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Cremonese, not today
Cremonese, not today

La Cremonese imbriglia il Como e resta imbattuta, trovando un altro prezioso punto nella lunga corsa alla salvezza

Sapete qual è la probabilità che dopo 10 lanci in cui una moneta cade dalla parte della croce, l’undicesimo lancio esca ancora croce? La stessa di tutti quelli precedenti, ovvero 50%. Ogni lancio è un evento indipendente e non ha memoria statistica. Il calcio invece (un po’) sì, ed è forse per questo che tra il tifo cremonese alla vigilia della trasferta di Como aleggiava una certa sensazione: speriamo di non prendere l’imbarcata. Dopo quattro gare senza sconfitte c’era un po’ il timore che fosse arrivato il momento del primo k.o.. E d’altronde la squadra di Fabregas era quanto di più ostico per la Cremo, che ha già dimostrato di soffrire i giocatori rapidi e tecnici. Le partite tuttavia, come i lanci delle monete, sono indipendenti l’una dall’altra ed è forse vero il contrario, seppur controintuitivo: meno perdi e meno perderai.

ATTACCO LIGHT – Nonostante le dichiarazioni nella conferenza prepartita (che lasciavano presagire a un cambio di modulo) e qualche defezione, Nicola schiera la Cremonese con il solito 3-5-2. I volti in campo però non sono i soliti. Non c’è infatti la coppia sudamericana Vazquez-Sanabria, già schierata due volte allo Zini, ma un attacco più leggero formato da Bonazzoli e Johnsen. Bondo gioca da mezzala destra al posto di Collocolo, che ne avrà per un po’. Dall’altra parte non c’è Vandeputte, non brillantissimo contro il Parma: gioca Payero, all’esordio dal primo minuto nonostante una condizione non ancora ottimale. Dietro è recuperato Bianchetti dopo la botta alla testa rimediata domenica scorsa allo Zini. In porta Silvestri e non Audero, fermato da un problema nel riscaldamento.

CORTI E STRETTI – Nicola chiede alla Cremonese un grande lavoro senza palla. Bonazzoli e Johnsen si sbattono parecchio e sono sempre sotto la linea del pallone, andando a fare la prima azione di disturbo anche quando il Como ha il baricentro alto. Ciò permette ai centrocampisti di poter giocare in spazi contenuti e avere l’occasione di andare a raddoppiare velocemente nei casi in cui i trequartisti di Fabregas puntano l’uomo. Ne esce un primo tempo di grande equilibrio, in cui i padroni di casa fanno la partita e i grigiorossi si difendono con ordine. Grassi giganteggia in questo contesto tattico, perché non viene puntato in campo aperto (dove va in difficoltà) e gioca praticamente da libero del centrocampo, andando a intercettare tutti i suggerimenti per le punte. A differenza di Verona la Cremo non si fa schiacciare perché Johnsen, fondamentale in questo scorcio di gara, vince diversi duelli aerei e riesce a fare alzare la squadra pur giocando in un ruolo non del tutto ideale per lui in cui è spesso cercato con l’uomo alle spalle. Per una buona mezz’ora Nicola sembra aver messo la museruola anche a Nico Paz, azzeccando ogni mossa.

ROBE DA PAZ – E invece, quando meno te lo aspetti, il Como passa in vantaggio. Terracciano, intimorito dalla velocità di Rodriguez, non affonda l’intervento e lo spagnolo scappa indisturbato sul fondo linea prima di servire Nico Paz per il facile tap-in. Alla prima disattenzione la Cremonese va sotto: bentornata Serie A. I grigiorossi non si scompongono e tengono botta, consapevoli che la partita è lunga e le occasioni arriveranno. Come a fine primo tempo, quando Baschirotto in proiezione offensiva calcia sull’esterno della rete la bella palla di un più che positivo Payero, protagonista di un ottimo esordio da titolare. È la prima volta che la Cremo si fa vedere dalle parti di Butez ed è un buon segnale: vuol dire che i grigiorossi stanno seguendo uno schema preciso, come poi confermato da mister Nicola nelle dichiarazioni post-gara.

CAMBI DECISIVI – Nella ripresa Nicola inserisce subito Floriani Mussolini al posto di un opaco Zerbin. Il boost è evidente, la Cremonese trova nella velocità dell’esterno arrivato dalla Lazio un’arma importante per portare palla nelle zone dove si può fare male. Tolti un paio di pericoli sventati da un buon Silvestri, la Cremo prende in mano la partita e inizia a diventare pericolosa. Gli ingressi di Vazquez e Sanabria alzano il livello offensivo e arriva il meritato pareggio: Floriani Mussolini guadagna un bel corner, il Mudo lo calcia alla perfezione e Baschirotto, come a Milano, svetta per il gol (stavolta dell’1-1). L’espulsione dubbia di Rodriguez per reazione su Terracciano toglie un po’ di sofferenza nel finale, dove forse la Cremo potrebbe osare di più per cercare i tre punti. La sensazione è che anche in parità numerica il Como non sarebbe riuscito ad abbattere l’ottimo fortino grigiorosso.

AVANTI COSÌ – L’ennesimo punto guadagnato contro un avversario di livello incensato dalla stampa e l’imbattibilità prolungata sono solo due tra le belle indicazioni che la Cremonese si porta via da Como. Tra i tre pareggi di settembre, questo è decisamente il più convincente sotto tanti punti di vista. La squadra è in crescita costante e dimostra che i passi avanti fatti contro il Parma (dopo la prova poco convincente di Verona) non sono casuali. Gli uomini di Nicola hanno giocato 90 minuti ad alto livello, mettendo in mostra una condizione in crescita rispetto alle ultime uscite. Nella ripresa si sono viste buone cose anche in fase di possesso, forse l’aspetto meno convincente (inevitabilmente) in questo sfavillante inizio di stagione. Ora sotto con l’Inter, ultima gara prima della seconda sosta per le nazionali, utile per inserire in maniera definitiva i nuovi. Arriverà a San Siro il primo k.o. in campionato? Potrebbe essere, ma le chance di una sconfitta non aumentano solo perché questa tarda ad arrivare. La certezza è che battere questa squadra non sarà facile.

Nicola Guarneri

Direttore Responsabile

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