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Cremonese, più forte della sventura
Cremonese, più forte della sventura

Sotto di due gol e con l’uomo in meno la Cremonese mette sotto il Palermo e recupera una partita che sembrava persa

Il 24 febbraio 1989 veniva ritrovato il corpo di una giovane ragazza. Il caso avrebbe tenuto con il fiato sospeso l’America e non solo. Pare che addirittura la Regina Elisabetta abbia rifiutato un concerto privato di Paul McCartney per vedere una puntata di Twin Peaks, la serie tv di David Lynch che tenne mezzo mondo incollato allo schermo. Chi uccise Laura Palmer?

EDITORIALE DA RIFARE – Questo avrebbe dovuto essere l’incipit dell’editoriale, deciso ieri a tavolino dal sottoscritto. Perché che in questo Cremonese-Palermo sarebbe successo qualcosa di grosso lo si annusava fin dalla designazione arbitrale. Il titolo dell’editoriale sarebbe dunque stato “Chi ha ucciso la Cremonese?”. Ma in troppi – io compreso – non avevano fatto i conti con gli uomini di Stroppa, una squadra con la S maiuscola che non si arrende nemmeno di fronte agli (ormai innumerevoli) torti arbitrali.

SENZA FALLETTI – Stroppa si arrende all’evidenza e schiera fin dal primo minuto Zanimacchia sulla fascia naturale, a destra, con Sernicola che trasloca a sinistra. Il rientrante Johnsen parte dall’inizio come mezzala sinistra, facendo scivolare in panchina Falletti. Dall’altra parte torna titolare Pickel, finalmente ristabilito dalla lunga trasferta in terra africana. Per il resto ci sono i soliti, con l’ex Vazquez in appoggio a Coda.

DOMINIO – L’approccio grigiorosso è cattivo e dominante. La prima conclusione arriva quando non è ancora passato un minuto. Zanimacchia a destra si trova a suo agio e oltre a crossare rientra per calciare, impegnando Pigliacelli e la difesa in più di un’occasione. Coda dimostra che ad Ascoli in campo c’era il cugino scarso, visto che oltre ad andare al tiro fa girare la squadra, fa sponde funzionali e si muove molto per far aprire la difesa avversaria. Il problema inizialmente sembra sempre lo stesso. La squadra crea tanto e arriva spesso al tiro ma non riesce a segnare.

EPISODIO DECISIVO – Ben presto però la Cremonese deve affrontare un problema ben più grande. L’errore di Pickel scatena la ripartenza del Palermo e una punizione velenosa; Jungdal esce male e sul tocco di braccio di Sernicola l’irreprensibile Massa non solo fischia il rigore ma espelle pure il difensore grigiorosso. Con l’uomo in meno e sotto di un gol c’è un attimo di sbandamento di cui il Palermo non approfitta. Grazia a un Mudo a tutto campo la Cremo riesce ad alzare il baricentro e a reagire, concedendo però spazio a pericolose ripartenze. Proprio su una di queste Ranocchia firma il 2-0 che sembra chiudere i giochi.

REMUNTADA – Episodi e risultato avrebbero abbattuto chiunque, non questa Cremonese. Stroppa rientra in campo con gli stessi uomini e un 3-4-2 a trazione offensiva visto che sulle fasce ci sono Zanimacchia e Johnsen. In due minuti i grigiorossi rimettono le cose a posto con le reti di Castagnetti e Coda. Per tutta la ripresa in campo c’è una grande squadra che sfiora in più occasioni la vittoria. Sono tanti i giocatori ad alzare il livello rispetto ai primi 45 minuti. In primis Pickel, che dopo una pessima prima frazione risulta decisivo. Non solo per l’appoggio a Castagnetti, ma per l’energia e la grinta messa in campo che aiuta la Cremo a non soffrire l’inferiorità numerica. A volte lo svizzero gioca un po’ sopra le righe (cit. Stroppa) ma è anche questa la sua forza. La difesa si conferma top, nonostante i due gol subiti: Bianchetti disputa l’ennesima prestazione che rasenta la perfezione, Ravanelli e Antov non si fanno più fregare dai vari Di Mariano, Di Francesco e Insigne. Il pareggio finale sta quasi stretto alla Cremonese che va più vicino degli ospiti al colpo del k.o.

FIDUCIA E PREOCCUPAZIONE – Il pomeriggio allo Zini restituisce tante certezze alla Cremonese, reduce da due pareggi poco brillanti contro Reggiana e Lecco. Il punto conquistato contro il Palermo ha tutt’altro sapore per quanto visto in campo. Se dal lato tecnico è tornata la fiducia, preoccupa ciò che in campo non si può controllare. La gestione arbitrale desta più di un dubbio perché la reiterazione del reato ormai sta facendo pensar male anche chi da sempre crede nella buona fede di chi dirige. Senza contare gli innumerevoli interventi del Var (il terzo consecutivo contro la Cremonese) risulta complicato spiegare tutte queste espulsioni per una squadra come quella grigiorossa che tende a dominare il campo, non a rincorrere gli avversari. Ad oggi sono ben 6 i rossi ricevuti (solo 2 quelli contro), tre dei quali contro squadre in diretta lotta per la promozione (Como, Venezia, Palermo). Per quanto questa squadra riuscirà ad essere più forte dei torti? Magra consolazione: trovare l’assassino non sarà complicato come capire chi uccise Laura Palmer.

Nicola Guarneri

Direttore Responsabile

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