Licina e Berti al centro del “nuovo” 4-2-3-1 di Pecchia, che valorizza con certezza le caratteristiche della Cremonese
Il ritorno di Fabio Pecchia sulla panchina della Cremonese è una scelta che convince sotto diversi punti di vista. Non soltanto per il legame con la promozione conquistata nel 2022, ma soprattutto perché le sue idee sembrano adattarsi bene alle caratteristiche della rosa attuale. Pecchia conosce l’ambiente, la categoria e le pressioni che accompagnano una squadra costruita per competere ai vertici. Soprattutto, è un allenatore con un’identità precisa, capace di proporre un calcio dinamico, coraggioso e orientato alla valorizzazione della qualità individuale. La sua Cremonese dovrà probabilmente ritrovare certezze in fretta, ma la sensazione è che questa squadra possa riconoscersi più facilmente nei suoi princìpi.
UN MODULO NELLE CORDE – Il sistema di riferimento sarà con ogni probabilità il 4-2-3-1, modulo utilizzato con continuità sia nella precedente esperienza grigiorossa sia negli anni trascorsi a Parma. Non si tratta però di una struttura rigida: in possesso Pecchia chiede mobilità, scambi di posizione e occupazione razionale degli spazi. La prestazione disputata al Tardini ha già mostrato quanto questo assetto possa adattarsi alla Cremonese. La squadra è apparsa più equilibrata, ha occupato meglio l’ampiezza e ha trovato maggiori soluzioni tra le linee. Quella partita non può naturalmente cancellare le difficoltà emerse nelle prime giornate, ma ha dimostrato che la rosa possiede gli interpreti per sostenere un sistema di questo tipo.
QUALITÀ E UNO CONTRO UNO – Uno degli aspetti più riconoscibili del calcio di Pecchia riguarda la composizione della linea alle spalle della punta. Sugli esterni il tecnico predilige giocatori tecnici, rapidi e capaci di creare superiorità attraverso l’uno contro uno. Non semplici ali ferme sulla linea laterale, ma calciatori liberi di accentrarsi, dialogare nello stretto e attaccare lo spazio, lasciando eventualmente la corsia alla sovrapposizione del terzino. È proprio in questa zona che la Cremonese dovrà trovare quell’imprevedibilità mancata troppo spesso nelle prime partite. Calciatori capaci di saltare l’uomo e rompere la struttura avversaria possono diventare fondamentali, perché il gioco di Pecchia vive di ritmo, movimento e continue connessioni offensive.
BERTI PUÒ DIVENTARE IMPORTANTE – La posizione più interessante è però quella del trequartista. Nella Cremonese della promozione veniva occupata soprattutto da Gianluca Gaetano e Nicolò Fagioli. Due giocatori valorizzati da un sistema che permetteva loro di ricevere molto il pallone e incidere attraverso tecnica, visione e capacità di trovare spazi. Nella rosa attuale Berti sembra avere le caratteristiche ideali per raccogliere quella responsabilità. Possiede qualità nel controllo, capacità di inserimento e sensibilità nell’occupare gli spazi tra centrocampo e difesa. Può abbassarsi per favorire la costruzione, muoversi alle spalle dei mediani avversari oppure attaccare l’area quando la punta viene incontro. Con Pecchia potrebbe diventare il giocatore chiamato a collegare i reparti e a dare continuità alla manovra offensiva. Nelle heatmap si può chiaramente osservare come il modo di interpretare il ruolo di Berti (la mappa riguarda la stagione passata a Cesena in cui ha ricoperto proprio il ruolo di trequartista nel 4-2-3-1) simili a quello di Fagioli e Gaetano.

Fonte heatmap: Sofascore

Fonte heatmap: Sofascore

Fonte heatmap: Sofascore
BARBIERI E LA SPINTA DEI TERZINI – Anche i terzini ricopriranno una funzione determinante. Pecchia chiede loro coraggio, intensità e capacità di accompagnare l’azione, soprattutto quando gli esterni offensivi entrano dentro al campo. Il rientro di Barbieri, da questo punto di vista, potrà rappresentare un passaggio importante: la sua corsa, la propensione alla sovrapposizione e la capacità di attaccare la profondità sembrano sposarsi perfettamente con queste richieste. Dall’altra parte forse più Rocchetti che Pezzella può rappresentare il giocatore giusto per il calcio di Pecchia. La spinta dei laterali dovrà però essere accompagnata da un equilibrio preciso. Uno dei due mediani potrà abbassarsi per proteggere la squadra e facilitare l’uscita del pallone, mentre l’altro avrà maggiore libertà di avanzare. È un meccanismo già visto nella Cremonese 2021-22, quando Castagnetti si avvicinava spesso ai difensori e Fagioli poteva muoversi in avanti oppure coprire la salita del terzino.
IL DUBBIO BONAZZOLI – Uno dei principali interrogativi riguarda invece Federico Bonazzoli. Il miglior realizzatore grigiorosso della passata stagione è un giocatore offensivo di qualità, ma dovrà trovare la propria dimensione all’interno del 4-2-3-1. Pecchia, nel ruolo centrale alle spalle della punta, ha generalmente preferito un centrocampista offensivo capace di partecipare alla costruzione e garantire equilibrio occupando molte zone del campo (nella heatmap si può chiaramente vedere come Bonazzoli non abbia questa caratteristica), più che un secondo attaccante naturalmente portato alla fase offensiva. Per questo Bonazzoli potrebbe essere utilizzato soprattutto come prima punta, con la libertà di venire incontro e legare il gioco. Non sarebbe un centravanti classico, ma Pecchia ha già dimostrato di non avere necessariamente bisogno di un riferimento offensivo da 15-20 gol. Bonazzoli potrebbe alternarsi nel ruolo con gli altri attaccanti, offrendo una soluzione più tecnica e associativa o nella posizione di Licina a partita in corso. Molto dipenderà dalla sua disponibilità ad adattarsi ai movimenti richiesti e a partecipare alla prima pressione.

Fonte heatmap: Sofascore
I GOL POSSONO ARRIVARE DA TUTTI – La Cremonese della promozione del 2022 rappresenta il precedente più chiaro. Quella squadra non aveva un unico grande finalizzatore: i migliori marcatori in campionato furono Zanimacchia, Ciofani e Buonaiuto con otto reti, seguiti da Gaetano con sette e Di Carmine con cinque. I gol venivano distribuiti tra punte, esterni e centrocampisti, rendendo la fase offensiva meno prevedibile. Potrebbe accadere qualcosa di simile anche questa volta. Licina avrà un ruolo fondamentale ed è perfetto per gol e assist come fu per Zanimacchia nel 2021-22. La mancanza di un centravanti apparentemente destinato a segnare tra i 15 e i 20 gol non deve necessariamente trasformarsi in un limite, a condizione che la squadra riesca a portare più uomini dentro l’area. Gli inserimenti di Berti e Collocolo, la produzione degli esterni e il contributo delle diverse punte possono permettere alla Cremonese di costruire una pericolosità collettiva.
