Mister Pecchia si è presentato alla stampa come nuovo tecnico della Cremonese, affiancato dal direttore sportivo Botturi
Nella mattinata di oggi, venerdì 4 settembre, mister Fabio Pecchia si è presentato, per la seconda volta, come nuovo allenatore della Cremonese. Ad affiancarlo il direttore sportivo grigiorosso Christian Botturi e il direttore generale Armenia. Tantissimi i temi: il cambio di guida tecnica, la chiusura del mercato e la partita di domenica 6 contro il Padova. Di seguito le loro parole al completo.
Armenia: «Un sentito ringraziamento a Marco Giampaolo per l’attività svolta. Un grande professionista che merita tutta la nostra stima. Dopo la partita contro il Modena è stato aperto un confronto, un’analisi durata un paio di giorni. La decisione dell’esonero è stata quindi soppesata, nell’interesse della Cremonese. Si era però a ridosso della partita contro il Parma e quindi tale scelta è stata comunicata al mister nel post partita, l’ho fatto io personalmente. Fabio Pecchia è stato contattato appena prima del match per verificare la sua disponibilità. Il tutto si è concretizzato nella notte e nella mattinata di mercoledì 3 settembre. Questi sono i fatti».
Botturi: «È inutile nascondersi, le prime due gare ci hanno portato a riflessioni interne nonostante il gruppo squadra sia sempre stato sano e professionale. Abbiamo scelto di decidere per il bene della Cremonese. Sono emotivamente spaccato in due: provo amarezza per i rapporti umani creati, ma mi sento anche molto positivo e consapevole di avere a disposizione una rosa competitiva che può fare senz’altro meglio. Il ritorno di mister Pecchia lo certifica. Il suo arrivo è coinciso con il finale di mercato. Un mercato chiuso con 31 cessioni, di cui la metà a titolo definitivo (rescissione di Brambilla compresa). Numerose anche le operazioni in entrata, abbiamo una rosa di 28 giocatori: un mix di giovani e di veterani. Negli under 23 che abbiamo, 5 sono provenienti dal Settore Giovanile e hanno già esordito. L’età media rispetto all’anno scorso si è abbassata da 29 a 27 anni circa. È ancora alta, ma siamo soddisfatti del miglioramento. Folino è stato ceduto per andare incontro alle esigenze del ragazzo. Aveva chiesto la cessione a inizio ritiro e a più battute sul finale di mercato, nonostante il minutaggio in amichevole. Shpendi ci è stato proposto ed è stata fatta una valutazione. Ma per una questione di equilibrio, doveva uscire un altro giocatore e non ci sono state opzioni nel reparto offensivo. Fabio Pecchia conosce Cremona e la Cremonese, è un allenatore esperto e con determinati principi. La palla ora passa ai nostri tesserati: mi fido di loro e gliel’ho ripetuto. La Cremonese rappresenta una comunità, tradizione. Mi auspico che, a partire dalla gara con il Padova, potremo togliere lo zero dai punti in classifica».
Pecchia:
Hai riscontrato analogie con la tua ultima Cremonese vincente?
«Parlare del passato ha senso fino a un certo punto. Quella squadra era costruita secondo la mia idea di gioco. Ora devo costruire un’idea di gioco sulla squadra che già c’è, trovare il vestito giusto. Le analogie sono i giovani promettenti, che stavolta sono di proprietà. Per il club e la città deve essere motivo di orgoglio».
Prime sensazioni dopo quattro anni? Come ha trovato la squadra a livello morale?
«In questi giorni sto cercando di avere un contatto diretto con ognuno di loro. Ho visto un buon clima e mi piacerebbe vedere dai veterani un senso di responsabilità nei confronti dei ragazzi. I giovani ti danno tanto, ma devono avere la giusta guida, è una necessità».
La riconoscibilità è un tuo tratto distintivo. A livello tattico rivedi qualcosa di quella Cremo? Ti sei dato un tempo massimo per imporre le tue idee?
«Va bene il passato, ma ora dobbiamo guardare al futuro. Voglio creare un gruppo forte dove tutti si sentano protagonisti. Cercherò di mettere tutti nelle migliori condizioni. Conoscete il campionato di Serie B e ho bisogno di tutto il gruppo. Voglio giocare a calcio per vincere, una squadra dalla forte identità e che vada veloce».
Qual è la prima cosa che vorrà vedere contro il Padova?
«Il senso di responsabilità, di rivalsa, di reazione. Che si entri in campo con la voglia di vincere la partita. Voglio vedere una squadra che emozioni e si emozioni. Un gruppo vivo, frizzante e che viva per il gol».
Si parlò tanto della sua scelta di lasciare quattro anni fa. Quale fu la ragione principale?
«Si era creato qualcosa di speciale. E sono tornato per ricrearlo. In quel momento non c’erano più energie da parte mia e non volevo rovinare quanto fatto. Devo ringraziare il Cavaliere per aver avuto ancora fiducia in me. Ora devo lavorare e ho bisogno di tutte le parti in causa, per il bene del club e con la stessa identità. Aggiungo che a Marco Giampaolo mi lega un rapporto di stima professionale e lo abbraccio. L’esonero lascia una ferita profonda dal punto di vista umano».
