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Cremonese, le insidie del nuovo Milan di Allegri
Cremonese, le insidie del nuovo Milan di Allegri

Si avvicina l’esordio stagionale in campionato per la Cremonese che sfiderà questo sabato il Milan a San Siro

Manca sempre meno all’atteso esordio della Cremonese in Serie A che, dopo gli ultimi movimenti di mercato, è pronta a scendere in campo a San Siro contro il Milan. Partita delicata per entrambe le società che, per motivi diametralmente opposti, hanno deciso di intraprendere un nuovo progetto tecnico durante la pausa estiva. I rossoneri, infatti, dopo la stagione fallimentare sotto la guida prima di Fonseca e poi di Conceiçao, hanno deciso di affidarsi alle mani esperte di Igli Tare e del mister Massimiliano Allegri per riportare il Diavolo in Europa. Per i grigiorossi invece sarà una prova importante, non tanto per il risultato finale, quanto più per capire il livello della squadra contro una rosa che lotta per il vertice del campionato. 

NON SOLO CORTOMUSO – In questi ultimi anni, specialmente nella sua ultima stagione alla Juve, si è parlato molto, forse troppo e spesso male, dell’approccio tattico di Massimiliano Allegri, rendendolo protagonista di numerosi meme, come l’ormai celebre “cortomuso”. Il tecnico toscano, però, non ha mai perso credibilità, equilibrio e personalità, qualità che hanno spinto il Milan a puntare su di lui e che gli hanno permesso di conquistare 6 scudetti e raggiungere 2 finali di Champions. I suoi principi di gioco, che sembrano essere confermati anche nelle prime uscite in rossonero, si fondano sulla solidità difensiva, o come lui sottolinea sempre “sulla differenza reti, che decide il campionato” e sulla valorizzazione dei talenti per rendere concreta la fase offensiva. In fase difensiva predilige un blocco basso e compatto, massimizzando l’attenzione e l’equilibrio della squadra e lavorando con attenzione maniacale sulle preventive e sulla chiusura delle linee di passaggio. Non è un caso che la media gol subiti a partita nelle ultime 7 stagioni alla Juve sia solo di 0,73 gol. In fase offensiva invece ama l’attacco della profondità con inserimenti rapidi, cercando di isolare i giocatori di maggior talento per creare superiorità numerica, caratteristica che si sposa perfettamente con la rosa del Milan. Il Diavolo infatti, nonostante la pessima stagione, è stata la quinta per dribbling riusciti nella scorsa stagione.   

CONTRO LA CREMO – È evidente che il Milan non si possa permettere un approccio conservativo contro la Cremonese, ma sarà chiamato a prendere le redini del gioco. Nonostante questo, non è assolutamente improbabile che, in momenti di difficoltà o in caso di vantaggio, possa decidere di abbassarsi e gestire la partita. I grigiorossi dovranno essere abili nell’assorbire gli inserimenti delle mezzali e degli esterni avversari e a seguire i movimenti di due punte mobili come Pulisic e Gimenez, considerata l’indisponibilità di Leao. Grande sforzo sarà quindi richiesto alla linea difensiva grigiorossa e ai quinti di centrocampo che dovranno spesso sacrificarsi per impedire le scorribande rivali. In fase offensiva, invece, sarà determinante avere la capacità di ottimizzare le poche occasioni che i rossoneri concederanno, sfruttando cross e le palle inattive in cui la Cremonese ha dimostrato grande pericolosità e che il Milan ha spesso sofferto in questo preseason.

Redazione

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