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Cremonese, bella e Bona
Cremonese, bella e Bona

La Cremonese sbanca il Marassi grazie alla doppietta di Bonazzoli e torna alla vittoria dopo due mesi esatti

Ah, come ci mancava questa sensazione. Perché sarà pur vero che i pareggi accumulati tra settembre e ottobre sono stati fondamentali per allungare sulle inseguitrici e non sperperare il bottino delle prime due gare. Ma è anche vero che il sapore della vittoria è tutta un’altra cosa, e la Cremonese non lo gustava da due mesi esatti.

CON LA BO-VA – Per l’infrasettimanale di Genova mister Nicola è alle prese con i soliti problemi. Per un Bondo che recupera il suo posto in mezzo al campo e un Audero che torna a difendere i pali grigiorossi, il mister perde Sanabria e Zerbin, acciaccati dopo il pareggio di sabato contro l’Atalanta. Davanti all’ex Samp (accolto tra i fischi) torna titolare capitan Bianchetti, con i soliti Terracciano e Baschirotto. Vandeputte lascia la cabina di regia per andare a fare la mezzala sinistra, dall’altra parte c’è Payero. Sulle fasce scelte obbligate: senza Zerbin, e con Pezzella ancora out, giocano Barbieri e Floriani Mussolini. Davanti terza da titolare consecutiva per Vardy, insieme a lui c’è Bonazzoli. Quarta panchina nelle ultime cinque partite per Vazquez.

A TESTA IN GIÙ – Consiglio per gli amici di Netflix, alle prese con le trovate promozionali in vista dell’ultima stagione di Stranger Things, in uscita a fine novembre. Se c’è un calciatore che può pubblicizzare il Sottosopra, beh, questo è certamente Federico Bonazzoli. Quando la palla vaga sopra la testa dell’attaccante grigiorosso scatta in lui un istinto primordiale che lo spinge a buttarsi all’indietro per colpire in rovesciata. Come a San Siro contro il Milan la sua acrobazia porta avanti la Cremonese e – spoiler – porterà alla vittoria a due mesi esatti dai tre punti ottenuti contro il Sassuolo.

CHE CREMO – Il gol arrivato dopo quattro minuti fa vacillare le poche certezze del Genoa, ancora a secco di vittorie in campionato e mai in gol in gare casalinghe. La Cremonese non si ferma e per una buona mezz’ora dimostra di stare meglio sotto ogni punto di vista: mentale, tecnico e soprattutto atletico. I grigiorossi, nonostante le assenze, corrono tanto e bene, restano corti e dialogano nello stretto senza perdere palla mostrando trame piacevoli, oltre che efficaci. Solo nel finale della prima frazione gli uomini di Vieria riescono a rendersi pericolosi dalle parti di Audero, più con la volontà che con le idee.

‘O PUORCO – Nella smorfia napoletana il numero 4 indica il maiale: segno sì di sporcizia ma anche di soddisfazione e benessere. Insomma le sensazioni che traspaiono nel veder danzare Bonazzoli sul pallone, vero regista della squadra. L’ex Salernitana, dopo aver segnato al 4′ del primo tempo, si ripete dopo 4 minuti della ripresa. Sul corner di Vandeputte la coordinazione è pazzesca, il violento mancino non lascia scampo a Leali. Ovviamente è anche il quarto gol in campionato per Bonazzoli, l’attaccante con più reti in Serie A. Ovviamente è anche il quarto assist in campionato per Vandeputte, leader della speciale classifica in compagnia di Nico Paz. Questa Cremonese trasuda benessere e abbondanza, nel segno del numero 4.

CORSE E SACRIFICI – Nel resto della gara sono più i grigiorossi a sfiorare la terza rete che il Genoa a rientrare in partita, se non nel confuso finale in cui comunque Audero deve impegnarsi seriamente solo sulla conclusione di Frendrup. A fine gara la sensazione è questa Cremonese sia una squadra quadratissima, tirata a lucido sotto il profilo atletico ed estremamente sul pezzo dal punto di vista mentale. I grigiorossi sono attenti in tutti i frangenti di gioco, non lasciano spazi agli avversari e giocano compatti e uniti. Il tutto questo in una situazione di estrema emergenza, con 4-5 titolari ai box e con alcuni giocatori chiamati a sforzi extra causa assenze forzate dei compagni.

AVANTI COSÌ – Attenzione, perché il maiale nella smorfia napoletana è anche simbolo di ignoranza e di non saper dare giusto valore alle cose. Questa vittoria, per quanto bella (e Bona), non deve cambiare lo spirito guerriero della squadra, vera arma vincente di questo inizio di campionato. Già, perché sabato si torna subito in campo per un’altra battaglia contro una Juventus in cerca di riscatto dopo il deludente inizio di stagione. A tal proposito, i riferimenti alla smorfia sono tutt’altro che casuali. Probabilmente sabato sulla panchina bianconera ci sarà Luciano Spalletti, uno che proprio a Napoli ha toccato il culmine della sua carriera. Per cercare di mantenere l’imbattibilità allo Zini la Cremonese non dovrà fare altro che proseguire sulla strada intraprese e restare se stessa, giocando con umiltà e senza pensare di poter ambire a qualcosa di diverso.

Nicola Guarneri

Direttore Responsabile

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