Una bella Cremonese impatta in casa contro l’Udinese: i legni di Bonazzoli e Vazquez impediscono ai grigiorossi di tornare alla vittoria
Come disse una volta il grande Nassim Taleb, nessuno accetta il caso come causa del proprio successo, ma solo del proprio fallimento. E dopo ieri sera verrebbe voglia di dargli ragione. Perché se sembrava ingeneroso attribuire al fato il merito del grande inizio di stagione della Cremonese, ora sarebbe incoerente appellarcisi per giustificare un pareggio che ai grigiorossi sta più che stretto. Facciamo così: dopo i legni e le occasioni sprecate contro l’Udinese, la bilancia della Cremo è tornata in parità.
VARDY DAY – Come preannunciato alla vigilia da mister Nicola arriva il tanto atteso esordio di Jamie Vardy allo Zini. L’ex Leicester è impiegato dal primo minuto con Bonazzoli, la stessa coppia che ha chiuso la gara di San Siro contro l’Inter. A destra torna titolare Zerbin, a sinistra viene confermato Pezzella. Bondo retrocede a fare il mediano davanti alla difesa, al suo posto da mezzala destra gioca il fresco ex Payero, dalla parte opposta Vandeputte. Dietro con Bianchetti e Baschirotto c’è Terracciano, recuperato dopo l’infortunio accusato prima della sosta. Audero invece è ancora indisponibile, in porta gioca l’altro ex Silvestri.
VARDY CHE CREMO – L’inizio è di marca grigiorossa. Manco il tempo di seguire i primi movimenti di Vardy che si è già in piedi ad esultare per lo splendido stacco di testa di Terracciano (non notizia: assist di Vandeputte, già il terzo in campionato). La Cremonese non molla e caricata dal vantaggio contiene senza grosse difficoltà il tentativo di reazione dell’Udinese. Le gambe di Bondo finalmente girano a regime, l’ex Milan accalappia palloni e segue gli inserimenti avversari come un cane da guardia (per info chiedere allo spazientito Zaniolo). Payero vuole farsi rimpiangere e in mezzo al campo picchia duro, andando a infastidire il possesso basso della squadra friulana. Vandeputte sfodera un primo tempo super: è presente in entrambe le fasi, recupera e riparte, sfiora il gol con un tiro a giro e serve un altro assist a Bonazzoli per una clamorosa traversa. Il primo tempo si chiude incredibilmente tra i rimpianti, perché l’1-0 sta stretto ai grigiorossi.
DISATTENZIONE FATALE – Nella ripresa la Cremo paga al primo errore. Basta una ripartenza concessa per un banale errore sulla trequarti per farsi riprendere. Con la squadra sbilanciata, Zaniolo è tutto libero di colpire di testa e prendere in controtempo Silvestri, fin lì mai impegnato. Dopo il gol subito i grigiorossi sono bravi a non disunirsi e a recuperare le distanze in campo, venute meno a inizio ripresa dopo il grande sforzo fatto nei primi 45 minuti. Nicola mette mano ai cambi: dentro Barbieri e Lordkipanidze, poi Sarmiento e Vazquez. I grigiorossi tornano ad essere competitivi anche sul piano fisico, grazie al solito, straripante Bondo. È proprio la Cremo ad avere le occasioni per passare in vantaggio: Vardy, ben imbeccato da Bonazzoli, calcia addosso a Okoye dopo 50 metri di corsa, Vazquez prende il palo su punizione. In pieno recupero l’ultima occasione: ancora Vardy, su suggerimento di un positivo Sarmiento, fa tutto bene ma trova la deviazione miracolosa di Kabasele. Finisce 1-1: il punto è importante, nonostante i rimpianti.
INDICAZIONI POSITIVE – Dalla serata delle prime volte – di Vardy allo Zini e di Lordkipanidze in maglia grigiorossa (che bello vedere esordire un ragazzo del vivaio) – la Cremonese si porta via tante indicazioni positive. In primis quella della condizione: i grigiorossi stanno bene e tolto un piccolo blackout a inizio ripresa hanno dimostrato di poter giocare con intensità per novanta minuti contro una squadra fisica e di livello come l’Udinese. In secondo luogo dai singoli. Nonostante proclami e aspettative c’erano inevitabilmente dei dubbi su Vardy, a quasi due mesi dal suo arrivo. L’inglese ha risposto con una prestazione che lascia poco spazio alle interpretazioni. Ha lottato per novanta minuti su ogni pallone, ha attaccato la profondità e fatto a sportellate con i difensori avversari. Certo, è mancato il gol, ma ciò che importava era capire a che punto era l’inserimento dell’ex Leicester nel mondo Cremo: tutte le perplessità sono sparite al 93’, quando è andato a liberare con cattiveria l’area grigiorossa sull’ultimo corner per l’Udinese.
BILANCIA IN PARITÀ – Poco più su parlavamo di Taleb, del fato, eccetera. Alcuni lo chiamano cinismo, altri fortuna, tant’è che in un paio di occasioni forse i grigiorossi hanno raccolto più di quanto seminato. Dopo ieri sera però possiamo dire che la bilancia è tornata nettamente in parità, perché è stata l’Udinese a tornare a casa con un punto più del dovuto. Basta con le chiacchiere quindi, perché questa classifica è più che meritata. E se è vero che la Cremonese avrebbe potuto tornare alla vittoria, è anche vero che questa prestazione fa bene soprattutto all’autostima di una neopromossa che – non dimentichiamo – veniva da una pesante sconfitta a San Siro. Bene così quindi: la squadra c’è, punti e prestazioni sono lì a dimostrarlo.
