fbpx
Cremonese, un patrimonio da valorizzare
Cremonese, un patrimonio da valorizzare

Non solo presente: nella rosa di Pecchia ci sono giovani che potrebbero diventare importanti per il futuro della Cremonese

Le prime giornate hanno inevitabilmente iniziato a definire le gerarchie della Cremonese, lasciando però alcuni giocatori ai margini delle rotazioni. Non necessariamente per bocciature: concorrenza, infortuni e necessità di affidarsi a qualche certezza hanno inciso sulle scelte. Tra chi aspetta un’occasione ci sono però profili particolarmente interessanti, anche guardando oltre il risultato della prossima domenica. Stückler, Lottici Tessadri e Lordkipanidze sono cresciuti nel settore giovanile grigiorosso: riuscire a portarli stabilmente in prima squadra permetterebbe alla Cremonese di costruire finalmente risorse in casa e, eventualmente, generare in futuro plusvalenze importanti dal proprio vivaio. Un processo che negli ultimi anni si è visto troppo raramente.

FELLIPE JACK – Per il giovane italobrasiliano la parola chiave deve essere soprattutto una: tempo. La concorrenza nel reparto difensivo è importante e davanti a sé il classe 2006 ha centrali molto più esperti, ma per caratteristiche Jack sembra anche un difensore particolarmente adatto alle idee di Pecchia. Deve ancora migliorare soprattutto nella fase puramente difensiva e nelle letture, ma trascorrere un’intera stagione allenandosi quotidianamente al fianco di giocatori del calibro di Bianchetti, Luperto e Baschirotto non può che aiutarlo. Prima o poi arriveranno anche le occasioni, senza però la necessità di bruciare le tappe. Il ragionamento interessante riguarda soprattutto il futuro: la Cremonese dispone di un’opzione per riscattarlo dal Como, che mantiene a sua volta il diritto di contro-riscatto. Considerando però le enormi possibilità economiche le ambizioni del club lariano, appare difficile immaginare oggi Jack sia pronto a breve per ritagliarsi spazio a quel livello. Se la Cremonese riuscisse invece a farlo crescere con calma e nei tempi giusti, potrebbe ritrovarsi tra le mani un difensore giovane, di proprietà e con importanti margini di crescita, utile per le stagioni successive e potenzialmente capace un giorno di generare anche valore sul mercato.

DAVID STUCKLER – Con il danese il discorso è differente, perché rappresenta probabilmente il prodotto più importante uscito dal vivaio grigiorosso negli ultimi anni. Dopo il percorso nelle giovanili e la gavetta lontano da Cremona, il suo ritorno era accompagnato da grande curiosità, ulteriormente alimentata dal gol segnato all’esordio ufficiale contro la Sampdoria in Coppa Italia. L’infortunio ne ha poi rallentato l’inserimento, ma adesso potrebbe iniziare ad aprirsi qualche spazio. Anche perché davanti la Cremonese, Bonazzoli a parte, non ha ancora trovato grande continuità dagli altri attaccanti. Stückler può quindi rappresentare qualcosa in più di una semplice scommessa sul futuro, soprattutto nel calcio di Pecchia, che chiede grande mobilità ai propri uomini offensivi e tende a ruotarli molto. Dopo tutto il percorso fatto per arrivare fino alla prima squadra, però, merita la possibilità di dimostrare quale possa essere realmente il suo valore.

SIMONE LOTTICI TESSADRI – il giovane cremonese, invece, qualcosa lo ha già fatto vedere. Ha trovato spazio nelle prime uscite della stagione e lui ha risposto anche trovando il gol nella sfida di Coppa Italia contro il Parma. Successivamente le occasioni sono diminuite, soprattutto perché davanti ha trovato un Fabio Gerli estremamente affidabile, diventato rapidamente uno dei punti di riferimento del centrocampo grigiorosso e perfettamente inserito nelle idee dell’allenatore. Per Lottici Tessadri, quindi, non si tratta tanto di conquistarsi immediatamente una maglia da titolare quanto di non interrompere il percorso iniziato. Ha già dimostrato di poter stare in questo gruppo e una stagione trascorsa stabilmente con la prima squadra, trovando spazio quando possibile, può essere fondamentale per la sua crescita. Anche perché parliamo di un altro giocatore costruito interamente in casa e che potrebbe diventare nel tempo una risorsa importante.

DACHI LORDKIPANIDZE – Tra i quattro, Dachi Lordkipanidze sembra probabilmente quello più indietro nelle gerarchie. Per ora ha trovato pochissimo campo e, a differenza degli altri nomi, non possiede ancora una caratteristica evidente nella quale riesca a distinguersi nettamente dagli altri centrocampisti della rosa. Ha però buona gamba e una discreta proprietà tecnica, qualità sulle quali può continuare a lavorare. Trovargli spazio non è semplice considerando la quantità e il livello delle alternative a disposizione di Pecchia, ma qualche opportunità potrebbe arrivare: l’infortunio di Pontisso e l’utilizzo di Collocolo anche in altre posizioni possono infatti liberare qualche minuto in mezzo al campo. Per Lordkipanidze questa potrebbe essere soprattutto una stagione di crescita, nella quale allenarsi quotidianamente con centrocampisti di categoria e iniziare progressivamente a confrontarsi con la Serie B. Non necessariamente tutti i giovani devono esplodere immediatamente: anche capire quale possa essere il suo reale livello farà parte del percorso.

Sono quattro situazioni molto diverse e sarebbe sbagliato metterle tutte sullo stesso piano. Nessuno deve giocare semplicemente perché giovane e nessuna gerarchia deve essere cancellata per principio. Ma valorizzare significa anche concedere occasioni, soprattutto quando tre di questi ragazzi sono stati costruiti direttamente dal vivaio. Per la Cremonese la posta in gioco è interessante: trovare calciatori utili senza doverli acquistare oppure creare quel valore economico attraverso il settore giovanile che negli ultimi anni è mancato. Prima ancora di parlare di mercato, però, bisogna rispondere a una domanda molto più semplice: quanto valgono davvero? Il campo resta l’unico modo per scoprirlo.

Lorenzo Gandaglia

Potrebbe interessarti anche: