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Cremonese, una trasferta scivolosa
Cremonese, una trasferta scivolosa

La Cremonese impatta per 0-0 contro l’Ascoli e incappa nel secondo pareggio consecutivo dopo una prova opaca

Il 16 febbraio 2002 avveniva una delle imprese più epiche e romantiche dello sport. Steven Bradbury, talento del pattinaggio su ghiaccio frenato da due terribili infortuni, si prende la sua rivincita vincendo un oro leggendario in cui approfitta delle scivolate degli avversari (qui il celebre filmato commentato dalla Gialappa’s Band). A 22 anni esatti di distanza la Cremonese rende omaggio a Bradbury, scivolando sul campo dell’Ascoli.

CON I SOLITI – Stroppa deve rinunciare a Johnsen, squalificato dopo l’espulsione rimediata contro la Reggiana (la beffa è che tornerà pure in diffida). Il mister però ritrova il pacchetto difensivo titolare. Antov rientra dalla squalifica, Ravanelli recupera dopo i problemi al polpaccio e l’influenza della settimana scorsa, Jungdal è finalmente disponibile dopo l’infortunio a (non si sa). In mezzo al campo c’è la conferma di Abrego mentre Pickel, di rientro dalla Coppa d’Africa, si accomoda in panchina.

SI STAVA MEGLIO QUANDO NON SI VEDEVA – Nei primi minuti la protagonista è la nebbia che avvolge Ascoli. Se con il passare dei minuti si dissipano i dubbi sullo svolgimento della gara, crescono quelli sulla Cremonese. Il primo tempo è tutto di marca marchigiana. Gli uomini di Castori pressano a tutto campo e sfidano i grigiorossi in duelli individuali dai quali escono quasi sempre vincenti. In tanti giocano sottotono, a partire dalla coppia difensiva Ravanelli-Antov, in costante difficoltà contro la velocità di Rodriguez. La voglia della Cremo di giocare dal basso è controproducente con un avversario così in palla fisicamente. Jungdal rischia la frittata quando gioca palla sui piedi di Pedro Mendes, che a sua volta decide di omaggiare Bradbury e scivola proprio sul più bello.

NELLA TRAPPOLA DI CASTORI – Nella ripresa la musica non cambia. Per almeno metà tempo l’Ascoli continua con il suo pressing asfissiante che non fa altro che innervosire i giocatori della Cremonese, spesso costretti a falli più ingenui dei colleghi bianconeri e di conseguenza sanzionati con il cartellino. Vazquez passa a fare la mezzala ma la sua partita personale la gioca contro l’arbitro. La direzione di gara non è certamente cristallina e il Mudo viene tartassato in ogni zona del campo. Gli alibi a certi livelli però non esistono. L’argentino non fa niente per cambiare il suo modo di giocare in un contesto in cui avrebbe dovuto muoversi di più senza palla e limitare i tocchi per evitare la pressione.

REAZIONE FINALE – Solo nell’ultimo scorcio di partita, quando l’Ascoli cala di intensità, la Cremonese riesce a giocare come sa. Castagnetti prende in mano la squadra e grazie anche ai positivi ingressi di Tsadjout e Afena-Gyan i grigiorossi tornano a spingere. Per la seconda volta di fila c’è il VAR tra la Cremo e la vittoria, visto che la rete proprio di Tsadjout viene annullata per fuorigioco di Sernicola. Con la squadra proiettata in avanti alla ricerca di un gol che non arriva resta un ultimo omaggio a Bradbury. In pieno recupero Streng lanciato a rete viene fermato in scivolata da un grandissimo Bianchetti, per distacco il migliore in campo tra i grigiorossi.

PUNTO ROSICCHIATO – Il punto rosicchiato all’Ascoli di Castori (LOL) è forse l’unica cosa da salvare in una serata da dimenticare. In un campionato lungo e scivoloso come la Serie B è importante non perdere e muovere la classifica anche nelle giornate più complicate. Certo è che il secondo pareggio consecutivo fa suonare un (piccolo) campanello d’allarme. La sterilità offensiva sta diventando un problema, dal momento che il saldo partite giocate-reti segnate nel 2024 è diventato addirittura negativo. I grigiorossi poi stanno faticando a trovare un piano B. Quando l’avversario la mette sul fisico e riesce a bloccare le uscite dal basso la squadra non riesce a trovare vie alternative per portare la palla nella metà campo avversaria. Il fatto che la Cremo cerchi sempre di giocare è ammirevole, ma a volte l’intensità avversaria va spezzata a costo di rinunciare a certi principi. Guardiamo il bicchiere mezzo pieno. Sabato allo Zini arriva il Palermo, una squadra che non dovrebbe limitarsi a difendere. Dopo due uscite a vuoto sarà una grande occasione per la Cremonese di ripartire con slancio. Stando attenta a non scivolare.

Nicola Guarneri

Direttore Responsabile

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