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Cremonese, la conferenza stampa di Giampaolo e Botturi
Cremonese, la conferenza stampa di Giampaolo e Botturi

Il ds della Cremonese Christian Botturi, e mister Marco Giampaolo hanno inaugurato la stagione 2026-27. Le loro dichiarazioni

La stagione 2026-27 della Cremonese è iniziata nella giornata di ieri, lunedì 13 luglio, con le visite mediche di rito. Nel pomeriggio di oggi, martedì 14, il primo allenamento al Centro Arvedi. In mattinata, invece, si è svolta la prima conferenza stampa di mister Giampaolo, affiancato dal neo ds Christian Botturi. Tantissimi i temi toccati, dal campo al mercato, in questo nuovo corso grigiorosso. Di seguito le loro parole al completo.

Il direttore sportivo Christian Botturi: «L’identikit dell’allenatore che la Cremonese cercava aveva quattro punti: caratteristiche precise dal punto di vista tecnico-tattico, una grande voglia di ripartire dopo una retrocessione, un mister disposto a lavorare con i giovani e soprattutto un tecnico che si avvicinasse allo spirito della città e della società. Parlare poco, ma produrre tanto. Il senso di responsabilità che mi ha portato qui mi ha fatto contare fino a dieci prima di esternare le mie sensazioni, ma fin dal primo momento ho avuto una grande impressione di mister Giampaolo. Dentro di me avevo già deciso. Sono felice di trovare un allenatore dall’elevato spessore umano, una rarità nel calcio moderno. Sarà il valore aggiunto di questo nuovo percorso. Io so che crescerò lavorando con Giampaolo, ma so anche che anch’io potrò aiutarlo in questa avventura».

Mister Marco Giampaolo: «Al primo incontro con il direttore, gli ho detto molto chiaramente: “Se la tua scelta è orientata solo tra i due allenatori sotto contratto, non torno a Cremona. Se invece hai la libertà di fare le tue considerazioni, io ci sono“».


Le domande dei giornalisti:

A Giampaolo.

Cosa l’ha portata a scegliere di ripartire da Cremona in Serie B con questo nuovo progetto?
«Una serie di considerazioni legate ad un filo conduttore: questo è un club serio, storico, organizzato e con grande potenzialità. Ha deciso di puntare su un mix tra giocatori esperti e giovani: una visione calcistica che ha tanti punti di convergenza con la mia. Qui posso esprimere al meglio le mie caratteristiche. La categoria è difficile. Non ho fatto un giorno di mare, solo cinque di vacanza con il computer sempre in mano».

State lavorando su profili ben delineati, su quali zone di campo serve ancora intervenire? Da quale modulo ripartirà?
«Ci siamo confrontati moltissimo e tutti i giocatori che il club mi ha proposto sono pertinenti, la sinergia calcistica c’è. Servono giocatori che diano carattere tecnico-tattico alla nostra squadra. Le idee le abbiamo, serve pazienza di “arrivare a dama”. Daremo un volto».

La società ha deciso di puntare su un mix tra veterani e giovani promettenti. Come si riconosce un ragazzo pronto per la Cremonese e per la Serie B?
«Qualcuno ha già fatto qualche campionato, tipo Berti. Fellipe Jack ha giocato parecchio e il Como sbaglia poco. Abbiamo dei ragazzi che rientrano dai prestiti e capiremo come creare le sinergie giuste. I giovani bravi aggiungono, non tolgono: non hanno brutte abitudini, si mettono in discussione, hanno la capacità di reagire».

Come lavorerà su chi è reduce dalla retrocessione e su chi invece arriva dal mercato?
«Io mi aspetto moltissimo da chi c’era già. Dovranno tracciare il solco e sarò molto più severo con loro. Vogliamo giocatori con grande motivazione, non c’è alternativa. Ho già parlato con tutti. Gli allenamenti saranno uguali per tutti e capiremo chi rimarrà e chi farà un altro percorso, è normale. Sono fiducioso perché non devo perdere tempo a spiegare cosa voglio, c’è massima collaborazione».

