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Cremonese, chi è Marco Benassi
Cremonese, chi è Marco Benassi

Vi presentiamo Marco Benassi, nuovo centrocampista della Cremonese arrivato in prestito secco dalla Fiorentina

Marco Benassi è il nuovo centrocampista della Cremonese di Davide Ballardini, e arriva in prestito secco dalla Fiorentina, dalla quale era fuori da ogni lista (Serie A ed Europa League) da settembre.

STORIA – Nasce a Modena l’8 settembre del 1994 e cresce nel settore giovanile dei Canarini, per poi passare in quello dell’Inter, dove vince la NextGen Series con Stramaccioni assieme a Samuele Longo e Matteo Bianchetti (infortunato in occasione della finale). Passa in prestito al Livorno di Paulinho (in Serie A), segnando 2 reti in 20 partite, e poi al Torino (prima in comproprietà e poi a titolo definitivo), dove resta 3 anni realizzando uno score di 12 reti tra campionato e Coppe. Nel 2017 se lo aggiudica la Fiorentina per 10 milioni più 3 di bonus, e i primi due anni segna 14 gol, mentre al terzo anno viene un po’ accantonato. Tanto che, nel 2020, passa in prestito al Verona dove avrebbe dovuto agire da sottopunta negli schemi di Juric, ma qui, a causa di problemi fisici, non gioca neanche una partita in tutto il campionato. Torna a Firenze e gioca 6 spezzoni, mentre a gennaio passa in prestito all’Empoli dove gioca 12 partite ma con 0 gol. Quest’anno sembrava potesse essere quello della rinascita con le prime due partite giocate prima della chiusura del mercato (tra cui, da terzino, contro la Cremonese), ma la successiva chiusura delle liste lo ha visto estromesso da Italiano.

RUOLO – Il suo meglio lo ha sempre dato da mezzala, quindi è lecito che Ballardini lo possa schierare in quel posto nel suo 3-5-2 già ammirato a Napoli. Nel pieno della sua carriera, che comunque lo ha visto convocato in Nazionale da Conte, Ventura e Mancini (senza però mai esordire), ha siglato parecchi gol, pur non disponendo di una tecnica eccelsa. Certo, gli infortuni e il poco calcio giocato potrebbe averne ridotto lo spirito avventuriero nelle aree avversarie, ma il pedigree c’è.

Nicolò Casali

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