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Cremonese, la realtà fa male
Cremonese, la realtà fa male

A Napoli non c’è storia: la Cremonese cade 4-0, il risultato sta pure stretto agli uomini di Antonio Conte

Il romanticismo nasce in Europa più o meno 200 anni fa. In risposta alla razionalità del neoclassico, il nuovo movimento mette al centro una serie di nuove sfere, come quelle della passione, dell’irrazionalità e del sentimento. Le correnti sono ovviamente diverse nelle varie nazioni, con significative differenze nelle varie zone del continente. Apprezziamo il tentativo della Cremonese, a due secoli di distanza, di colmare il gap con il romanticismo del nord Europa, caratterizzato dal gusto per le tenebre e per l’orrido.

CON PAYERO – Giampaolo mischia le carte e affronta la trasferta di Napoli con alcuni cambi. Solo il calcio d’inizio scioglie i dubbi sullo schieramento, che potrebbe essere un 3-5-2 come un 4-3-3. La Cremonese invece si dispone con il “solito” 4-4-2. Più aggressivo in fascia, più contenitivo in mezzo: i due davanti infatti sono Bonazzoli e Payero, con l’argentino che deve offrire una solida mano in fase difensiva. Sulla destra viene confermato Floriani Mussolini, a sinistra invece c’è Okereke. In mezzo rientra Maleh, che prende il posto di Grassi e affianca Bondo. Dietro ci sono i soliti, con Barbieri destinato all’ennesima panchina della sua stagione.

BO’NDOVAI? – L’occasione di McTominay quando i secondi sul cronometro sono ancora in doppia cifra è un oscuro presagio. La bella uscita di Audero non regala un sospiro di sollievo, ma il timore che la serata sarà molto lunga. E infatti basta un’altra manciata di secondi al Napoli per passare in vantaggio: Hojlund vince il duello con Baschirotto e lo scozzese porta avanti i padroni di casa. La Cremonese non c’è e i tentativi di impostare la partita sui binari grigiorossi sono vani. Nelle idee di Giampaolo il modulo sarebbe dovuto essere elastico e non speculare: Okereke si alza in fase offensiva e cerca di aiutare Bonazzoli mentre Floriani Mussolini dalla parte opposta regala equilibrio e attacco del lato debole con inserimenti senza palla. Restano parole al vento, perché il Napoli fa ciò che vuole e la Cremonese non riesce a trovare contromisure. Bondo è bravo a farsi sempre trovare al posto sbagliato, la cerniera con Maleh sembra quella del mio pigiama: irrimediabilmente aperta. Nel primo quarto d’ora i padroni di casa creano più occasioni che la Cremonese in tutto il girone di ritorno

ERRORI INDIVIDUALI – Nella seconda parte del primo tempo la Cremonese sembra quasi una squadra. In realtà il Napoli sta solo rifiatando e i grigiorossi non ne approfittano. Manca la voglia di cambiare la gara: servirebbero grinta e garra, invece manca la voglia di lottare su ogni pallone come se fosse l’ultimo della partita. La manovra è lenta, le giocate leziose. Bonazzoli è abbandonato a se stesso, Payero ci mette la corsa ma non la qualità, indispensabile per giocare in certe zone del campo. Nel finale della frazione arrivano le due reti che chiudono il match. Sull’ennesima sgasata Hojlund semina Baschirotto e trova la deviazione di Terracciano che spiazza Audero. Poco dopo Maleh decide di dribblare al limite dell’area piccola e si fa borseggiare da De Bruyne per la rete del 3-0.

GUSTO PER L’ORRIDO – Il secondo tempo purtroppo non è facoltativo e si apre nel peggiore dei modi. L’azione del quarto gol è emblematica della situazione in campo. Bonazzoli smista bene, Vandeputte entra timido in area e scodella in mezzo il pallone della paura, un cross morbido e facile per Milinkovic-Savic. Il portiere del Napoli rilancia subito per Alisson che con rabbia e cattiveria punta Baschirotto e Luperto e calcia sul primo palo per il 4-0. Difficile commentare i 40 minuti restanti, in cui il Napoli sfiora a più riprese la rete del pokerissimo, incluso un rigore di McTominay parato da Audero. Dopo una prestazione del genere si potrebbe parlare di tutto: degli errori dei singoli, del divario tecnico e delle scelte sbagliate di Giampaolo che probabilmente hanno ampliato un gap già significativo. Tutto però parte dalla testa e dalla voglia da mettere in campo, cose che evidentemente il mister non è riuscito a tirare fuori ai giocatori. Per come ha approcciato la gara, sembrava il Napoli la squadra alla disperata ricerca di punti salvezza.

DALL’ORRIDO AL REALISMO – La risposta artistica al romanticismo arriva qualche anno dopo con la corrente realista. C’è il rifiuto del sentimento e dell’eroismo romantico mentre si cerca una rappresentazione più oggettiva della realtà, quasi fotografata. Speriamo che la Cremonese ci arrivi presto al realismo, perché in questo momento i grigiorossi sembrano una squadra totalmente distaccata dalla situazione che sta vivendo. La Cremo non sta mettendo in campo niente di quello che serve a una squadra che lotta per salvarsi. Invece, nonostante tutti i tentativi di auto-sabotaggio, la salvezza è ancora – aritmeticamente – a portata di mano. Serve però una sterzata immediata: quella contro la Lazio deve essere la gara della vita.

Nicola Guarneri

Direttore Responsabile

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