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Cremonese, squadra che perde non si cambia
Cremonese, squadra che perde non si cambia

Contro l’Udinese arriva un buon punto, il quinto in campionato: la Cremonese è viva, per la vittoria però serve migliorare ancora

Da buon toscano mister Alvini ha ben pensato di rivisitare il classico adagio “squadra che vince non si cambia”. Nell’ennesima gara delicata dell’ultimo mese il mister schiera la stessa Cremonese che ha perso lunedì contro la Samp, il punto più basso di questo inizio di campionato. Prestazione e risultato tuttavia gli danno ragione.

A SPECCHIO – Nonostante un Lochoshvili non al meglio Alvini riparte quindi dal 3-5-2 e dagli uomini usciti sconfitti dal Monday Afternoon. La scelta di accantonare la difesa a quattro non era stata saggia contro la squadra di Stankovic: l’assenza di esterni offensivi aveva impedito alla Cremo di sfruttare i punti deboli della Samp e di andare a puntare i terzini con giocatori in grado di saltare l’uomo. Contro l’Udinese invece la scelta è funzionale. I grigiorossi giocano a specchio, visto che Sottil si dispone a sua volta con il 3-5-2.

FIDUCIA – Ma non c’entra solo il modulo. La scelta del mister di riproporre gli stessi undici ha almeno altre due chiavi di lettura. In primis (e non è scontato, visti i risultati) Alvini è contento di quello che la squadra sta dando dal punto di vista del gioco. Lo ha confermato a più riprese nelle conferenze pre e post Udinese. In secondo luogo il tecnico ha voluto mettere in pratica quando dichiarato, dando fiducia ai giocatori: spesso quando i risultati non arrivano si cerca di cambiare per il puro gusto di farlo, con il rischio di azzerare i progressi fatti. Schierando la stessa Cremonese il mister ha mandato il chiaro messaggio che ha fiducia nella propria squadra.

SOFFERENZA E RIPARTENZA – Il tornado Udinese in fin dei conti dura meno di venti minuti. L’impatto dei bianconeri è devastante ma la Cremo regge grazie a due paratone di Carnesecchi (scusami, dovevo metterti almeno mezzo voto in più) e alle chiusure di Aiwu. Il braccetto destro gioca la sua miglior partita in grigiorosso e aiuta una difesa in difficoltà, soprattutto nella parte sinistra dove Lochoshvili e Valeri vanno in difficoltà contro Pereyra, Lovric e Perez. La colpa è soprattutto di Meité: il centrocampista non segue gli inserimenti del pari ruolo friulano, lasciando l’inferiorità numerica. La prestazione del francese è forse la nota stonata della giornata.

PROVVIDENZA BUONAIUTO – Il turning point della partita è l’infortunio di Dessers, arrivato a metà primo tempo. Al suo posto Alvini manda in campo Buonaiuto e la Cremonese cambia volto. Il buon Cristian comincia a correre e pressare, crea occasioni e la superiorità numerica. Senza nulla togliere a Dessers, al quale auguriamo un pronto recupero (ma potrebbe volerci un po’), la Cremo in questo momento ha troppo bisogno della qualità di Buonaiuto nel reparto avanzato. Da quando Alvini ha deciso di abbassare il baricentro la squadra si è trovata sì più coperta ma senza la qualità necessaria per ripartire con efficacia. Quando arriva il recupero palla servono troppi tocchi per arrivare nella metà campo avversaria e le difese sono ormai schierate. In questi casi Buonaiuto diventa indispensabile: è l’unico giocatore che riesce a mettere la palla dove vuole nelle aree affollate delle difese avversarie.

PIÙ CREMO, MENO UDINESE – A differenza da quanto dichiarato nel post partita da mister Sottil, è la Cremo a fare la partita nella ripresa. I grigiorossi spingono ma non pungono, se non quando Buonaiuto decide di scartare mezza squadra e provare il tiraggir. Come in tante altre partite la Cremo non certifica il predominio territoriale con altrettante occasioni. La squadra fa una fatica tremenda ad arrivare in area e l’unica soluzione al momento resta la palla alta per il colpo di testa di Okereke. A tre giornate dalla sosta la società deve già pensare al mercato di riparazione, perché senza innesti di qualità questa squadra è destinata ad arginarsi su tutte le trequarti dei campi di Serie A.

IL VENTO GIRA – È anche lecito pensare che forse il vento sta finalmente cambiando. Perché all’ultimo secondo di partita l’Udinese ha la palla del vantaggio ma Deulofeu spreca clamorosamente davanti a Carnesecchi. La sconfitta avrebbe ancora una volta condannato la Cremo ben oltre i propri demeriti. Arriva invece un punto che fa morale e alla fine accorcia pure la classifica, visto che la salvezza è a meno tre. Tre sono anche le giornate che mancano alla lunga sosta invernale. In attesa di un mercato corposo e qualitativo servono raggranellare altri punti utili a restare attaccati al treno. A partire da sabato prossimo contro la Salernitana.

Nicola Guarneri

Direttore Responsabile

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