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Cremonese, serbo amaro
Cremonese, serbo amaro

Prima sconfitta allo Zini per la Cremonese che perde contro la nuova Juventus di Spalletti: non basta un grande secondo tempo dei grigiorossi

A prescindere dal futuro della Cremonese, della Juventus e di Spalletti, il vincitore della settimana è solo uno: l’Amaro Montenegro (no, non è lo sponsor di questo articolo, ma qualora volesse farsi pubblicità su Cuore Grigiorosso non ci tireremmo indietro). Proprio nel giorno del lancio dello spot del famoso amaro con Totti e Spalletti quest’ultimo ha firmato con la Juve, dando grande risalto anche alla pubblicità e al marchio del liquore. E come poteva iniziare il match dello Zini? Spoiler: con il gol di un serbo (ma di quello che non ti aspetti).

GLI STESSI UNDICI – L’infermeria è ancora piena e Nicola decide di dare un segnale forte. Con la Juventus scendono in campo gli stessi undici che hanno sbancato Genova solo tre giorni prima. Restano quindi in panchina tutti i papabili titolari che avevano riposato mercoledì. Bonazzoli è ancora preferito a Vazquez, alla quarta panchina consecutiva. Parte fuori Faye, che avrebbe potuto dare respiro a uno tra Bianchetti e Floriani Mussolini. Out anche Sarmiento, ancora alla ricerca della prima maglia da titolare. In panchina si rivede anche Valoti, reintegrato a causa delle tante assenze in mezzo al campo.

AMARO SERBO – Una partita già difficile di per sé, contro un avversario abituato a giocare per altri obiettivi, trova ulteriori complicazioni nel recente cambio di allenatore. Spalletti la pensa giusta e trolla tutti, coinvolgendo staff e media manager che sui social bianconeri schiera la Juventus con un 4-3-3. In campo invece si vede un inedito 3-4-2-1 con Koopmeiners braccetto mancino di difesa e la coppia McKennie-Openda alle spalle di Vlahovic. La Juve parte forte e anche grazie alla sorpresa tattica trova subito il gol con Kostic, abile a farsi trovare al posto giusto al momento giusto. Nella prima mezz’ora il ritmo imposto dalla Juve è troppo per una squadra che arriva da 90 minuti tiratissimi contro il Genoa. Il pressing dei bianconeri impedisce ai grigiorossi di partire dal basso, la Cremo non riesce a superare la trequarti e si aggrappa alle discese di Barbieri, l’unico in grado di portare palla in zone potenzialmente pericolose. Sull’altra fascia i grigiorossi ballano: Bianchetti è poco pulito in fase di costruzione e distratto sugli inserimenti dei bianconeri, Floriani Mussolini ancora una volta dimostra di non essere a suo agio sulla corsia mancina.

CI PENSA JARI – Nella ripresa la Cremonese aggredisce il match e la partita si ribalta: sono i grigiorossi ad attaccare con convinzione e a creare pericoli dalle parti di Di Gregorio, mentre la Juve difende e cerca di ripartire appoggiandosi a Vlahovic, che rende la vita dura a Baschirotto. Il cambio di passo della Cremo coincide con lo spostamento di Vandeputte in cabina di regia. Il belga, dopo un mezzo errore sul gol di Kostic, reagisce da campione e prende per mano la squadra ergendosi a leader tecnico e carismatico. Barbieri si conferma ad alti livelli, Vardy trova finalmente spazi per fare male, allargandosi sulla sinistra e mettendo in mezzo palloni pericolosi. Per assurdo, è in questi minuti che la Cremo perde la partita, perché nonostante lo sforzo non riesce a capitalizzare le occasioni. Appena i grigiorossi rifiatano la Juve punisce con Cambiaso, il più lesto a raccogliere la respinta di Terracciano sul cross di Conceicao. Ancora una volta la Cremo concede troppo sulla corsia mancina, unica vera nota stonata della serata.

SEMPREVARDY – Nicola mischia le carte, butta dentro Sarmiento, Vazquez, Faye e Johnsen. Se l’impatto dell’ecuadoregno non è il solito, quello del Mudo è terapeutico. Non è solo questione di tecnica (quella ce l’ha pure Bonazzoli) ma anche di fisicità e di tempi di giocata. Vazquez regge l’urto con il centrocampo della Juve, usa il fisico per tenere palla e non affrettare la giocata, effettuandola solo quando il movimento dei compagni avviene nei tempi corretti. La Cremonese si sbilancia e alla fine trova il gol con il sempreverde Vardy, autore di una rete pazzesca per caparbietà, capacità atletiche e tecniche. Sul lancio non perfetto di Johnsen l’ex Leicester fa sembrare Gatti di marmo, vince il duello fisico, scappa palla al piede e col destro fulmina Di Gregorio. Nel finale mancano le forze ai grigiorossi per provare ad abbozzare un assalto credibile. Il fatto che la sconfitta lasci l’amaro in bocca la dice lunga sulle aspettative che questa squadra genera nei tifosi.

TESTA A PISA – L’inizio di campionato della Cremonese resta straordinario. I grigiorossi hanno ampio margine sulla zona retrocessione e si ritrovano a novembre con due sole sconfitte, peraltro contro due corazzate come Inter e Juventus. Le prestazioni ci sono sempre state e anche contro i bianconeri si è venduta cara la pelle. Ora serve un ultimo sforzo prima di una benedetta sosta che permetterà ai grigiorossi di recuperare giocatori preziosi per fare rifiatare chi sta tirando la carretta. Venerdì a Pisa va in scena uno scontro-salvezza che è importante non perdere, contro una squadra che può sembrare in difficoltà ma che in realtà sta offrendo prestazioni solide e si sta rivelando difficile da battere. La sconfitta contro la Juventus va subito archiviata e bisogna ripartire. Nessun dubbio che non sarà così. Nicola ha già ampiamente dimostrato di saper toccare le corde giuste per reagire a ogni tipo di risultato.

Nicola Guarneri

Direttore Responsabile

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