Cagliari mette fuori la testa. L’ingresso di Adopo sposta la partita in mezzo al campo dove Bondo e Grassi non riescono ad arginare le sortite dei centrocampisti avversari. I due mediani grigiorossi faticano in entrambe le fasi. Sono poco precisi quando c’è da costruire, mentre quando il Cagliari riparte si fanno trovare spesso in linea e lasciano corridoi pericolosi per le imbucate avversarie. Il gol in realtà arriva in una delle poche occasioni concesse, che punisce tuttavia le disattenzioni dei grigiorossi. Ha colpe anche Giampaolo, che tarda a sistemare le cose in mezzo al campo. L’ennesima percussione centrale dei padroni di casa porta Ze Pedro al cross sul secondo palo dove Terracciano certifica la sua giornata no dimenticandosi Esposito, libero di colpire per il gol del vantaggio.

SENZA REAZIONE, SENZA MAIONESE – Dopo la rete subita arriva la vera nota negativa della giornata. La Cremonese non riesce a reagire, perché mancano leader in ogni settore: nessuno si prende la responsabilità di provare la giocata che scardina la squadra avversaria, nessuno prova il dribbling in più, nessuno suona la carica e sprona i compagni a provare a buttare il cuore oltre l’ostacolo. L’assenza di Maleh si fa sentire: se la Cremo fosse un tramezzino, il centrocampista ex Lecce sarebbe la maionese. Senza di lui la manovra non scivola, gli ingredienti ci sono anche ma non sono amalgamati. Gli ingressi dei vari Payero, Sanabria, Barbieri, Djuric e Zerbin non cambiano una gara compromessa in cui i grigiorossi non riescono neanche in quello scatto d’orgoglio che possa mettere in difficoltà il Cagliari. Come confermato nel post partita da Giampaolo l’ultima mezz’ora è un banale riempitivo di una gara che la Cremo non avrebbe pareggiato nemmeno avendo a disposizione l’intero weekend.

UNISCI ET IMPERA – Al netto di ogni limite elencato fin qui, ciò che manca più di ogni altra cosa nella Cremonese di oggi è l’unità di intenti. Tirando le somme a mente fredda, considerando il buon primo tempo, la Cremonese avrebbe anche meritato di uscire con un risultato positivo. Nulla è casuale tuttavia, e se il Cagliari ha vinto è perché i sardi sono stati più squadra. Per raggiungere un traguardo storicamente complicato come la permanenza in massima serie non bastano i giocatori, serve quella cosa in più che va oltre il 100%, quella percentuale che matematicamente non ha senso mentre nel calcio è tutto. Serve un gruppo unito che viaggia per l’obiettivo, servono giocatori che lottano e giocano per salvare la squadra e che mettono da parte gli interessi personali per il bene del gruppo. L’immagine di Esposito che dopo una settimana di ritiro corre ad abbracciare Pisacane è la lezione che dobbiamo portarci via da Cagliari: solo viaggiando insieme si riuscirà a restare in Serie A.

Nicola Guarneri

Direttore Responsabile

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