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Cremonese, Giampaolo sfida il suo passato recente
Cremonese, Giampaolo sfida il suo passato recente

Tra Cremonese e Lecce, una sola squadra manterrà la categoria. Proprio all’ultima giornata della scorsa stagione, Giampaolo salvò i salentini

Era la 13ª giornata della stagione ’24/’25 quando il Lecce, in seguito a un arido pareggio in casa contro l’Empoli, decise di esonerare Gotti e assumere Giampaolo. In quel momento, la classifica vedeva i salentini terz’ultimi a nove punti. Le ironie non aspettarono a diffondersi: il “Maestro”, oltre a venire da esperienze negative (Milan, Torino, la seconda stagione alla Sampdoria), da due anni non sedeva più su una panchina. Con la dignitosa pacatezza che da sempre contraddistingue il suo lavoro, Giampaolo inizia la sua avventura pugliese vincendo 0-1 a Venezia, sfida delicatissima. Addirittura, nelle due gare successive ottiene un pareggio contro la nuova Juve di Motta e altri tre punti contro il Monza. Dopo un solo punto conquistato nelle tre partite successive, i successi per 1-3 contro Empoli e Parma fanno riemergere il Lecce dalle sabbie mobili della retrocessione, in cui era sprofondato di nuovo.

LA CRISI – A quel punto, qualcosa si spezza. Da febbraio a maggio il Lecce non vince mai, collezionando giusto qualche pareggio sporadico. Giampaolo torna sulla graticola, sullo sfondo l’ombra di un Gotti-bis. L’unica notizia positiva è che di questo momento negativo non ne approfitta né il Venezia di Di Francesco, né l’Empoli di D’Aversa che, come la Cremonese quest’anno, crolla dopo un girone d’andata oltre le aspettative. Il rendimento del Parma, invece, cresce sensibilmente dopo la sostituzione di Pecchia con Chivu. Alla 36ª giornata, il Lecce pareggia a Verona, mentre Empoli e Venezia vincono entrambe. La classifica recita: Venezia 29, Lecce 28, Empoli 28, Monza 18. Nelle ultime due giornate, i pugliesi rialzano la testa: 1-0 in casa contro il Torino e 0-1 all’Olimpico contro una Lazio obbligata a vincere per accedere alla Conference. Il Lecce chiude a 34 punti, Empoli a 31 e Venezia a 29. Terza salvezza consecutiva conquistata, record per i giallorossi.

IL CONFRONTO – Si denota un pattern comune tra il percorso di Giampaolo al Lecce dell’anno scorso e con la Cremonese nel ’25/’26. In entrambi i casi, dopo un buon inizio, l’ex tecnico del Milan ha vissuto un periodo di appannamento e un finale in crescita. Sia a Lecce che a Cremona, Giampaolo ha migliorato leggermente la media punti dei precedenti allenatori: (0.83 Nicola – 1.25 Giampaolo / 0.75 Gotti – 0.96 Giampaolo). Negli ultimi cinque campionati, anche considerando solo il dato più basso di Lecce, in proiezione quella media si sarebbe tradotta sempre in una salvezza. Allo stesso tempo, bisogna tener conto dell’ormai conclamato beneficio prodotto, nella maggior parte dei casi, dal cambio in panchina. Alla luce di tutti questi fattori, in nessuna delle due stagioni si può dire che Giampaolo abbia compiuto miracoli o disastri; non a caso, nonostante due situazioni di partenza simili, è bastata una crescita lieve della soglia salvezza per rendere il risultato dello scorso anno più difficile da ripetere.

DESTINI INCROCIATI – Ancora una volta, si incrociano le parabole di Giampaolo e Di Francesco. Due tecnici a più riprese bersagliati da battute crudeli e critiche spesso ingenerose: il primo, a causa dell’epiteto di “maestro” attribuitogli da Sacchi e di un temperamento forse troppo genuino per gli standard del calcio moderno; il secondo, accusato di “giocar bene ma perdere sempre”, a seguito delle due retrocessioni di fila, avvenute in circostanze sfortunate e alla guida di squadre inadatte alla Serie A. Il tecnico abruzzese ha ereditato un Lecce più debole rispetto alla squadra allenata da Giampaolo, privo di Krstovic e Baschirotto, passato proprio ai grigiorossi. Lo scorso anno, alla penultima giornata, il suo Venezia aveva capitolato per 3-0 contro il Cagliari di Nicola, decretandone la salvezza. All’ultimo turno, pur vendendo cara la pelle, si era invece arreso alla Juventus per 2-3. Quest’anno, DiFra arriva all’ultimo giro di giostra con un preziosissimo punto di vantaggio sui grigiorossi, oltre a una sfida salvezza più semplice rispetto ai concorrenti. Il traguardo è molto vicino per lui, ma resiste comunque una vecchia regola non scritta: il calcio è strano.

Francesco Gamba

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