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Cremonese, tira (già) un’aria pesante
Cremonese, tira (già) un’aria pesante

Due sconfitte in altre gare, neanche un barlume di gioco: fischi allo Zini per una Cremonese inevitabilmente già nel mirino delle critiche

Tante possono essere le difficoltà a inizio stagione di una squadra: il tecnico nuovo (ma non è il caso della Cremonese), nuovi dettami tecnico-tattici da assimilare, una rosa in larga parte nuova e che deve ancora amalgamarsi, adattamento al nuovo campionato e alla nuova categoria. Tutto vero, ma nessuno poteva attendersi – nemmeno nei peggiori incubi – un avvio da due sconfitte in due giornate per la Cremonese. Tira già un’aria pesante, lo hanno avvertito tutti allo Zini e davanti alla tv: i fischi assordanti sono arrivati anche a chi ha seguito la squadra da casa e aleggiano gli spettri di un’annata cominciata male e che, se non arrivano provvedimenti seri, rischia di proseguire pure peggio.

INERMI E INEFFICACI – Dopo Empoli si diceva che non si poteva essere pessimisti perché «è solo la prima partita». Il Modena passeggia 3-0 allo Zini nella seconda giornata di campionato e non si può non parlare di una Cremonese impalpabile. Comprendiamo sia complicato assimilare le volontà tecnico-tattiche di mister Giampaolo, che vuole proporre una squadra offensiva e “divertente”, ma nelle prime due partite i ragazzi in campo parevano spaesati, inermi, inefficaci. Contiamo un vero tiro in porta in due partite, quello di un difensore centrale (Luperto) da fuori area, nel primo tempo col Modena. Poi, che cosa, in fase di costruzione? Nulla. Qualche cross, nemmeno insidioso, e un lungo e sterile possesso palla al Castellani. Il Modena, oltre ad averne il triplo di benzina nelle gambe, ha colpito la Cremonese in maniera davvero troppo facile, costruendo palle gol a ripetizione e approfittando dei (molti) punti deboli.

CROLLO MENTALE – L’aria è pesante anche per la sfiducia che ha preso il sopravvento tra i ragazzi in maglia a strisce zig zag grigiorosse. Saranno quelle ad alimentare l’incantesimo negativo sulla squadra? Chi lo sa, sta di fatto che se già nei primi 30 minuti del match dello Zini i canarini meritavano ampiamente il vantaggio, una volta concretizzato con la magia di Olzer la Cremonese è crollata anche mentalmente. Davanti a tanta inesauribile esuberanza modenese, i grigiorossi hanno scollato ancora di più i reparti, rendendo ai rivali la vita non facile, facilissima. Luperto e Bianchetti hanno corso più all’indietro che in avanti, Brugman e Bianco hanno potuto lanciare chiunque indisturbati. Il Modena fa 2-0, poi farebbe anche il 3-0 se non fosse per un lieve fuorigioco. Giampaolo all’intervallo boccia gli impalpabili Bonazzoli e Pezzella, ma i subentrati non cambiano le cose, anzi è facile il tris per gli uomini di Galloppa.

SVOLTA IMMEDIATA CERCASI – Il secondo tempo scorre via senza acuti per la Cremo e con il Modena in totale controllo. Cosa fare? Giampaolo cerca le ragioni di una delle sconfitte «più difficili della carriera», prendendo le parole del tecnico stesso (e pensiamo: «Mh, quanto siamo fortunati!»). Avrà il tempo di reagire? Ce lo auguriamo già da Parma, martedì, in Coppa Italia. Varrà poco o forse nulla, ma un minimo di intenzione da parte della squadra dovrà esserci. Le indicazioni dovranno essere ben diverse in vista del 6 settembre contro il Padova. A Cremona non c’è tempo: se con i veneti dovesse finire con un risultato diverso rispetto alla vittoria grigiorossa, certamente si parlerà di un possibile cambio di tecnico. Dopo tre giornate sarebbe un vero record. D’altronde, a cosa stiamo assistendo? Con Stroppa, almeno, la squadra creava tanto, tantissimo. E non concretizzava. Poi la qualità ha fatto tremendamente la differenza fino alla straordinaria nottata della Spezia. Non si può nemmeno dire che non sia stato fatto mercato, tutt’altro: Botturi ha prelevato alcuni degli elementi migliori della categoria.

La svolta è necessaria, e al più presto. Un tale monologo degli avversari della Cremonese allo Zini non si era visto nemmeno in Serie A, in nottate che sarebbero potute essere ancora più dure.

Andrea Ferrari

Caporedattore, Content Manager e Social Media Manager

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