La Cremonese batte la Sampdoria e vola ai sedicesimi di Coppa Italia: buona la prima frazione, Stuckler batte il primo colpo
«Un maestro e un bambino si preser per mano e andarono insieme incontro alla Serie B». Non poteva che essere dedicato a Guccini, scomparso pochi giorni fa, il primo editoriale della stagione della Cremonese. Tra tutti i suoi testi, per motivi banalmente affettivi, il preferito del sottoscritto è per distacco Il vecchio e il bambino. Mi si perdonerà la licenza, ma dare del vecchio a Giampaolo pareva brutto. E mi perdonerà anche Stuckler, che in campo ha dimostrato di essere cresciuto tanto nei suoi due anni di Erasmus in Serie C.
MODULO IBRIDO – Giampaolo prosegue sulla strada imbroccata durante le amichevoli. Nel 4-2-3-1 iniziale trovano spazio tanti nuovi acquisti: davanti a Fulignati c’è il quartetto Vogliacco-Bianchetti-Luperto-Pezzella, Gerli e Pontisso formano la cerniera di centrocampo. Dietro all’esordiente Stuckler ci sono Collocolo, Bonazzoli e Vandeputte. Il modulo è assolutamente fluido, un po’ come il flusso di coscienza di mister Giampaolo. Vogliacco infatti è molto bloccato e in fase di possesso diventa quasi il braccetto destro della difesa a tre. Dall’altra parte invece Pezzella si alza e va a prendere lo spazio creato da Vandeputte che tende ad accentrarsi. I movimenti del belga permettono di portare qualità nella zona nevralgica del campo, e di far traslare di qualche metro Bonazzoli in modo che possa caricare il mancino accentrandosi. Collocolo gioca prettamente largo mentre Stuckler si fa un mazzo così.
SHOW A BOLZANO – A inizio gara i grigiorossi sono decisamente imballati, le gambe non girano e sul breve si concede qualcosa. Le idee però ci sono e la voglia di rispettare le indicazioni del mister è apprezzabile, anche quando certi passaggi sembrano troppo didattici. La sensazione che sia tutta una prova fine a se stessa, come in un saggio di fine stagione, sparisce dopo poco più di 20 minuti, ovvero quando la Cremonese passa in vantaggio con un’azione da area ad area in soli cinque tocchi. Fulignati pesca Vandeputte che scambia con Bonazzoli prima di aprire per Collocolo, il centrocampista grigiorosso crossa con i tempi giusti per Stuckler, abile a farsi trovare libero e in gioco sul palo lungo. Per tutto il primo tempo la Cremonese gestisce il pallone con estrema calma e intelligenza, cercando di verticalizzare per i tagli di Stuckler, molto bravo ad attaccare la profondità, o pescando Vandeputte e Bonazzoli sulla trequarti dove creano diversi grattacapi alla difesa blucerchiata.
CALO FISIOLOGICO – Nella ripresa i grigiorossi ripartono bene, ma dopo qualche episodio dubbio e i cambi di Giampaolo la Cremonese perde gli automatismi della prima frazione. Berti non riesce a dare la stessa presenza di Bonazzoli sulla trequarti, De Luca perde diversi palloni, Folino va in difficoltà sulle palle lunghe, Collocolo e Pontisso, tra i migliori nel primo tempo, calano fisicamente. Sale in cattedra un nuovo, vecchio acquisto: Fulignati. Il portiere grigiorosso prima mette una pezza al rigore causato da Pezzella, volando a deviare la conclusione di Esposito, poi nega per ben due volte la rete a uno scatenato Tutino che manda più volte in difficoltà la retroguardia grigiorossa. Solo in pieno recupero arriva la rete della tranquillità con il 2-0 di Berti, abile a finalizzare in ripartenza.
WORK IN PROGRESS – La Cremonese si regala così i sedicesimi di Coppa Italia contro il Parma, che si giocheranno il 2 settembre. Le indicazioni che ci portiamo via da Bolzano non possono che essere positive. C’è tanta voglia di provare a giocare a calcio e di interpretare le partite in una certa maniera. La squadra sembra aver recepito il volere di Giampaolo e con una condizione migliore il gioco e la tenuta non possono che migliorare. Giampaolo a sua volta sembra aver capito come sfruttare al massimo il potenziale del materiale a disposizione. La Cremo non partirà in primissima fila ma quella costruita è una rosa di assoluta qualità. Con un paio di innesti dal mercato questa squadra può farci divertire davvero.
