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Cremonese, ora i jolly sono davvero finiti: i calendari a confronto
Cremonese, ora i jolly sono davvero finiti: i calendari a confronto

O la Cremonese darà una vera sterzata al proprio girone di ritorno, altrimenti si fa durissima: il cammino è in picchiata, le altre collezionano exploit

Ci voleva anche la vittoria del Lecce, in questo weekend, per rendere ancora più amara e triste la situazione della Cremonese, che non trova i tre punti proprio dalla sfida con i salentini dello scorso 7 dicembre. Da quel momento, in 11 giornate, appena 4 punti e 3 gol. E sempre le stesse frasi: «Siamo tranquilli, siamo fiduciosi, rimaniamo calmi, ci sono ancora X giornate, ogni partita è un’occasione di crescita, c’è ancora qualcuno che non ha ancora capito cosa significa giocare in questa categoria». Ora, cara Cremo, i jolly sono finiti: restano 13 battaglie, 13 finali, perché il vantaggio accumulato nella prima parte di stagione è stato dissipato del tutto.

CAMBIAMENTO NETTO – Come può un tifoso con la Cremo nel cuore a rimanere «calmo e fiducioso» se la propria squadra del cuore non riesce a carburare da mesi? Come può rimanere «sereno» se alla squadra manca da tempo lo spirito combattivo che dovrebbe contraddistinguere le squadre che lottano per la salvezza? Non è una questione di fortuna, di sfortuna o di episodi: la Cremo della prima parte di stagione i risultati se li andava a prendere, con grinta, con l’atteggiamento giusto, sfruttando gli episodi a favore. Episodi che capitavano perché la squadra – appunto – metteva in campo qualcosa di diverso. Al termine della giornata 14, dopo il 2-0 al Lecce, i punti di vantaggio sul terzultimo posto erano 10. Oggi, dopo due mesi e mezzo, sono 3, e non ci sono più compagini di mezzo. C’è la Fiorentina a 21, che da mesi ha cominciato un percorso che – numeri alla meno – dovrebbe portarla in breve tempo fuori dalle sabbie mobili.

ALLARMEIl campanello d’allarme è suonato da tempo. Fin da quel 7 novembre, quando la Cremonese è uscita sconfitta dalla Cetilar Arena di Pisa: buona prestazione, sì, ma un risultato che ancora oggi pesa moltissimo. E lo avevamo detto, in tempi nemmeno così poco sospetti. Touré regalò alla squadra allora guidata da Gilardino la prima e unica vittoria – fin qui – del loro campionato. Vorrà dire qualcosa, oppure no? Non fu solo una serata storta. La Cremo, purtroppo, appare “spenta” da troppo tempo, tanto che negli scontri diretti in casa con Cagliari, Verona e Genoa ha racimolato appena 3 punti, per poi perdere lontano dallo Zini con Fiorentina, Torino e Sassuolo, altre squadre in lizza per la salvezza (i dati dicono questo). Bisogna tirare fuori il massimo fin dalla partita di domenica a Roma contro i giallorossi di Gasperini: non si guarda più all’avversario, i punti vanno fatti sempre, senza e senza ma. Servirà sì una prestazione opaca da parte degli uomini di Gasperini, ma la Cremo dovrà dare tutto dal primo al centesimo minuto.

CAMMINI – Realisticamente parlando, per quanto abbiamo osservato fino a questo momento, sono Genoa e Lecce le altre concorrenti al terzultimo posto in classifica a fine stagione, quello che varrà la retrocessione in B insieme agli ultimi due. Non è solo una questione di punti: Parma, Sassuolo, Udinese, Cagliari e Fiorentina hanno dimostrato di avere organici superiori. A rischio, più di altre, c’è il Torino, che vive una situazione complicatissima anche da punto di vista ambientale, ed è a soli 3 punti dal trittico Cremo-Lecce-Genoa. I grigiorossi, dopo le partite proibitive con Roma e Milan, avranno di fila Lecce, Fiorentina, Parma, Bologna, Cagliari e Torino: in un mese e mezzo ci si gioca tutto. E per davvero. Molto più complicato il cammino del Lecce: Inter e Como subito, quindi Cremonese, Napoli, Roma, Atalanta e Bologna. Alla terzultima la Juventus, all’ultima il Genoa (magari ancora in ballo per la salvezza stessa). Per il Genoa nel weekend c’è lo scontro diretto col Torino, quindi Inter e Roma di fila. Dopo Verona e Udinese ci sarà la Juventus; il finale sarà tostissimo con Atalanta, Fiorentina e Milan prima della delicatissima sfida del Via del Mare di Lecce.

Riemergere, in casa Cremo, è possibile? Sì, non ci sono dubbi. Tutto parte, in primis, dal gruppo squadra: una vittoria darebbe nuova linfa e fiducia a tutti, ma per raggiungerla – questa vittoria – serve proprio cambiare atteggiamento e proporre idee nuove a una squadra diventata, da mesi, altamente prevedibile per uomini, gioco, organizzazione.

Redazione

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