Il sodalizio tra la Cremonese, Botturi e Giampaolo era partito sotto i migliori auspici. Eppure, dopo una manciata di settimane, si è già interrotto
Più che in tempi brevi, in tempi brevissimi. Assolutamente da record. Il titolo di questo articolo andrebbe allungato in questo modo. La conferenza stampa di presentazione-bis (o forse tris) di Giampaolo come allenatore della Cremonese, al fianco del neo-ds Botturi, era stata apprezzata come poche altre volte era capitato negli ultimi anni. Tanta lucidità, tanta volontà di iniziare un nuovo percorso assieme, idee chiare per la parte tattica e per i nomi del calciomercato. Un sodalizio cominciato sotto i migliori auspici, al fine di raccogliere i cocci di una retrocessione disastrosa. Cinquanta giorni di lavoro, anche in alta quota a Ronzone, due giornate di Serie B, due partite di Coppa Italia, ed è già l’ora del ribaltone.
L’ora, per essere precisi, corrisponde alle 22.47. Sì, avete capito bene: il comunicato dell’esonero di Giampaolo è arrivato a ridosso delle 23 del 1° settembre, giorno in cui due ore e mezza prima sono accadute due cose: si è chiuso il calciomercato e la Cremo ha vinto sul campo del Parma per 2-0 in Coppa Italia. Può, un nuovo corso, naugrafare così facilmente e velocemente? La progettualità, esattamente, dov’è? Era stato scelto Giampaolo perché – da comunicato ufficiale – «in grado di poter lavorare con i giovani». La nuova Cremo sarebbe stata zeppa di giovani leve da crescere, invece – a fine mercato – è quinta su venti per anzianità della rosa: 27 anni di età media. Sconfessata, dunque, anche l’idea di proseguire con tanti ragazzi a disposizione. La cessione di Francesco Folino, per esempio, è l’emblema di tale inversione di tendenza.
DOMANDE DA UN MILIONE – Tante, tantissime sono le domande che vorremmo porre alla società, magari attraverso una conferenza stampa-fiume. Cosa è accaduto nelle ore immediatamente successive alla brutta sconfitta casalinga col Modena, nel giorno dell’89esimo compleanno del patron Arvedi? Perché giovedì scorso Shpendi era già della Cremonese (accordo col Cesena e col giocatore) e nei giorni successivi i contatti si sono bruscamente interrotti? Quando è nata, davvero, l’idea di esonerare Giampaolo? E perché farlo il giorno stesso di una bella vittoria sul campo del Parma? Se l’idea, come sembra, è nata precedentemente alla Coppa Italia, come mai Giampaolo era in panchina e non – magari – l’allenatore della Primavera Costa, ad interim? Oltretutto, con Giampaolo che si è pure presentato in sala stampa. E se invece la decisione fosse maturata dopo la partita, perché non provare a ricucire o, al massimo, aspettare il mattino successivo per il comunicato? E se invece gli screzi fossero sorti tra le parti per divergenze legate agli ultimi giorni di mercato? Ma se l’obiettivo di quest’anno, come da conferenza iniziale, era «disputare un buon campionato», perché esonerare l’allenatore dopo sole due partite? Non ci sarebbe stato tutto il tempo per rimediare? I tifosi, gli oltre 6.500 abbonati soprattutto, attendono risposte veloci, vere, concrete.
Ringraziamo mister Giampaolo per la professionalità espressa in questi mesi.