La rosa sembra adatta al tuo tipo di gioco. Hai dato qualche indicazione nell’ultimo giorno di mercato?
«No, perché ho firmato a mercato chiuso. Ho seguito la Cremonese negli ultimi anni. La rosa è bella e di qualità, che ha già lavorato nella gestione della palla. Vogliamo andare in porta con continuità».
Con il Modena la squadra ha mancato di reazione, mentre con il Parma si è mostrata compatta. Secondo lei perché?
«Io prendo indicazioni da entrambe le gare. Poi io parlo da esterno in questo caso. Ho visto giocate di qualità e pretendo di ricercarle ancora, voglio assunzione di responsabilità. Il pubblico vuole bellezza, oltre che vincere le partite».
Consideri Thorsby e Baschirotto parte della rosa? Qual è il tuo obiettivo personale?
«Thorsby e Baschirotto sono parte della rosa. Per il resto, vincere è sempre complicato ma spingo per fare qualcosa di speciale, insieme. Inoltre lavoriamo per creare un club sostenibile nel tempo. Il primo obiettivo è Padova, giochiamo contro una squadra molto tosta, che ha messo in difficoltà Pisa e Verona».
Il Padova si è mosso in modo ambizioso sul mercato ed è partita molto bene? Cosa si aspetta e come si prepara la gara?
«Mi sono affidato totalmente al gruppo, che ha alle spalle due mesi di lavoro. Il tempo è quello che è, ma voglio una spinta dal punto di vista mentale. E voglio vedere grandissima umiltà, perché affrontiamo un avversario difficile».
Ha già in mente modifiche tattiche?
«Non ci saranno grandi stravolgimenti. Non voglio sovraccaricare dal punto di vista cognitivo».
Vede la B molto diversa rispetto a quando ci ha allenato?
«Vedo più volontà di giocare a calcio. Bisogna avere la forza di portare le proprie idee in primavera. Affrontare le difficoltà senza fare passi indietro da quel punto di vista».
Come ha vissuto il recente periodo di riposo? Ha cambiato metodo di lavoro?
«Dopo l’esperienza al Parma avevo bisogno di allargare i miei orizzonti, confrontandomi con metodologie di lavoro diverse. Ho cercato di guardare anche all’estero. Diciamo che resto lo stesso, ma mi sono aggiornato: la base è la stessa».
Baschirotto e Barbieri sono pronti per essere convocati?
«Barbieri abbiamo provato a inserirlo, ma ancora non può essere convocato. Baschirotto e Thorbsy hanno saltato parte di preparazione quindi sono ancora un po’ indietro come inserimento».
Licina ha brillato a Parma. Con lui i giocatori in trequarti sono tanti. Hai già le idee chiare?
«Io preferisco avere più opzioni possibili. Licina ha tanta qualità e va gestito. Alti e bassi fanno parte della loro crescita. Berti lo conosco bene. Per me è un grande vantaggio averli a disposizione. Ho tante caratteristiche diverse da sfruttare».
Botturi:
Il mercato può aver inciso nelle prestazioni di qualche singolo?
«Sono meccanismi inconsci. Abbiamo grandi professionisti, ma notizie, anche inventate, possono aver generato qualche scoria».
Smentisce che l’arrivo di Shpendi non è andato in porto perché il Cesena non voleva sobbarcarsi lo stipendio di De Luca?
«Serviva che uscisse un giocatore per questioni di sostenibilità. I nostri giocatori non erano sul mercato, ma avremmo valutato offerte. Non sono arrivate e quindi non è uscito nessuno. Così come noi non abbiamo fatto offerte ufficiali al Cesena, nonostante i contatti».
Il mercato è stato comunque positivo? Siete soddisfatti?
«Dovrebbe dirlo la società, io analizzo il lavoro svolto. Abbiamo fatto tante operazioni e io personalmente sono soddisfatto del mio lavoro. Ora deve parlare il campo».
Armenia:
Al di là della ricostruzione degli eventi, vorrei capire meglio le motivazioni del cambio in panchina.
«L’analisi delle due partite a 360 gradi ci ha portato a quella decisione. Chiaro che gli auspici erano di proseguire con il progetto annunciato in estate, ma è nostro dovere intervenire quando necessario. È bastato così poco tempo? Sì».
Qual è l’obiettivo stagionale di questa Cremonese? Vista anche la scelta di un esonero dopo due giornate.
«Non possiamo nasconderci, vogliamo fare un campionato competitivo. L’obiettivo è fare un campionato di un certo tipo. Poi è ovvio che la promozione non sia automatica».
Fonte: dai nostri inviati al Centro Arvedi Michele Iondini e Andrea Ferrari
Ogni replica, anche se parziale, necessita della corretta fonte CUOREGRIGIOROSSO.COM
