La Cremonese ci prova, passa in vantaggio ma alla fine cade sotto gli errori dei singoli: il ritorno in Serie B è sempre più vicino
Ad un certo punto ci abbiamo anche creduto: dopo il gol di Bonazzoli e l’occasione di Zerbin la Cremonese sembrava davvero in grado di poter portare a casa un vittoria che avrebbe significato tantissimo. I grigiorossi invece, pur senza demeritare fino in fondo, finiscono ancora una volta senza punti. Inutile piangere sul latte versato: capita di perdere partite così, dove un punto lo si sarebbe anche meritato. Gli errori pesanti sono quelli dei mesi scorsi e non si può tornare indietro: come dice il detto, non puoi togliere il pesce dalla zuppa di pesce.
SENZA VANDEPUTTE – Un problema familiare (fortunatamente risolto) toglie a Giampaolo l’opzione Vandeputte, nemmeno in panchina. Il tecnico grigiorosso sceglie quindi Floriani Mussolini e Zerbin come esterni di centrocampo nel confermatissimo 4-4-2. In mezzo di fianco a Maleh c’è Grassi, con Bondo che paga la pessima prova contro il Napoli. Torna in panchina Payero dopo l’esperimento da falso 10 della scorsa settimana, davanti con Bonazzoli c’è Sanabria. Dietro ci sono i soliti, in panchina no: o meglio, accanto al veterano Barbieri spunta il recuperato Vardy, pronto a tornare in campo. Nella Lazio Sarri schiera i pochi rimasti, che comunque sono di tutto rispetto: ci sono anche i recuperati Zaccagni e Taylor.
RITORNO ALLE ORIGINI – Una Lazio frizzante gioca tanto con la palla, mentre la Cremonese si copre guardinga. A inizio gara è Bonazzoli a suonare la carica con diversi recuperi sulla trequarti. Pezzella è in evidente difficoltà contro Isaksen che lo costringe ripetutamente al fallo. L’infortunio di Baschirotto dopo 20 minuti spinge Giampaolo a cambiare: dentro Bianchetti e ritorno alle origini con un 3-5-2 che vede Zerbin spostarsi a fare la mezzala destra. I grigiorossi si sistemano e riescono ad arginare meglio gli esterni della Lazio: Luperto scala bene ad aiutare Pezzella, dall’altra parte Floriani Mussolini ha meno compiti offensivi ed ha l’appoggio di Terracciano per contenere lo scatenato Nuno Tavares.
BONA-GOL, CI CREDIAMO – Nonostante i soliti mugugni che arrivano quando la Cremonese prova a fare girare la palla (gli stessi che mugugnavano quando si giocava lungo per la punta, vorrei sottolineare) è proprio così che i grigiorossi passano in vantaggio. L’azione manovrata porta Bonazzoli a ricevere sulla trequarti offensiva, il numero 90 si accentra e calcia forte dando uno strano effetto al pallone che beffa un non irreprensibile Motta. Subito dopo Zerbin ha l’occasione del KO ma come spesso in stagione non trova nemmeno la porta. Il primo tempo finisce 1-0, ed è vero che la sensazione è di averla un po’ sfangata, ma va anche detto che Audero chiude la frazione con i guantoni ancora lindi.
MALE MALEH – La ripresa si apre con una Cremonese strattonata da due forze opposte. Da un lato c’è da difendere un risultato vitale, dall’altro la voglia di provare a chiudere la gara. La dicotomia dura comunque poco perché già dopo pochi minuti la Lazio pareggia. Uno scatenato Nuno Tavares lancia il contropiede dopo un corner grigiorosso, Maleh non interviene a centrocampo e lascia scappare il terzino della Lazio che mette in mezzo per Noslin, abile a servire Isaksen sul secondo palo. A nulla serve l’intervento di Terracciano perché il danese punisce Audero con la rete dell’1-1. Al netto della già citata necessità di trovare la seconda rete, è imperdonabile per una squadra come la Cremonese farsi trovare così scoperta in una situazione di vantaggio, così come è imperdonabile lasciare che un avversario faccia 50 metri di campo palla al piede.
CHI È CAUSA DEL SUO MAL – La girandola di cambi di Giampaolo scuote la Cremonese: Barbieri e Payero formano un bel duo sulla destra, il tanto atteso ritorno di Vardy porta un po’ di ciccia la davanti, dove Sanabria si conferma – per usare un eufemismo – fumoso. Bondo al posto di Grassi invece è una mossa sbagliata. L’ex Empoli era stato abile a intercettare le linee di passaggio tanto care a Sarri, mentre l’ex Milan quando entra si conferma il solito giocatore confusionario, incapace di verticalizzare con precisione. I grigiorossi ci provano con tanta voglia e poche forze, Bonazzoli trova corridoi fantascientifici come quello che manda al tiro proprio Bondo (Motta dice no). Una Cremo fin troppo sbilanciata concede il fianco all’ennesima ripartenza ospite che in pieno recupero punisce i grigiorossi oltre i propri demeriti. Noslin fa un gran bel gol, ma è inaccettabile vede giocatori che difendono a sei metri dall’avversario (vero Terracciano?) mentre altri compagni (tipo Barbieri) devono sdoppiarsi su più uomini.
TROPPO TARDI – Probabilmente la Cremonese avrebbe meritato qualcosa in più (un punto? Almeno). Ma non è questa la gara che condanna (probabilmente) i grigiorossi al ritorno in cadetteria. Se la Cremo ci avesse creduto un po’ di più e avesse avuto un altro atteggiamento nel girone di ritorno adesso staremmo parlando di un’altra classifica. La Serie A è un campionato difficilissimo per una neopromossa e le partite come contro la Lazio – dove raccogli meno di quanto semini – sono la norma e non l’eccezione. Cerchiamo ora di chiudere dignitosamente questo campionato e di rimandare l’aritmetica il più possibile. Lo Zini si merita un’ultima vittoria prima di tornare ad essere uno stadio di Serie B.
