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Cremonese, il derby ha l’oro in bocca
Cremonese, il derby ha l’oro in bocca

Successo d’oro per la Cremonese che vince l’ennesimo derby col Brescia e aggancia il secondo posto in classifica

Tutti abbiamo familiarità con il concetto di deja vu, quella sensazione di aver già provato un’esperienza o una situazione. La vittoria di ieri della Cremonese, la terza consecutiva contro il Brescia, risveglia però il fenomeno contrario, quello del jamais vu. È ciò che succede a Jack Nicholson in Shining, quando digita ossessivamente le stesse parole alla macchina da scrivere (“Il mattino ha l’oro in bocca”) fino a che queste perdono significato. Quando una situazione si ripete più e più volte arriva a sembrare come nuova e mai vissuta in passato. Un po’ come la vittoria in un derby.

ASSENZE – Stroppa deve fare i conti con diverse assenze importanti. A mancare è una buona parte della spina dorsale che ha caratterizzato la rincorsa alle prime posizioni. Ravanelli non recupera dopo il risentimento contro lo Spezia, Castagnetti è vittima dell’influenza e si deve accomodare in panchina. Con Tuia ancora ai box gioca quindi Lochoshvili da braccetto e Bianchetti da centrale. Majer rimpiazza Casta davanti alla difesa, mentre Falletti è confermato mezzala sinistra. I guai però non sono finiti, perché dopo una manciata di minuti si deve arrendere anche Collocolo e Stroppa manda in campo Abrego.

SOLO CREMO – Complice qualche fumogeno in campo che spezzetta i primi minuti di gioco la Cremonese non riesce ad aggredire il match come contro Spezia e Cosenza. Un vero peccato, perché diversamente da quanto ipotizzato alla vigilia il Brescia non ha alcuna voglia di impensierire i grigiorossi. Il 3-4-2-1 di Maran è assolutamente attendista e i passaggi consecutivi degli avversari si contano sulle dita di una mano. Lo spartito è quello visto finora nel 2024 contro Spezia e Cosenza. La Cremo fa possesso basso e prova a stanare un avversario che non ha alcuna intenzione di scoprirsi e preferisce intasare gli spazi della propria metà campo.

ABREGOL VEDE E PROVVEDE – Come contro lo Spezia passano i minuti e la Cremo alza il livello. Vazquez domina a tutto campo, Zanimacchia è indemoniato e punta il fondo con costanza. Antov fa ripartire bene l’azione e trova corridoi stuzzicanti per Sernicola. Alla fine tocca all’uomo della provvidenza sbloccarla. Abrego, già entrato cattivo con due tackle vinti in pochi minuti, scambia nello stretto con Coda e punisce Andrenacci con tiro di punta da futsal. Il tallone d’Achille di questa squadra invece è sempre il solito. Dopo 45 minuti di altissimo livello giocati contro uno sparring partner il punteggio è ancora fermo sull’1-0.

ERRORI E FIDUCIA – Basta un colpo di tacco sbagliato di Vazquez a inizio ripresa per ridare fiducia a un Brescia fin lì assente ingiustificato. La Cremonese abbassa il ritmo perché Majer, Abrego e Falletti non hanno 90 minuti ad alta intensità nelle gambe. Le rondinelle crescono ma dietro la Cremonese soffre poco. Quando Bianchi scappa san Jungdal si fa trovare pronto a respingere con il piedone. Mentre la partita si trascina lentamente verso il novantesimo, gli sguardi degli spettatori si spostano dal campo ai telefonini, dove arrivano solo belle notifiche: il Parma perde, il Como perde, e anche il Venezia non si sente tanto bene (semicit.).

VITTORIA E FIDUCIA – I tre punti di ieri valgono oro. La Cremonese aggancia la seconda posizione approfittando dei passi falsi delle altre e si porta a -4 dalla capolista. Sono tante le belle cose che i grigiorossi si portano via. La terza vittoria consecutiva per 1-0 certifica che la fase difensiva funziona anche quando mancano determinati interpreti. Lochoshvili, Majer e Abrego non hanno fatto rimpiangere i titolari, sintomo che Stroppa è stato in grado di motivare anche chi ha giocato meno. Non solo, è stato anche bravo a coinvolgerlo negli allenamenti e nella parte tattica, perché certi movimenti non si imparano in una settimana.

AVANTI TUTTA – Raggiunta finalmente la zona promozione la Cremonese non deve fermarsi. I grigiorossi sono chiamati a un bell’esame di maturità. Il Lecco è in un brutto momento ma il rischio di un Feralpi-bis è dietro l’angolo. Dopo la splendida vittoria contro il Venezia i grigiorossi a Piacenza si erano resi protagonisti della peggior prestazione stagionale. Ora contro il Lecco la squadra di Stroppa deve dimostrare di essere cresciuta anche dal punto di vista dell’attenzione e della gestione mentale dei momenti. Sprecare i regali di Como e Parma sarebbe un delitto.

Nicola Guarneri

Direttore Responsabile

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