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Cremonese, è il tuo giorno della marmotta
Cremonese, è il tuo giorno della marmotta

Con un giorno di ritardo la Cremonese celebra a modo suo il giorno della marmotta, battendo il Lecco con il solito risultato

Il 2 febbraio negli Stati Uniti si è celebrato il giorno della marmotta. Una tradizione nata nell’Ottocento in Pennsylvania, quando i coloni tedeschi osservavano i comportamenti di una marmotta per decifrare l’evolversi del meteo e determinare l’arrivo della primavera. La ricorrenza è diventata celebre anche grazie al film Ricomincio da capo e da allora si usa per indicare un giorno ripetitivo. E cosa c’è di più ripetitivo di un 1-0 della Cremonese?

ASSENZE – Forse per la prima volta da quando è sulla panchina della Cremonese mister Stroppa deve affrontare una mini-emergenza. Sono tanti gli assenti: Tuia e Ravanelli in difesa, Collocolo, Majer, Pickel e Buonaiuto a centrocampo, Vazquez davanti. A questi si aggiunge pure Jungdal. Il mister dà quindi fiducia Saro tra i pali, alla prima presenza in grigiorosso dopo più di un anno e mezzo in rosa. Dietro c’è il terzetto Antov-Bianchetti-Lochoshvili, sulle fasce Sernicola e Zanimacchia. In mezzo la sorpresa più grande: senza Vazquez squalificato il mister decide di alzare Falletti nel ruolo del Mudo alle spalle di Coda. A centrocampo, insieme a Castagnetti e Abrego, c’è quindi l’ultimo acquisto Johnsen, schierato come mezzala sinistra.

DIFFICOLTÀ – Le paure della vigilia diventano realtà al primo rimbalzo del pallone. In un’ipotetica scala di valutazione dei campi da calcio, quello di Lecco pende più verso Olmeneta che verso il Camp Nou. Stroppa e i giocatori sapevano delle difficoltà (già incontrate a Piacenza, nella peggior prestazione stagionale) eppure il primo tempo dei grigiorossi è pessimo. Gli errori tecnici sono troppi. Lochoshvili e Antov non riescono a far ripartire l’azione, anche uno come Castagnetti incappa in tanti errori di precisione. Zanimacchia sbaglia tanto e regala due palle agli avversari, che per fortuna si chiamano Lecco e non Parma o Como.

ALLA VAZQUEZ – Il gran ritmo imposto dal Lecco impedisce ai grigiorossi di creare occasioni perché appena la Cremo prova a giocare in velocità incappa in errori tecnici. A combinare qualcosa ci pensano i due nuovi acquisti. Falletti porta vivacità e gioca alla Mudo, abbassandosi a ricevere palla per ripartire. Johnsen regala freschezza, tecnica e gambe alla manovra. Il norvegese promette bene e da mezzala si applica con costanza, dimostrando grandi doti tecniche e atletiche. Non solo sovrapposizioni ma anche tante corse all’indietro ad aiutare Zanimacchia, in difficoltà contro Guglielmotti.

IL BOMBER DICE UNDICI – Proprio una giocata di Johnsen a inizio ripresa sblocca la partita: cross, tocco di mano e rigore che Coda trasforma con freddezza. Il bomber arriva a 11 gol in campionato dopo una delle peggiori prestazioni in maglia grigiorossa. Sono almeno due le occasioni sprecate nel primo tempo a causa di un vizio atavico. Il numero 90 cerca sempre un dribbling di troppo, reso ancora più complicato dalle già citate condizioni del terreno. Con la giusta sofferenza la Cremo porta a casa il quarto 1-0 dell’anno e permette a Saro (bravo e sicuro nelle uscite) di chiudere con una meritata clean sheet, la dodicesima dell’anno dopo 23 partite di campionato.

PRIMAVERA IN ANTICIPO – Per quanto perfetto, in questo inizio di ritorno la Cremonese non ha fatto altro che “confermare” i punti dell’andata: Cosenza, Spezia, Brescia e Lecco erano già state battute un girone fa. Per restare in zona promozione i grigiorossi devono migliorare il bottino raccolto nelle prime 19 partite e sabato allo Zini si presenta una ghiotta occasione (all’andata a Reggio fu 2-2). Il manto dello Zini aiuterà la squadra a tornare a giocare come sa, perché senza gioco questa Cremo difficilmente potrà difendere il secondo posto. C’è da dire che nonostante le quattro vittorie consecutive la squadra sembra avere ancora ampi margini di miglioramento. Innanzitutto perché i nuovi sono ancora tutti da scoprire: Falletti deve ancora integrarsi fino in fondo, Johnsen è già stato decisivo ma può solo crescere. Anche dai vecchi ci si aspetta un cambio di passo. Sulle fasce Sernicola e Zanimacchia devono essere più incisivi, Vazquez deve sbloccarsi sotto porta, Coda deve ritrovare smalto. Insomma, la sensazione è che nonostante le vittorie questa Cremo sia ancora lontano dalla sua forma migliore. Che ci auguriamo possa arrivare quando si decidono i campionati, ovvero in primavera (che secondo la marmotta, quest’anno arriverà in anticipo).

Nicola Guarneri

Direttore Responsabile

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