Il cambio di contesto tattico ha inciso sul rendimento di Sernicola, che lascia la Cremo dopo aver scritto una pagina importante della sua storia
INCASTRI TATTICI – Ci sono storie che, nel calcio, sembrano prendere una direzione diversa non tanto per il valore del giocatore, quanto per una serie di incastri che non si allineano mai. Quella di Leonardo Sernicola alla Cremonese è una di queste. Nelle ultime due stagioni, prima con Giovanni Stroppa e poi con Davide Nicola, i grigiorossi hanno puntato con continuità sul 3-5-2, un sistema che ha inevitabilmente limitato le caratteristiche del terzino ormai ex Cremonese. Sernicola, infatti, ha sempre dato il meglio di sé in una difesa a quattro, ruolo in cui può sfruttare corsa, qualità tecnica e capacità di accompagnare l’azione senza i compiti più specifici richiesti a un quinto di centrocampo.
IL CONTESTO IDEALE – È forse questo il più grande rimpianto. Le qualità atletiche e tecniche per ritagliarsi uno spazio stabile anche in Serie A non gli sono mai mancate, come dimostra l’ottima stagione 2022/2023 (memorabile il suo gol a Marassi contro la Sampdoria). Un’altra dimostrazione che nel calcio conta soprattutto trovarsi nel posto giusto al momento giusto è Emanuele Valeri, suo pari ruolo sulla fascia e calciatore di livello simile che è potuto definitivamente consacrarsi a Parma grazie ad un contesto tattico ideale. A Sernicola, invece, è mancato quell’incastro perfetto che spesso fa la differenza nella carriera di un calciatore.
LA CAVALCATA IN SERIE A – Al di là di come si sia conclusa la sua avventura in grigiorosso, resta il ricordo di un professionista esemplare e di un protagonista della storica promozione in Serie A del 2022, conquistata con prestazioni, corsa e spirito di sacrificio. A Leonardo Sernicola, ora al Benevento, va il grazie di tutto il popolo grigiorosso per quanto dato alla maglia della Cremonese, con l’augurio che possa trovare quel contesto capace di valorizzare fino in fondo le sue qualità.