Una sua opinione su Bonazzoli, Baschirotto e Collocolo?
«Michele è a disposizione, ha appena rinnovato. Anche Bonazzoli e Baschirotto sono sotto contratto. Sul mercato risponde il direttore».

Al tuo arrivo lo scorso anno si è dovuto arrangiare. Oggi ha la possibilità di formare la sua squadra.
«Quella è la mia aspirazione, sono qui per questo. La voglio vedere a mia immagine e somiglianza. La retrocessione ha fatto male a tutti, a me in primis. Ma bisogna ripartire con energie positive».

La variabile di questa Cremo sta nella maturazione dei ragazzi che scenderanno in campo, ma non hai ancora parlato di pazienza.
«Quando devi costruire serve pazienza, certo. Ma la passione fa la differenza: abbiamo bisogno di questo, giocatori fidelizzati. Ci sono profili anche provenienti dalla Primavera che mi piacevano già. Se non hanno mai giocato, cresceranno. Possono ritagliarsi il loro spazio. Io voglio fare un certo tipo di calcio e voglio farlo con giocatori funzionali. Voglio una squadra riconoscibile per atteggiamento e per il gioco che esprime».


A Botturi.

Avete già un’idea di cosa ne sarà di Thorsby e Sanabria, al rientro dal Mondiale?
«
I due ragazzi sono attualmente in vacanza. Sono tesserati della Cremonese. Quando torneranno ai primi di agosto li valuteremo, perché sono sotto contratto. Valuteremo opportunità di mercato, sarei ipocrita ad affermare il contrario. Anche per un discorso di stimoli».

Qual è la differenza tra fare il mercato a Mantova e a Cremona?
«Intanto vi dico il comune denominatore: cercare l’uomo prima che il calciatore. Ho sempre la curiosità di vedere negli occhi il giocatore. Poi, per obiettivi, l’asticella qui è più alta. Non guardiamo la carta d’identità, ma le caratteristiche. Non serve fretta, con calma occuperemo le caselle mancanti».

Numericamente quanti giocatori comporranno la rosa?
«Non voglio superare le trenta unità, diciamo 26-27 portieri compresi».

Alla sua presentazione era rimasta sospesa la dichiarazione quantitativa dell’obiettivo. Dopo un mese di sente più sereno nel dichiararlo?
«Ero già sicuro e sereno un mese fa. Noi rappresentiamo una società importante e ambiziosa, ma non voglio regalare sogni. Voglio dare certezze. Siamo un cantiere aperto, ma con fondamenta solide. Abbiamo l’obbligo di mantenere l’asticella alta, non voglio dire altro perché è prematuro. È una questione di equilibrio, non voglio creare aspettative a una piazza che viene da un momento di sofferenza. Partiamo da una delusione, quindi poniamoci obiettivi giorno per giorno. Capiremo il livello a cui siamo, ma non ci nascondiamo dietro un dito».

Stuckler è stato molto attenzionato da diverse altre squadre. Il suo rinnovo è stato complicato?
«Nessuna complicazione, il ragazzo era convinto fin da subito. Gli ho già detto che non deve avere fretta di dimostrare perché la Cremonese saprà aspettarlo. Ha già fatto vedere di saper fare il suo lavoro, deve dimostrare di essere da Serie B. È molto attenzionato, ma è un nostro valore aggiunto e una sorta di testimonial del nuovo corso. Ha entusiasmo e voglia di mettersi in gioco».

Nel calcio moderno molte trattative si protraggono per settimane. La Cremonese come ha intenzione di interagire con procuratori e altri club?
«Tutti sanno chi è la Cremonese. Non vogliamo arrivare all’ultimo giorno di mercato a prendere decisioni, preferiamo programmare in anticipo. Detto ciò, se dovesse esserci l’occasione di mettere “la ciliegina sulla torta”, la valuteremo».


Fonte: dal nostro inviato al Centro Arvedi Michele Iondini
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Michele Iondini

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