La Cremonese batte il Pisa per 3-0 e accorcia sul Lecce. La vittoria è rotonda, poco importa se gli avversari si sono autosabotati
Cremonese-Pisa potrebbe ben presto entrare di diritto tra le immagini da far vedere nel test di Rorschach, ovvero quei disegni ambigui utilizzati per diagnosticare la schizofrenia in alcuni pazienti e poi diventato di uso comune anche in altri ambiti, come la selezione del personale. Una vittoria rotonda e mai in discussione sembra quasi sporcata dall’atteggiamento del Pisa che finisce presto in 9 uomini e consegna la gara alla Cremo. Ciò non deve tuttavia sminuire la vittoria dei grigiorossi.
FINALMENTE BARBIERI – Dopo sei panchine consecutive – ovvero l’intera gestione Giampaolo – Barbieri trova finalmente una maglia da titolare. L’ex Pisa viene schierato come esterno destro di centrocampo al posto dell’infortunato Floriani Mussolini. Dall’altro lato si riprende il posto Vandeputte dopo i problemi familiari che l’hanno costretto a un rapido viaggio in Belgio a inizio settimana. In mezzo ci sono le conferme di Maleh e Grassi, davanti c’è il tanto atteso rientro di Vardy che fa coppia con l’insostituibile Bonazzoli. L’infortunato Baschirotto è rimpiazzato da capitan Bianchetti che completa la solita difesa con Luperto, Terracciano e Pezzella. Hiljemark dà invece spazio agli acquisti di gennaio: in mezzo al campo c’è Loyola, davanti Stojilkovic. Titolare anche Touré, autore del gol che ha deciso la gara dell’andata.
GAMBE CHE TREMANO – A inizio gara è evidente la voglia della Cremonese di provare a indirizzare la partita. Le gambe però non sempre rispondono agli stimoli che partono dal cervello: l’emozione gioca un brutto scherzo e tanti grigiorossi appaiono bloccati. Bonazzoli, il faro della Cremo, è spesso ostacolato da marcature al limite della legalità e non riesce a lanciare Vardy, che staziona sulla linea difensiva avversaria come un pensionato il primo del mese alle poste. Come a Parma la fascia sinistra funziona: Vandeputte e Pezzella giocano bene in coppia e fanno i movimenti giusti. A destra Barbieri finalmente porta un po’ di ciccia, ciò che manca è l’apporto di Terracciano, che ha sì compiti più difensivi rispetto all’ex Empoli ma che comunque dovrebbe essere più reattivo nel supportare la manovra.
GOL DA CAMPIONE – La gara cambia a metà prima frazione. Mentre la Cremonese si scontra ancora una volta contro i propri insormontabili limiti tecnici e non riesce a portare pericoli dalle parti di Semper, Bozhinov (già ammonito per un fallo su Barbieri) stende Bonazzoli in mezzo al campo e lascia il Pisa in 10. Il cartellino rosso toglie un po’ di brutti pensieri dalle teste grigiorosse. Serve comunque una giocata individuale per sbloccare la partita. Il movimento sulla sinistra è ancora una volta giusto, con Vandeputte che si abbassa e crea lo spazio per la sovrapposizione di Pezzella, lanciato da Luperto. Il contrasto con Moreo fa arrivare palla a Vardy che dal limite fa partire un mancino velenosissimo che non lascia scampo a Semper. Le teste grigiorosse sono ora quasi libere. Non del tutto, perché nonostante diverse occasioni in contropiede la Cremo tradisce ancora un certo nervosismo e chiude il primo tempo con un solo gol di vantaggio.
NON INTERFERIRE COL NEMICO – La Cremonese riparte nel modo giusto. Complici le scelte discutibili di Hiljemark, che si copre nonostante lo svantaggio, i grigiorossi prendono fiducia e trovano subito la ripartenza giusta che permette a Bonazzoli di siglare il 2-0 (assist di Vandeputte). Giampaolo fa sua una massima di Napoleone: mai interrompere il nemico mentre sta facendo un errore. I grigiorossi lasciano fare il Pisa e si limitano al compitino. Sono proprio i nerazzurri a scrivere la parola fine sulla gara, quando Loyola entra in maniera scriteriata su Pezzella e lascia i compagni in 9. Il mister grigiorosso ha tutto il tempo per gestire l’ultima mezz’ora in cui dà qualche minuto a chi ha giocato meno e sostituisce i diffidati. Il 3-0 di Okereke a ridosso del novantesimo scrive la parola fine su una partita mai in discussione.
A VOLTE UN SIGARO È SOLTANTO UN SIGARO – Pare che a un certo punto qualcuno abbia detto a Freud, accanito fumatore, che la sua continua voglia di sigari simboleggiasse in realtà una latente omosessualità, espressa in maniera inconscia con il gesto di portare alla bocca un oggetto dalla forma fallica come appunto il sigaro. Freud avrebbe risposto con la celebre massima: “A volte un sigaro è soltanto un sigaro”. Poco importa che la citazione sia stata attribuita in maniera errata per diversi anni allo psicoanalista austriaco, noi ci prendiamo il significato traslato: a volte una vittoria è soltanto una vittoria. Poco importa che il Pisa abbia fatto di tutto per autosabotarsi; poco importa che i grigiorossi abbiano tremato a inizio gara. Nessuno pensava di vincere facilmente pur contro un avversario già retrocesso, e invece sono arrivati tre punti facili. Fossimo a inizio stagione potremmo fare tutte le analisi di questo mondo, ora invece quello che conta sono i tre punti e la classifica. Prendiamoci tutto quello che c’è di buono quindi: dal rientro di Vardy alla voglia di Barbieri, da qualche azione pregevole palla a terra alla maturità con cui si sono affrontati certi momenti della gara. Ci siamo comprati un’altra settimana di speranza.
