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Cremonese, chi pareggia spiega
Cremonese, chi pareggia spiega

La Cremonese incappa in un altro pareggio; per centrare la vittoria manca ancora un ultimo e complicato step

Chi vince festeggia, chi perde spiega dice Julio Velasco. Eppure anche tutti questi pareggi fanno venir voglia di cercare un significato. Pur centrando una delle migliori serie della sua storia in Serie A (quattro partite consecutive senza perdere lontano dallo Zini, come successo solo nel 1994) il 2-2 di Salerno lascia l’amaro in bocca al tifoso cremonese perché l’appuntamento con la vittoria è ancora una volta rimandato.

FACCE NUOVE – A Salerno Alvini mischia le carte e butta in campo tanta gente nuova. C’è poco turnover e tanta sorte alla base delle scelte: Bianchetti è in permesso per la nascita della figlia (tanti auguri!), Dessers, Chiriches e Radu sono infortunati, così come Ascacibar, fermatosi alla vigilia. Scende in campo quindi una Cremo con tanti volti nuovi e ben tre esordi dal primo minuto: dietro debutta Hendry, davanti Buonaiuto e Tsadjout, la vera sorpresa della giornata.

FLIPPER – L’inizio è traumatico e complice i ritmi alti prima del quarto d’ora si è già sull’1-1 con le reti di Piatek e Okereke. Il 3-4-fantasia scelto da Alvini rende dura la vita ai difensori della Salernitana, ma facilita il lavoro del reparto offensivo di Nicola. In fase di possesso Buonaiuto, Okereke e Tsadjout si scambiano spesso di posizione, non dando punti di riferimento. Il numero 10 è ancora una volta l’ago della bilancia: si muove su tutto il fronte d’attacco, crea superiorità e scippa diversi palloni a Lovato che probabilmente oggi avrà bisogno di una seduta dallo psicologo. Enorme anche il lavoro di Tsadjout, migliore in campo: l’attaccante ex Milan fa sponde e distribuisce assist (come per lo splendido gol di Okereke), poi ripiega in fase difensiva lasciando alti i compagni più veloci e si piazza a uomo su Radovanovic.

CONTROPIEDE – Una Cremonese reattiva e rapida sulle seconde palle mette alle corde la Salernitana. I campani però hanno giocatori di esperienza, soffrono e ripartono con qualità. I grigiorossi sono spesso sbilanciati e concedono campo al contropiede. Meité e Pickel in mezzo al campo non riescono a bilanciare l’inferiorità numerica, Hendry non ha la velocità per chiudere i buchi dei compagni, così quando Lochoshvili sbaglia l’anticipo Coulibaly trafigge un Carnesecchi in giornata no. In un primo tempo dalle mille emozioni (compreso un rigore netto non dato a Tsadjout) è merito del tanto bistrattato Aiwu (fenomenale nell’uno contro uno) se la Cremonese non va negli spogliatoi con un passivo peggiore.

STANCHI – Il primo tempo a mille all’ora restituisce squadre stanche nella ripresa. La Cremo ci prova senza troppa convinzione, la Salernitana sembra accontentarsi di difendere perché non ha più le forze per ripartire. Uno scatenato Sernicola sfiora il gol, poi quando tutto sembra indirizzato verso la sconfitta arrivano i cambi, forse un po’ tardivi. Zanimacchia e Valeri portano energie fresche, Ciofani cattiveria e carisma, Castagnetti le geometrie mancate nei primi 80 minuti. Sono loro quattro a confezionare il gol finale: Casta pesca Valeri libero sulla sinistra, cross per Zanimacchia che viene atterrato da Fazio. Ciofani cerca di imitare Di Carmine, poi si ravvede e sulla respinta segna il gol del 2-2.

ULTIMO STEP – Come nelle precedenti giornate si arriva a fine gara con l’amaro in bocca, a cercare di spiegare come mai questa squadra pur essendo superiore all’avversario per larghi tratti della gara non riesca mai a uscire dal campo con i tre punti. Non può ovviamente esserci una spiegazione semplice in un gioco complicato e pieno di variabili come il calcio. Per fare questo ultimo step vanno corretti tanti piccoli difetti, che messi insieme diventano uno scoglio ad oggi insormontabile. In difesa si pagano a caro prezzo gli errori dei singoli: è toccato a Radu, ad Aiwu, a Bianchetti, a Hendry, ieri a Lochoshvili e Carnesecchi. In mezzo c’è il già citato problema della qualità: l’inserimento di Castagnetti non annullerebbe il gap con le altre squadre, ma comunque lo ridurrebbe. Davanti infine manca precisione: ieri Carnesecchi è rimasto inoperoso e ha subito gol negli unici due tiri nello specchio. La Cremonese invece deve creare tanto per segnare. Lo stesso Buonaiuto, pur tra i migliori, ha avuto la palla dell’1-2 ma ha calciato come faceva in Serie B, con la sicurezza di chi sa che prima o poi ci può riprovare. In Serie A invece serve tutt’altra cattiveria perché le occasioni pulite per segnare sono poche e vanno sfruttate.

CONTRO IL MILAN CON FIDUCIA – Con la salvezza sempre a tre punti i grigiorossi andranno a giocarsi martedì una delle tante sfide sognate nelle loro carriere. Allo Zini arriveranno i Campioni d’Italia del Milan, una partita proibitiva solo sulla carta (ma mancheranno Theo e Giroud, non due qualsiasi). Questa Cremo ha dimostrato di potersela giocare con tutti, e così farà anche con i rossoneri. Certo, Alvini dovrà studiare qualcosa di diverso: a prescindere dal modulo, non si potrà vedere una squadra così sbilanciata. Lasciare campo agli attaccanti rossoneri, Leao in primis, potrebbe non essere una scelta saggia.

Nicola Guarneri

Direttore Responsabile

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