Cinque punti, una Cremonese più libera e alcuni segnali importanti: il primo bilancio dopo Padova, Cesena e Virtus Entella
Il ritorno di mister Pecchia ha cambiato subito il modo di attaccare dei grigiorossi. Nelle tre gare contro Padova, Cesena ed Entella, la Cremonese ha raccolto cinque punti e segnato cinque gol. Con il suo 4-2-3-1 la Cremo ha ritrovato maggiore imprevedibilità. Gli esterni possono stringere, allargarsi e scambiarsi posizione con giocatori che partono in altre posizioni. Il trequartista si muove tra le linee, senza restare vincolato a una zona. Ne nasce una squadra più fluida. La Cremonese alterna ampiezza e gioco interno e valorizza meglio le caratteristiche dei singoli.
MOVIMENTI DIFENSIVI – La novità più netta riguarda la fase difensiva. La Cremonese prova a difendere più avanti, accorcia sul portatore e cerca l’anticipo. L’obiettivo è non arretrare subito. Il rientro di Baschirotto potrà dare maggiore ancor più solidità nei duelli e sulla difesa di porzioni ampie di campo. A Cesena, però, sono emerse difficoltà sui tagli tra i centrali difensivi e sulle verticalizzazioni rapide. Il problema si è accentuato quando la pressione non è stata coordinata tra i vari reparti. Il principio resta comunque evidente: Pecchia vuole una squadra corta, aggressiva e pronta a difendere in avanti.
FASE DI POSSESSO – Anche la gestione del pallone ha assunto un significato differente. Pecchia non ha rinunciato alla costruzione dal basso, ma chiede che il possesso serva a superare la prima pressione e ad attaccare rapidamente lo spazio verticalizzando non appena le situazioni di gioco lo consentono. Contro il Padova il piano ha funzionato: la Cremonese è apparsa fluida, difficile da leggere e capace di arrivare in avanti attraverso soluzioni differenti. A Cesena, invece, alcuni errori tecnici in uscita hanno favorito i recuperi alti degli avversari e messo in difficoltà la linea difensiva, soprattutto nel primo tempo. Nella ripresa, però, i grigiorossi hanno aumentato pressione e intensità, riuscendo a recuperare il risultato mostrando come anche a partita in corso la Cremo sia una squadra che riesce a migliorarsi e a correggere eventuali imperfezioni osservate nel primo frangente di partita.
L’ULTIMA PARTITA – La sfida contro l’Entella ha mostrato un’altra faccia del percorso. La Cremonese è stata brava soprattutto nel primo tempo a controllare le ripartenze avversarie, impedendo ai liguri di recuperare palla e verticalizzare in campo aperto. Il virus intestinale che aveva colpito il gruppo, il caldo e le condizioni non ottimali del terreno dello Zini hanno inevitabilmente inciso sulla prestazione. Allo stesso tempo, però, la squadra ha faticato a trasformare il possesso in occasioni contro un blocco basso e compatto. In queste partite servono più movimenti senza palla, inserimenti dei centrocampisti e presenza dentro l’area. Senza queste soluzioni, il rischio è che la pazienza richiesta da Pecchia si trasformi in una manovra lenta e prevedibile.
IL LAVORO CONTINUA – Dopo tre gare il lavoro è ancora all’inizio e alcuni meccanismi devono essere consolidati, soprattutto nella coordinazione della pressione e nella gestione delle squadre che difendono basse. I primi segnali, tuttavia, sono incoraggianti, Pecchia ha restituito maggiore libertà ai giocatori offensivi, ha sistemato il baricentro e ha introdotto un possesso più orientato alla verticalità. Ha inoltre mostrato di saper incidere attraverso le sostituzioni, come accaduto nella rimonta di Cesena e contro L’Entella. La Cremonese appare più vicina alle caratteristiche dei suoi interpreti e meno vincolata a posizioni troppo rigide. La pausa per le Nazionali servirà ora a rendere questi principi più continui e a trasformare una direzione già riconoscibile in un’identità completa.
