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Cremonese, il Maestro a ripetizioni di Italiano
Cremonese, il Maestro a ripetizioni di Italiano

Una Cremonese impreparata regala un tempo e due gol al Bologna. Non basta la reazione finale, allo Zini passano gli ospiti

Il primo sole della stagione sullo Zini avrebbe meritato uno spettacolo migliore da parte della Cremonese. Più che di calcio c’è voglia di mare, e quello che si vede in campo non può che confermarlo. Alle prime difficoltà i grigiorossi tornano ad essere la squadra in difficoltà dell’ultimo Nicola. D’altronde, come dice Warren Buffet (per restare in tema marittimo), è quando la marea si abbassa che scopri chi ha fatto il bagno nudo.

STESSI UNDICI DIECI – La vittoria nella sua seconda prima volta sulla panchina della Cremonese deve avere dato indicazioni chiare a mister Giampaolo che praticamente conferma dieci degli undici che hanno battuto il Parma due settimane fa. L’unico cambio è forzato, Djuric prende il posto dell’infortunato Sanabria. Baschirotto non viene rischiato, al centro della difesa con Luperto c’è ancora capitan Bianchetti. L’altro dubbio era sulla destra, dove Zerbin mantiene la titolarità nonostante la prova opaca in terra emiliana. Dall’altra parte Italiano schiera i suoi con il 4-2-3-1: Bernardeschi e Rowe vincono i rispettivi ballottaggi con Orsolini e Cambiaghi, al centro della difesa c’è Vitik e non Heggem. Inizia dalla panchina l’ex grigiorosso Zortea.

RIPETIZIONI DI ITALIANO – Nemmeno il tempo di digerire il pranzo pasquale e il Bologna è avanti. La rete sembra casuale, il cross di Miranda un’improbabile parabola fuori tempo massimo e la traiettoria di Joao Mario una punizione divina. Il gol di Rowe arriva poco dopo, con il solito Miranda a crossare indisturbato. Niente è casuale: i grigiorossi sono disposti male in campo e il 4-4-2 di Giampaolo non fa che esaltare i movimenti del Bologna. La chiave è l’inferiorità numerica a centrocampo. Quando Sohm arretra andando a farsi marcare da Grassi, Maleh deve sdoppiarsi tra Moro e Freuler, lasciando sempre un uomo libero. Gli uomini di Italiano sono abilissimi a prendersi gli spazi e a sfruttare la superiorità numerica. I grigiorossi scalano sempre con un attimo di ritardo: succede quindi che prima Joao Mario è libero di calciare e poi Miranda e Rowe fanno sembrare il 2-0 un’esercitazione fatta in allenamento.

CONTROMOSSE TARDIVE – Gli errori di Giampaolo non riguardano solo lo schieramento, ma anche gli interpreti. Contro la difesa alta del Bologna non servono i centimetri di Djuric, perennemente in affanno quando è cercato palla a terra. L’attaccante ex Parma è troppo lento a girarsi e spreca tempi di gioco preziosi che sono fondamentali per sfruttare le ripartenze. Zerbin disputa un’altra prova negativa, con tanta corsa e pochissimo capretto arrosto. Mentre i grigiorossi rischiano di prendere il terzo gol, Giampaolo chiama il 3-5-2 spostando Vandeputte a fare la mezzala. Con il nuovo modulo la Cremo riesce a contenere con più efficacia gli attacchi del Bologna e chiude la prima frazione con un passivo contenuto.

REAZIONE FINALE – Nella ripresa Giampaolo butta subito nella mischia Okereke, Bondo e Thorsby (sostituito subito da Payero per infortunio). La Cremonese cambia volto, complice anche un Bologna con la testa già all’Europa League. Il nigeriano porta vivacità in attacco, ma è Payero quello che sposta di più: l’argentino inizia a vincere duelli in mezzo al campo e portare palla nella trequarti avversaria, cosa mai riuscita nella prima frazione. Pezzella trova finalmente spazio per andare a crossare e dal suo mancino arrivano tutte le occasioni migliori: un paio di sponde per un distratto Okereke e due grandi conclusioni di Bonazzoli e Payero, disinnescate da un Ravaglia che non si fa scappare l’occasione di compiere qualche miracolo a Pasqua. Solo in pieno recupero, prima delle espulsioni di Maleh (sigh) e Ferguson, arriva il 2-1 di Bonazzoli su rigore. Se lo guadagna uno scaltro Floriani Mussolini, che in pochi minuti combina ben più di Zerbin in tutta la gara.

A CAGLIARI CON FIDUCIA – La lezione impartita da Italiano al “Maestro” Giampaolo non deve abbattere il morale. Sarebbe stato da folli pensare che tutti i problemi si fossero risolti con il cambio di allenatore, che non ha la bacchetta magica (altrimenti lo avrebbero chiamato “Il Mago”). La Cremonese resta una discreta squadra, che può raggiungere la salvezza, ma che ha grossi limiti e che non riesce a replicare certi ritmi, come dimostra il primo tempo. Il risultato finale racconta di una Cremo che ha saputo stringersi nelle difficoltà e che nella ripresa ha provato a reagire, senza uscire dalla partita come capitato in altre occasioni. A Cagliari sarà tutt’altra gara, contro un avversario che ha le stesse problematiche dei grigiorossi. Avanti con fiducia quindi: Giampaolo ha dato gioco e fiducia alla squadra, va seguito e ascoltato. Da buon “Maestro” avrà anche imparato la lezione.

Nicola Guarneri

Direttore Responsabile

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